11-09-2020

Berlino, il famoso club Berghain si trasforma in galleria d’arte

Noshe,

Berlino, Germania,

Bar, Mostre,

Recupero, Evento, Mostra,

La pandemia Covid-19 ha cambiato profondamente la nostra vita e alcuni dei luoghi più colpiti dalle misure di prevenzione sono quelli destinati alla musica, così il famoso Technoclub Berghain di Berlino ha chiuso sei mesi fa. Ora però è stato riaperto e trasformato a tempo indeterminato in una sala espositiva per l’arte nuova, ospitando la mostra Studio Berlin.



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Berlino, il famoso club Berghain si trasforma in galleria d’arte Intimità collettiva. Con queste due parole possono descrivere quanto accade nei luoghi della musica, nelle discoteche, nei technoclub. Un’esperienza alla quale si sta rinunciando da molti mesi e non si è nemmeno sicuri se e come sarà possibile viverla di nuovo, ovvero ballare in mezzo a una folla di persone.
Un luogo di culto per gli amanti della musica techno è certamente il technoclub berlinese famoso in tutto il mondo Berghain. Chiuso da marzo, proprio per arginare i contagi, ora riapre le porte. Da un lato con alcuni appuntamenti musicali nel suo giardino, dove vi sono regole ferree di distanziamento e un volume basso, dall’altro si trasforma in una sala espositiva per l’arte nuova. Ed è proprio grazie a questa insolita funzione che ora ospita la mostra Studio Berlin, aperta al pubblico il 9 settembre a tempo indeterminato.
Un’occasione sicuramente gradita ai fan dell’archeologia industriale. Perché il Berghain si trova nel sito dell'ex Wriezener Bahnhof, in quella che un tempo era una vecchia centrale di cogenerazione della Stalinallee, e, come parte del complesso edilizio Karl-Marx-Allee, è un edificio protetto, trasformato in un club dagli architetti dello studio berlinese Karhard
Il cubo del 1954, in stile neoclassico e con zoccolo rustico, lesene colossali e grandi bifore, ospita dal 2004 il Berghain, ovvero il successore del leggendario Ostgut Club. E già ai tempi l’arte aveva un posto speciale in questo club con un'installazione di Piotr Nathan che mostrava, dominando il foyer, eruzioni di forze elementari su 175 pannelli di alluminio. Mentre il famoso fotografo e artista Wolfgang Tillmans era presente con due enormi fotografie affisse alle pareti accanto al bancone centrale rivestito di gomma nera. 
Ora invece l’arte accoglie i curiosi già dall’esterno, lato boschetto, attraverso la gigantesca scritta: Morgen ist die Frage (“Domani è la domanda”). Si tratta di un'installazione dell'artista Rirkrit Tiravanija. Una frase che rispecchia i nostri tempi, in quanto tutti stiamo brancolando nel buio, manco fosse una delle famose dark room del Berghain. Chi invece raggiunge l’ingresso principale trova un'altra installazione dello scultore Dirk Bell. Si tratta della parola Love realizzata con pesanti montanti in acciaio.
Tutto ciò è stato realizzato e organizzato dalla coppia Karen e Christian Boros insieme a Juliet Korte, i quali hanno voluto lanciare un segnale. E lo hanno fatto poiché in momenti di difficoltà i diversi settori artistici devono sostenersi a vicenda. Quindi, cosa c’è di meglio che dare una piattaforma insolita e accattivante agli artisti, anch’essi privati di punti di incontro e presentazione? Ed è così che ora nel club trovano spazio le opere di 117 gli artisti, tra cui grandi nomi come Isa Genzken, Ólafur Elíasson e Rosemarie Trockel. Ma partecipano anche artisti che non sono ancora rappresentati da alcuna galleria. 
Per godersi il Berghain come tempio dell’arte nuova, al posto della musica techno, bisogna prenotarsi sul sito dedicato
Attenzione però, una cosa è rimasta uguale ai tempi pre-pandemici: prima di entrare nelle sale del Berghain vengono controllate le borse, quindi niente foto, niente film, niente registrazioni audio. Inoltre, la fotocamera del cellulare viene coperta con del nastro adesivo. Infatti, da sempre vige un severo divieto di fotografare nel locale e ciò vale anche per l'arte esposta sui 3500 metri quadrati della pista da ballo, dei bagni unisex, dei bar e dei separé. 
Ora non resta che visitare ed esplorare di persona questa trasformazione artistica. 
E comunque le vibes musicali non mancano, in quanto Wolfgang Tillmans ha creato un nuovo video e un pezzo musicale appositamente per la mostra.

Christiane Bürklein

Mostra Studio Berlin
organizzata da Christian Boros, Karen Boros, Juliet Korte
dal 9 settembre 2020 a tempo inderterminato
Luogo: Berghain, Am Wriezener Bahnhof 10243 Berlin
Ulteriori informazioni: https://www.studio.berlin/
Immagini: vedi leggende
1 - 4: STUDIO BERLIN/Berghain, LOVE © Dirk Bell Foto: Noshe
2 - 3 - 5: STUDIO BERLIN/Berghain, © Rirkrit Tiravanija, courtesy neugerriemschneider Berlin, Foto: Noshe


GALLERY


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