28-06-2018

Biennale Architettura 2018, la Romania presenta Mnemonics

Romeo Cuc, Mihai Gheorghe, Irina Petra Gudană, Roxana Pop, Raluca Sabău, Vlad Tomei,

Laurian Ghinitoiu,

Venezia, Italia,

Biennale di Venezia, Padiglioni,

Alla 16a Mostra Internazionale di Architettura - La Biennale di Venezia, presso i Giardini, il Padiglione Romania, dal titolo MNEMONICS, Collective Memories Define Our Territories, ha affrontato il Freespace evocando una scenografia stilizzata dello spazio libero tra i condomini delle città rumene.



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Biennale Architettura 2018, la Romania presenta Mnemonics Alla 16a Mostra Internazionale di Architettura - La Biennale di Venezia, presso i Giardini, il Padiglione Romania, dal titolo MNEMONICS, Collective Memories Define Our Territories, ha affrontato il Freespace evocando una scenografia stilizzata dello spazio libero tra i condomini delle città rumene. 


Ci sono ricordi dell’infanzia che crediamo assopiti, ma basta entrare nel Padiglione rumeno presso i Giardini della Biennale e sfidiamo chiunque a non trovare qualcosa che appartenga alla propria memoria. Un effetto espresso già nel titolo della mostra, MNEMONICS, Collective Memories Define Our Territories, curata da  Romeo Cuc, Mihai Gheorghe, Irina Petra Gudană, Roxana Pop, Raluca Sabău, Vlad Tomei, un giovane team dall'età media di 27 anni. La mnemotecnica fa appello all'antica tecnica della raccolta dei ricordi, ars memoriae, basata sulla connessione tra il pensiero e un supporto visivo significativo, impossibile da dimenticare. 
Questi elementi indimenticabili sono appunto gli spazi liberi tra i blocchi abitativi, realizzati nella seconda parte del XX secolo durante il periodo di industrializzazione e urbanizzazione della Romania. Ciò ha generato uno spazio interstiziale nel tessuto urbano, ben presto recuperato dalle persone che vivevano nelle sue vicinanze, in quanto non soggetto a interventi urbanistici. Nella memoria collettiva delle generazioni degli ultimi decenni questi spazi liberi non sono rivendicati da nessuno, ma in realtà appartengono a tutti, formando un immaginario comune. Un freespace tra i condomini la cui icona universale è l'immagine dei bambini che giocano all'aperto sotto la supervisione remota di genitori e nonni, creando liberamente i loro mondi invisibili negli spazi vuoti.
Da qui parte la ricerca degli autori sulle funzioni sociali e culturali dello spazio pubblico libero nelle città rumene, inteso come libertà di movimento e di immaginazione e come libertà di ricordare l'infanzia e di ricollegare la sua giocosità all'età adulta. Non tutti sanno che molti degli atleti rumeni, diventati famosi, negli anni hanno fatto le loro prime esperienze proprio in questi luoghi, molto diversi dai colorati parchi gioco sdolcinati che oggigiorno si propinano ai bambini, togliendo molto alla loro creatività innata.
Basta guardare l’allestimento del Padiglione, mollare la borsa e saltare sul dondolo in barba all’età, ovviamente solo dopo aver saltellato la campana, disegnata all’ingresso, per capire il concetto curatoriale. L'installazione utilizza oggetti specifici di questi spazi tra i condomini, dalla barra metallica usata per battere i tappeti, ovvero porta per giocare a calcio o rete da pallavolo, la giostra metallica, l’altalena o i tavoli da ping pong in cemento, ideali come rifugio in caso di pioggia. Elementi che in molti casi però erano solamente un semplice sfondo per la moltitudine di giochi all'aria aperta che i bambini si inventavano. Bambini che spesso tornavano a casa da scuola soli, mentre i loro genitori erano ancora al lavoro. Indossavano le chiavi delle loro case appese al collo, i latchkey kids diffusi anche in altri paesi del Nord e Est-Europa, in quanto questo era considerato il modo migliore per evitare di perderle durante le lunghe ore di gioco. 
Questa chiave appesa al cordino diventa così il simbolo stesso del Padiglione Rumeno, la cui grafica è molto ben curata. Bellissimo il catalogo MNEMONICS in quanto contiene una raccolta delle schede di giochi “poveri” spiegati nel padiglione, nonché una serie di racconti su questi freespace veramente generosi. E uno sguardo alle foto realizzate da Laurian Ghinitou durante la preview fa capire l’infinità di giochi che possono nascere in uno freespace condiviso e libero. 
Una seconda mostra rumena, alla nuova galleria del Romanian Institute of Culture and Humanistic Research (RICHR), presenta invece il corridoio del condominio quale passaggio dallo spazio pubblico a quello privato.

Christiane Bürklein

Padiglione Romania
“MNEMONICS, Collective Memories Define Our Territories”
dal 26 maggio al 25 novembre 2018
Giardini della Biennale, Venezia
Immagini: Laurian Ghinitou
Ulteriori informazioni: http://www.mnemonics.ro/

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