30-11-2020

Maison Koya, vivere con più generazioni a contatto con la natura

Alain Carle Architecte,

Raphaël Thibodeau,

Saint-Saveur, Quebec, Canada,

Residenze,

Legno, Cemento,

Lo studio canadese Alain Carle Architecte ha realizzato a Saint-Saveur, sui Monti Laurenziani a nord di Montreal, una casa perfettamente inserita nella natura circostante che permette a tre generazioni di una famiglia di vivere insieme, rispettando la sfera privata e favorendo il dialogo con il contesto e tra i componenti della famiglia.



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Maison Koya, vivere con più generazioni a contatto con la natura I Laurentians, cioè i Monti Laurenziani, sono una catena montuosa nel sud del Québec, in Canada, a nord dei fiume San Lorenzo e di Ottawa. Il paesaggio spazia dalle cime arrotondate delle montagne, dalla cima più alta di 1166 metri, alle dolci e ondulate colline, cosparse di migliaia di laghi d'acqua dolce e piccole città in stile quasi svizzero. Il primo impianto di risalita per lo sci del Nord America fu costruito proprio qui nel 1931 e alla fine degli anni '30 i "treni della neve" portavano sulle piste decine di migliaia di sciatori. Da allora, questa zona, a circa un’ora di distanza da Montreal, è diventata “il parco giochi dei Montrealesi per le quattro stagioni”.
Nel secondo anello di comunità periferiche di Montréal, che offre la possibilità di unire la piacevolezza di abitare in un ambiente naturale con le comodità di una piccola città regionale, nella città di Saint-Sauveur si trova Maison Koya, un progetto dello studio Alain Carle Architecte. Una casa multigenerazionale, in grado di combinare il dialogo con la natura e quello di tre generazioni. Il tutto però rispettando non solo l’ambiente, con soluzioni progettuali sostenibili come la geotermia, ma anche la privacy dei diversi membri della famiglia. Effettivamente, uno dei problemi più complessi affrontati in questo progetto, nonostante si tratti di una famiglia affiatata, è stato quello relativo alle esigenze delle diverse generazioni, specialmente in tempi come questi dove si sta più in casa ed è necessaria un’attenta distribuzione degli interni, al preciso scopo di lasciare a ognuno uno spazio riservato.
Data questa premessa, la nuova abitazione è stata suddivisa in tre differenti volumi di legno, materiale praticamente a km0, i quali puntano rispettivamente in direzioni opposte e convergono in un nucleo centrale in cemento, un’intersezione che diventa in questo modo l’area abitativa dedicata all'incontro. Un "luogo pubblico" inscritto nella permanenza della struttura in calcestruzzo a cui fanno da contraltare i tre volumi in legno più effimeri. Una suddivisione spaziale che favorisce il rispetto della sfera privata dei rispettivi nuclei famigliari, nonché il rapporto tra architettura e natura.
In effetti, Maison Koya nella sua complessa volumetria cerca di stabilire un rapporto più aperto e dinamico con il contesto. E lo fa attraverso la sua morfologia costruttiva composta da sporgenze, rientranze e grandi aperture in grado di proporre una lettura diversificata del paesaggio. In questo modo l’architetto Alain Carle offre agli abitanti svariati punti di vista, diversamente da quanto accade con le case a schiera tipiche della zona. 
Inoltre, la connessione con l’esterno e il rapporto fluido con l’interno è manifestato dai diversi accessi alla casa, in quanto privi di una gerarchia specifica e quindi in continuità con il paesaggio. Allora, la possibilità di muoversi fluidamente tra interno ed esterno permette di riconfigurare gli spazi e il tempo da parte di chi vi abita. In pratica ognuno dei tre volumi che compongono Maison Koya può accogliere facilmente dei possibili futuri cambiamenti di destinazione d’uso.
Nel suo insieme questa abitazione, progettata da Alain Carle Architecte, è un esempio di come l’architettura possa rendere la convivenza famigliare più sostenibile a tutti i livelli, passando dall’ambiente alla privacy e viceversa.

Christiane Bürklein

Project: Alain Carle Architecte
Location: Saint-Saveur, Quebec, Canada
Year: 2019
Images: Raphael Thibodeau

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