28-10-2021

Il Museo Munch di Estudio Herreros a Oslo è aperto al pubblico

EstudioHerreros, Estudio Herreros,

Adrià Goula, Einar Aslaksen,

Oslo, Norvegia,

Musei,

L’attesa è finita: a Oslo il MUNCH, il nuovo museo dedicato al noto artista norvegese, progettato dal premiato studio di architettura spagnolo Estudio Herreros, ha aperto al pubblico. Un’architettura sul lungomare che è uno dei più grandi musei al mondo dedicati a un singolo artista e che ha cambiato la skyline della capitale norvegese.



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Il Museo Munch di Estudio Herreros a Oslo è aperto al pubblico Come suggerito dallo scrittore e critico d’architettura inglese Herbert Wright, sarebbe bello poter chiedere a Edvard Munch cosa pensa di una struttura così imponente dedicata alla sua opera. Considerando il suo rapporto complicato con Oslo, ha trascorso molti anni all’estero, e la vita reclusa, trascorsa negli ultimi anni nella sua tenuta leggermente fuori dalla capitale, non possiamo esserne certi. Fatto sta che il 22 ottobre il nuovo MUNCH ha ufficialmente aperto. 
La proposta architettonica nata dalla matita di Estudio Herreros si basa sull'idea di un museo a forma di torre, dove le funzioni principali sono organizzate verticalmente. Con i suoi sessanta metri di altezza rivestiti in pannelli di alluminio riciclato e perforato dai diversi gradi di traslucenza, come con la sua sezione superiore distintamente inclinata, quasi un gesto di reverenza verso la città, questa torre è ora un punto di riferimento altamente visibile. Al suo interno la presenza di un elevato numero di spazi dedicati alle gallerie, 11 nuove sale espositive, su un numero ancora maggiore di piani, permettono a questa nuova architettura l’inserimento di ampie variazioni nelle altezze dei soffitti e nelle dimensioni degli ambienti. Ma soprattutto non va dimenticato che segue la filosofia della casa passiva, riducendo quindi l’impatto ambientale.  In effetti, il MUNCH è un progetto prestigioso per la città di Oslo non solo per il suo contenuto prezioso, di cui abbiamo scritto a giugno nella sezione News (https://www.floornature.it/estudio-herreros-munch-museum-oslo-verso-lapertura-16324/), ma anche perché è stato progettato secondo i criteri di FutureBuilt. In parole semplici, un programma norvegese per sostenere uno sviluppo urbano rispettoso del clima, a cui sei comuni della regione di Oslo stanno collaborando. Gli edifici, secondo FutureBuilt, devono almeno dimezzare le emissioni di gas serra rispetto agli edifici convenzionali, in relazione al trasporto, al consumo di energia e alla scelta dei materiali.
Grazie alla sua forma compatta, le finestre di alta qualità e la ventilazione parzialmente naturale, nel caso di questo nuovo museo è stato quindi possibile raggiungere il risparmio energetico desiderato. Non a caso molte delle decisioni architettoniche di Estudio Herrero sono state dettate dalla volontà di ridurre l’impatto ambientale, come per esempio l’utilizzo di cemento a basso contenuto di carbonio e di acciaio riciclato, mentre la struttura portante è stata progettata per una durata tecnica di almeno 200 anni. Quest’ultima, divisa in due zone, è dotata di sistemi airlock, al fine di controllare la temperatura e l'umidità nei punti di transizione tra la zona dinamica e quella statica. Sistemi che acconsentono l'uso di una ventilazione naturale a risparmio energetico in particolare nella zona dinamica. Inoltre, i pannelli ondulati di alluminio utilizzati per il rivestimento schermano efficacemente la luce del sole, riflettendola e rifrangendola, evitando così delle possibili eccessive fluttuazioni termiche. In più, la facciata chiusa rivolta a est evita un eccessivo riscaldamento durante l'estate. 
E non finisce qui, questo museo è anche collegato a un sistema di teleriscaldamento e a un impianto di raffreddamento ad acqua marina, a cui si aggiunge il fatto che non dispone di posti auto per i visitatori o per il personale, incentivando di conseguenza l’uso del trasporto pubblico data la posizione strategica adiacente alla stazione e alle fermate di autobus e tram. Grazie a tutti questi espedienti sostenibili è stato quindi possibile realizzare il nuovo museo MUNCH dal consumo energetico per metro quadrato inferiore a quello del vecchio edificio a Tøyen, ovvero la sede in cui erano precedentemente esposte le opere del noto pittore norvegese.
Per concludere, lasciamo la parola all’architetto Juan Herreros: “L'edificio fa parte di una generazione di nuovi musei in tutto il mondo che stanno ridefinendo le istituzioni culturali, e che si stanno allontanando dal concetto di archivio storico per diventare luoghi di incontro sociale - luoghi dove tutti possono incontrarsi e scoprire qualcosa di nuovo.” In questo caso anche la sostenibilità di una tale imponente struttura.

Christiane Bürklein

Project: Estudio Herreros
Location: Oslo, Norway
Year: 2021
Images: Einar Aslaksen, MUNCH
Find out more: https://www.munchmuseet.no/en/

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