19-03-2021

Anne Lacaton e Jean-Philippe Vassal Pritzker Architecture Prize 2021

Lacaton & Vassal architectes,

Laurent Chalet, Philippe Ruault,

Bordeaux, Francia,

Housing, Condomini,

Pritzker Architecture Prize,

Il 16 marzo Tom Pritzker, presidente della Hyatt Foundation promotrice del premio, ha annunciato che gli architetti francesi Anne Lacaton e Jean-Philippe Vassal sono i vincitori dell'edizione 2021 del Pritzker Architecture Prize, riconosciuto a livello internazionale come il nobel dell'architettura. Un annuncio che è stato accolto con grande e ampio favore di pubblico, ad Anne Lacaton e Jean-Philippe Vassal è infatti riconosciuto il merito di una architettura che migliora la vita dei suoi utenti, che è attenta alle emergenze sociali quanto a quelle climatiche e ambientali.



Anne Lacaton e Jean-Philippe Vassal Pritzker Architecture Prize 2021

Dopo Yvonne Farrell e Shelley McNamara, vincitrici nel 2020, è ancora una volta un duo ad aggiudicarsi il più importante riconoscimento internazionale per l'architettura, considerato il nobel di questa disciplina. Sono gli architetti Anne Lacaton e Jean-Philippe Vassal, fondatori nel 1987 a Parigi dell'omonimo studio, a loro va il Pritzker Architecture Prize 2021. L'annuncio è stato fatto il 16 marzo da Tom Pritzker, presidente della Hyatt Foundation promotrice dell'evento annuale.
La vittoria di Anne Lacaton e Jean-Philippe Vassal è stata accolta con grande e ampio favore di pubblico. Ai due progettisti francesi è infatti riconosciuto il merito di una architettura che migliora la vita dei suoi utenti, che è attenta alle emergenze sociali quanto a quelle climatiche e ambientali. Un apprezzamento che si legge anche nella motivazione della giuria del premio, presieduta dall'architetto Alejandro Aravena, dove si sottolinea come l'approccio architettonico di Lacaton e Vassal abbia rinnovato l'eredità del modernismo con progetti che rispondono alle nuove urgenze del mondo contemporaneo “attraverso un potente senso dello spazio e dei materiali che crea un'architettura tanto forte nelle sue forme quanto nelle sue convinzioni, tanto trasparente nella sua estetica quanto nella sua etica”.

Il sodalizio professionale tra Anne Lacaton (1955) e Jean-Philippe Vassal (1954) inizia alla fine degli anni Settanta quando sono entrambi studenti dell'École Nationale Supérieure d'Architecture et de Paysage de Bordeaux, e continua in Niger. Un'esperienza fondamentale, che gli stessi architetti hanno definito come "una seconda scuola di architettura", Sempre in Niger i due architetti realizzano il primo progetto insieme, una capanna di paglia costruita con i rami degli arbusti locali.
Da quell'esperienza hanno tratto quello che è diventato il mantra del loro studio e cioè non demolire nulla che si possa recuperare, proporre nuove possibilità per l'esistente e renderlo sostenibile.
"Il preesistente ha valore se ci si prende il tempo e lo sforzo di guardarlo attentamente" sostiene Anne Lacaton. Idee che gli architetti applicano costantemente a tutti i loro progetti: abitazioni private e social housing, istituzioni culturali e accademiche, spazi pubblici e pianificazione urbanistica.
Le parole di Anne Lacaton descrivono con semplicità l'idea di architettura dello studio e la loro missione professionale: "La buona architettura è aperta - aperta alla vita, aperta per migliorare la libertà di chiunque, dove chiunque può fare ciò di cui ha bisogno", e continuando "non deve essere dimostrativa o imponente, ma deve essere qualcosa di familiare, utile e bello, con la capacità di sostenere tranquillamente la vita che si svolgerà al suo interno".
Un'idea di architettura che ritroviamo puntualmente in “Transformation of 530 dwellings Grand Parc Bordeaux”, il progetto realizzato con Frédéric Druot Architecture e Christophe Hutin Architecture, vincitore del Mies Van Der Rohe Award 2019. Si tratta del rinnovamento di un complesso edilizio costruito negli anni 1960 con 530 appartamenti. Gli architetti sono riusciti a trasformare gli spazi migliorandone sensibilmente la qualità e l'apporto di luce naturale grazie a balconi e giardini d'inverno, senza far lievitare i costi di intervento e di conseguenza gli affitti, ma soprattutto minimizzando i disagi per gli abitanti. Riservando, quindi, grande attenzione alla conoscenza tanto dei materiali e degli spazi preesistenti e da progettare, quanto alle dinamiche sociali che animavano il complesso.

(Agnese Bifulco)

Images courtesy of courtesy of the Pritzker Architecture Prize, photos by Laurent Chalet (01), Philippe Ruault (02-29)

Lacaton & Vassal architectes - France: http://lacatonvassal.com/


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