18-07-2018

Biennale Architettura 2018, Sunyata, Padiglione Indonesia

Ary Indrajanto,

Ken Schluchtmann, Francesco Galli,

Venezia, Italia,

Biennale di Venezia, Padiglioni,

Biennale di Venezia,

Alla 16a Mostra Internazionale dell’Architettura - La Biennale di Venezia la partecipazione nazionale dell’Indonesia, presso l’Arsenale, ci ha colpito particolarmente.



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Biennale Architettura 2018, Sunyata, Padiglione Indonesia Alla 16a Mostra Internazionale dell’Architettura - La Biennale di Venezia la partecipazione nazionale dell’Indonesia, presso l’Arsenale, ci ha colpito particolarmente. Sunyata: The Poetics of Emptiness è un’installazione che indaga la bellezza dello spazio vuoto, quale essenza del Freespace.


Per chi conosce la Biennale di Architettura di Venezia, specialmente nei giorni della preview, sa quanto siano affollati i padiglioni, dove si assiste a un vero pellegrinaggio degli addetti ai lavori. In un contesto così movimentato un’installazione come quella dell’Indonesia colpisce ancora di più. Niente video, niente immagini, niente colore, solo un grande spazio definito da lunghi teli di morbida carta bianca, cuciti insieme a mano dal team curatoriale con ben 9.600 punti, intervallati da aperture circolari in cui il visitatore può sostare e guardare l’astrazione del vuoto, simboleggiata appunto dal candore dei teli. Inoltre concentrandosi si sente anche una colonna sonora: i rumori della vita quotidiana in Indonesia. 
Enjoy the silence è l’invito sulle lunghe sedute al lato dell’installazione che a noi ha fatto venire in mente l’omonima canzone dei Depeche Mode, in cui la contemplazione del vuoto, dell’assenza, è al centro del video musicale, riassumendo perfettamente l’atmosfera creata da Sunyata: The Poetics of Emptiness.
Abbiamo parlato con Ary Indrajanto curatore della partecipazioni nazionale indonesiana con David Hutama, Adwitya Dimas Satria, Ardy Hartono, Jonathan Aditya Gahari, Johanes Adika Gahari. Lo abbiamo fatto poiché questa installazione trasmette l’intangibilità dello spazio, il Freespace per eccellenza, rivelandosi essere una sensazione. E lo fa con un un'armoniosa eleganza.
La Repubblica di Indonesia è una democrazia presidenziale, il più grande stato-arcipelago al mondo, con oltre 17mila isole, e il quarto stato per popolazione (oltre 255 mio. di abitanti), con una lunga storia e tradizione documentata sin dal VII secolo d.C. Uno stato di cui è più facile conoscere realtà locali, quali Bali o Lombok, quanto la sua interezza, composta da svariati gruppi etnici, linguistici e religiosi
In un contesto così diversificato trovare un comune denominatore nella tradizione architettonica da portare come esempio di Freespace in Biennale era pressoché impossibile, non ultimo perché storicamente lo spacemaking non era una prerogativa dell’urbanistica dell’arcipelago indonesiano. Inoltre il Freespace in una realtà densamente abitata è un vero lusso. 
Da qui la scelta del vuoto, quale base comune per la ricerca dei curatori del Padiglione Indonesia, dove con mezzi semplici, ma di grande impatto, rappresentano il suo valore intrinseco. Perché Sunyata. The Poetics of Emptiness ci permette di immergerci, almeno per un momento, in uno spazio senza distrazioni, dove possiamo sentire quella vibrazione spaziale che prescinde dal progetto e dall’architettura, diventando invece un’esperienza singolare e personale. Il vuoto si manifesta come assenza di forma, dove ricerca e creazione della stessa, in analogia con la tradizione giavanese, è prima di tutto una ricerca spirituale.
La mostra viene accompagnata da un’app e un catalogo con esempi di architetture indonesiane, sia storiche che attuali, le quali fanno del vuoto il loro fulcro. Perché “il vacuo è inteso come un'entità attiva, una singolarità che funziona come un'agenzia importante nella vita e allo stesso tempo è uno strumento per mettere ordine nel vuoto.” 

Christiane Bürklein

16a Mostra Internazionale dell’Architettura - La Biennale di Venezia
Partecipazione nazionale dell’Indonesia Sunyata: The Poetics of Emptiness
Commissario: Ricky Joseph Pesik, Badan Ekonomi Kreatif ( Bekraf), Indonesian Creative Economy Agency e Ahmad Djuhara - Ikatan Arsitek Indonesia (IAI), Indonesian Institute of Architects
Curatori: Ary Indrajanto, David Hutama, Adwitya Dimas Satria, Ardy Hartono, Jonathan Aditya Gahari, Johanes Adika Gahari
Dal 25 maggio al 25 novembre 2018
Arsenale, Venezia
Immagini: 1, 2, 3 ken schluchtmann - diephotodesigner.de e 4, 5 Francesco Galli, courtesy of Biennale di Venezia

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