28-12-2018

Mostra Victor Vasarely. In the Labyrinth of Modernism al Museo Städel

Victor Vasarely,

Städel Museum,

Francoforte sul Meno,

Mostre,

Innovazione, Arte, Mostra, Evento,

Per chi durante il periodo natalizio passasse a Francoforte, in Germania, consigliamo la visita al bellissimo Museo Städel per vedere la mostra Victor Vasarely.



  1. Blog
  2. News
  3. Mostra Victor Vasarely. In the Labyrinth of Modernism al Museo Städel

Mostra Victor Vasarely. In the Labyrinth of Modernism al Museo Städel Per chi durante il periodo natalizio passasse a Francoforte, in Germania, consigliamo la visita al bellissimo Museo Städel per vedere la mostra Victor Vasarely. In the Labyrinth of Modernism. Una grande retrospettiva sull’inventore dell'Op-Art negli anni Sessanta e di cui vengono esposte un centinaio di opere.


Il lavoro multilivello di Victor Vasarely (1906-1997) è oggi più attuale che mai, ha anticipato l'estetica dei videogames, utilizzando gli effetti visivi generati dai computer di oggi. I colori intensi dei suoi motivi strettamente geometrici, ma anche i forti contrasti della sua pittura in bianco e nero, fanno ancora parte del design contemporaneo. Questa onnipresenza è dovuta anche alle tecniche di duplicazione e l'uso delle sue idee nella vita quotidiana, facendo in modo che la sua arte sia presente ovunque, pure oggi, per formare il nostro modo di guardare.
L’artista francese di origini ungheresi si formò con il primo modernismo, influenzato dalle teorie del Bauhaus di cui fa propria l’idea base, ovvero “coniugare arte, vita e artigianato”, ma anche dal Suprematismo e dall’astrattismo geometrico. E non va dimenticata la sua professione originaria: aveva studiato economia e comunicazione e lavorò a Parigi, dopo aver lasciato l’Ungheria per motivi politici, come grafico pubblicitario. La sua professione quotidiana era quindi esercitare un effetto mirato sull’osservatore, utilizzando effetti ottici
Presto riconobbe come la percezione reagisce ai modelli e alle strutture che distorcono e cambiano, e quali fossero gli effetti dei contrasti chiaro-scuro sullo spettatore. Continuò la sua esplorazione e inglobò anche temi come decostruzione e movimento, argomento trattato già dai futuristi. Studiando i più importanti stili del primo modernismo Vasarely sviluppò il proprio vocabolario ottico e per il quale ancora lo conosciamo. Dalla pittura astratta che lavora con la semplificazione o la trasformazione di oggetti reali, Vasarely fa un ulteriore passo avanti: la percezione e lo stesso processo visivo diventano sempre più il soggetto della sua pittura, per poi porre l'esperienza visiva al centro delle sue opere. Arriva quindi all’arte cinetica per la quale lavora con movimenti percettibili solo attraverso lo stimolo degli occhi. Se poi le strutture uniformi sul foglio vengono cambiate nelle loro forme, appaiono spaziali. Una percezione bidimensionale che da lui in poi non è più possibile. Infatti Vasarely porta questa forma di visione alla soglia del dolore visivo che poi, con l’aggiunta di colore, diventa l’Op-Art.
La retrospettiva completa di Vasarely si pone come una riscoperta di un'artista quale figura centrale del XX secolo, il quale riflette la modernità in tutta la sua complessità come nessun altro. Attraverso le oltre 100 opere esposte al Museo Städel, tra cui anche i suoi interior design realizzati con il figlio, il visitatore ripercorre una carriera artistica di oltre 60 anni e impara che Vasarely ha dato molto di più a noi che l’Op-Art. In un certo senso ha anticipato gli studi sulla Visual Literacy con la sua più importante invenzione artistica: il suo “alfabeto plastico" (brevettato nel 1963) dove le "unità plastiche”, simili alle lettere dell'alfabeto, aprono possibilità di combinazione quasi infinite per la creazione di opere d’arte per mano di tutti. Insegnamenti oggi più importanti che mai in una società dominata da immagini, di cui la maggior parte di noi non sa leggere né tanto meno maneggiare con cura.

Christiane Bürklein

Mostra: Victor Vasarely. In the Labyrinth of Modernism
Curatori: Dr. Martin Engler (Sammlungsleiter Gegenwartskunst, Städel Museum),
Dr. Jana Baumann (Wissenschaftliche Mitarbeiterin Sammlung Gegenwartskunst, Städel Museum)
Ulteriori informazioni: www.staedelmuseum.de
dal 26 settembre 2018 al 13 gennaio 2019
Immagini: Städel Museum

Il nostro sito web utilizza i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione.
Se desideri maggiori informazioni sui cookie e su come controllarne l’abilitazione con le impostazioni del browser accedi alla nostra
Cookie Policy

×