03-03-2021

BUREAU e MARIA, una casa dinamica

Francisco Nogueira,

Lisbona,

Appartamenti,

Interior Design, Recupero,

Lo studio di architettura BUREAU ha firmato MARIA: un appartamento che si adatta alle molteplici e dinamiche esigenze della proprietaria. Il suo disegno d’insieme esula dalle classiche tipologie, per essere vissuto nella maniera più libera possibile, diventando così un prototipo dell’abitare contemporaneo.



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BUREAU e MARIA, una casa dinamica Lo studio di architettura BUREAU è un progetto di Galliane Zamarbide, Carine Pimenta e Daniel Zamarbide, in quanto dietro a un nome così generico nasconde una varietà di attività di ricerca. Nelle sue realizzazioni, dai mobili ai progetti editoriali, fino alle architetture, il team reagisce all'ambiente fisico, culturale e sociale circostante con un punto di vista critico e un atteggiamento immersivo.
Un processo applicato anche a Lisbona, dove BUREAU ha ristrutturato un appartamento di 88 metri quadrati, partendo dalla riflessione che gli ambienti abitati generalmente lasciano poco spazio alla diversità degli utenti. Infatti, la classificazione architettonica dovuta a come è distribuita la pianta di un appartamento e a come sono disposte le sue parti, crea tipologie che di solito si riflettono nell’impianto planimetrico e nei modelli di interazione distributiva. Ci sono poi norme e regolamenti basati su convenzioni culturali, per esempio come si compone una famiglia e si suppone che occupi gli spazi della casa. 
Gli architetti di BUREAU fanno quindi notare che così facendo “si riduce drasticamente il catalogo delle possibilità, poiché (…) il tradizionale kit della famiglia comprende un marito eterosessuale, una moglie e uno o due figli con spazi di intimità che vanno dal più "pubblico", come la sala da pranzo, al più privato, come il bagno della camera dei genitori.” Un modello tanto difficile da mettere in discussione quanto da assecondare, dato che le esigenze contemporanee offrono molte più sfumature rispetto al classico codice di identità binaria.
In questo progetto quindi la sfida per BUREAU è stata quella di creare un appartamento in grado di rispondere proprio a una tale apertura mentale, cioè priva di un’identità, facendo di MARIA “uno spazio fisico disconnesso che aspetta di essere abitato nel modo più ricco possibile, senza pregiudizi e modi diretti di abitare.” 
L’indagine dei creativi è così partita da un’analisi in merito a come e quanto si è condizionati dagli spazi che abitiamo. Per questo si sono ispirati ai memoji, gli avatar personalizzati, creati dall’azienda Apple, che assomigliano a ognuno di noi o a una nostra possibile versione con, per esempio, pelle gialla, capelli blu, cresta, chignon ecc. Certamente un modo di comunicare divertente per i messaggi personali, ma che, proprio data la continua interazione tra questi, limita le nostre stesse emozioni a quelle offerte dall’app. Metaforicamente il medesimo processo accade anche quando si abita in una casa, in cui ci si deve adattare alle limitazioni spaziali. Ed è per questo motivo che BUREAU ha proposto un appartamento privo appunto di limitazioni. Un luogo dove una persona potenzialmente può dormire sul divano, vivere con un cane, cucinare sul balcone, mangiare sul pavimento, leggere in bagno, stare in piedi sul bancone della cucina ecc. MARIA è quindi un luogo abitabile da persone che possono decidere di non catalogare i propri molteplici, ricchi e diversi gesti quotidiani, tanto quanto i rituali d'uso, al preciso scopo di creare un avatar di sé stessi. Insomma, hanno la possibilità di essere creativi in modo individuale.
In conclusione, quello proposto da BUREAU è un appartamento che sa adattarsi, con grande facilità ed eleganza, a ogni nuova esigenza, essendo un esempio progettuale di sostenibilità intrinseca.

Christiane Bürklein

Project: BUREAU (Daniel Zamarbide, Carine Pimenta, Galliane Zamarbide)
Concept design: Daniel Zamarbide, João Paixão, Carine Pimenta, Francisco Castelo Branco
Construction drawings and documentation: Carine Pimenta, Jolan Haidinger, Tobias Vonder Mühll
Construction supervision: Carine Pimenta, Jolan Haidinger
Publication drawings: Driss Veyry
Location: Lisbon, Portugal
Year: 2020 
Images: Francisco Nogueira

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