02-11-2020

John Puttick Associates, architettura e rituali

John Puttick Associates,

Gareth Gardner,

Watford, UK,

Architettura e Cultura,

Mattoni, Legno,

Lo studio britannico John Puttick Associates ha firmato un’architettura molto particolare: un rifugio per il lutto. Realizzato all’interno del North Watford Cemetery, fuori Londra, l’intervento, dalla forma scultorea e rivestito di scandole di cedro, crea un punto di raccolta fisica e spirituale.



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John Puttick Associates, architettura e rituali Watford è una cittadina nel Hertfordshire, a circa 30 km a nord-ovest dal centro di Londra. Qui il North Watford Cemetery esiste dal 1931. Si tratta di un parco con aree a prato, aiuole e cespugli, esteso su di una superficie di 14 ettari, circondati da boschi, che in precedenza erano parte dello Stanborough Park.
In questo contesto, dal grande pregio paesaggistico, si inserisce l’ultimo intervento dello studio John Puttick Associates, già noto per l'ampliamento della stazione degli autobus di Preston, un edificio tutelato dai beni culturali (link). Il loro approccio quindi, molto attento alla storia del luogo, gli ha permesso di proporre anche per il nuovo Mourners’ Shelter una soluzione di grande eleganza e delicatezza. 
Si tratta di un rifugio adiacente a un Cemetery Lodge, ovvero la casa del custode risalente agli anni Trenta e progettata dall'architetto William Grace, pensato per la condivisione del lutto e dove fino a venti persone possono riunirsi prima di una sepoltura. 
Dati tali presupposti, la proposta di John Puttick Associates, cerca di mediare l'architettura del cimitero e il parco circostante. E lo fa attraverso la forma scultorea della panca in legno inserita all’interno del rifugio, la quale sembra allontanarsi dolcemente dalla casa per dirigersi verso l’alberata area cimiteriale. In particolare, questa è protetta dalle intemperie da una tettoia in legno di cedro che crea un ambiente intimo anche se all’aperto. Ed è proprio la scelta dei materiali naturali, come le scandole di legno che rivestono il rifugio, a facilitare un dialogo diretto fra il nuovo ampliamento con il contesto. Mentre la sua base in mattoni curvilinea si lega al terreno, contribuendo a connettere questo nuovo rifugio per il lutto, disposto su di un unico piano, con la loggia originale in muratura a doppia altezza. 
A caratterizzare questa architettura contemporanea ci pensano, inoltre, due finestre rotonde che sporgono dal tetto, in quanto lasciano entrare la luce naturale nello spazio sottostante. Queste, data la tipologia architettonica, hanno anche un significato simbolico, ovvero collegano il terreno con il celeste.
Lo studio John Puttick Associates, nell’ambito di questo intervento, ha anche ristrutturato gli spazi pubblici del Lodge che continueranno a ospitare gli uffici del cimitero. Così ora gli interni sono ariosi e leggeri, in modo da giustapporre le caratteristiche originali con il design contemporaneo. Una particolarità che si ritrova pure nei mobili disegnati su misura.
Va ricordato, dati i tempi pandemici che stiamo vivendo, che Mourners’ Shelter ha svolto un ruolo importante nell'aiutare molte delle persone nel momento della separazione dai propri cari, resa impossibile presso gli ospedali. Racconta John Puttick: "Nel progettare il rifugio, abbiamo cercato di rispondere alla qualità calma e pastorale del paesaggio circostante con una forma scultorea artigianale e con una certa dignità che possiede un calore intrinseco"
Si può quindi affermare che come tipologia di edificio, nonché nell’interpretazione dai progettisti, questo rifugio per il lutto è un buon esempio di quanto un'architettura possa fare da sfondo a quei riti di passaggio che tutti prima o poi devono affrontare. 

Christiane Bürklein

Project: John Puttick Associates
Location: Watford, UK
Year: 2020
Images: Gareth Gardner

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