22-05-2018

Boa Mistura, una piazza pubblica nel campo profughi di Ritsona

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Ritsona, Grecia,

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A pochi giorni dall’apertura della 16a Mostra Internazionale di Architettura - La Biennale di Venezia dal titolo FREESPACE, il collettivo artistico spagnolo Boa Mistura ha realizzato a Ritsona in Grecia la prima piazza pubblica all’interno di un campo profughi.



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Boa Mistura, una piazza pubblica nel campo profughi di Ritsona A pochi giorni dall’apertura della 16a Mostra Internazionale di Architettura - La Biennale di Venezia dal titolo FREESPACE, il collettivo artistico spagnolo Boa Mistura ha realizzato a Ritsona in Grecia la prima piazza pubblica all’interno di un campo profughi.


Sono anni che seguiamo il collettivo artistico Boa Mistura i creativi spagnoli che, con i loro interventi colorati e puntuali in cui spesso utilizano la tecnica dell’anamorfosi, non solo abbelliscono luoghi emarginati e difficili, ma danno l’input per un cambiamento a livello sociale, partendo proprio dalla bellezza del gesto artistico.
L’ultima opera di Boa Mistura, completata da pochi giorni, si propone quale incipit ideale per questa settimana all’insegna dell’apertura della 16a Mostra Internazionale di Architettura - La Biennale di Venezia dal titolo FREESPACE. Se pensiamo alle parole di Paolo Baratta, Presidente della Biennale, “Ma Space, free space, public space possono anche rivelare la presenza o l'assenza in genere dell’architettura, se intendiamo come architettura il pensiero applicato allo spazio nel quale viviamo e abitiamo”. Allora l’intervento degli artisti spagnoli a Ritsona, un campo profughi a circa 70 km da Atene in Grecia, è davvero emblematico.
Ritsona accoglie oltre 800 rifugiati provenienti da vari paesi in guerra, qui i campi profughi sono concepiti come una soluzione temporanea per accogliere le persone mentre il conflitto è ancora attivo. Purtroppo i tempi di permanenza in queste strutture temporanee si stanno allungando oltre le previsioni. Ci sono persone che vivono a Ritsona da più di due anni, pieni di angoscia e incertezze, altrove i tempi, se pensiamo alla Giordania o il Libano, sono ancora più lunghi.
Alla luce di questo trend Boa Mistura ritiene che sia giunto il momento di ripensare i campi profughi, smettere di pensarli come “non-luoghi” e dotarli di infrastrutture, al fine di ricostruire la loro identità e quindi dare dignità anche a chi vi soggiorna.
Così il collettivo spagnolo, insieme a Maidan Tent, ha lavorato alla creazione del primo spazio pubblico in un campo profughi. Prendendo spunto dalla cultura dei rifugiati di Ritsona, in maggioranza provenienti dalla Siria e dall'Iraq, nella creazione della piazza, gli artisti si sono ispirati ai girihs, le forme geometriche dell'arte islamica, per rafforzare il senso di appartenenza a un luogo da cui gli abitanti del campo sono stati strappati, ma che portano nella loro identità.
Chiaramente tutti ci auguriamo che a breve Ritsona sia un luogo abbandonato e che i rifugiati possono tornare nel loro paese, lasciato a causa della guerra. Fino ad allora questa piazza colorata, realizzata in collaborazione con gli abitanti, appartiene a tutti i rifugiati che la abitano. Insomma fa già parte della loro identità, quella del passato, del presente incerto e del futuro.

Christiane Bürklein

Progetto: Boa Mistura con Maidan Tent
Luogo: Ritsona, Grecia
Anno: 2018
Immagini: courtesy of Boa Mistura
Con l’aiuto di PPG per i colori e MPG per i fondi per acquisto materiali

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