12-04-2019

Studio Wok: recupero di una casa di campagna al Chievo

Studio Wok,

Simone Bossi,

Verona, Italia,

Ville, Cascina,

Interessante intervento del giovane Studio Wok in una casa di campagna al Chievo, Verona. Il giovane Studio Wok affronta il tema del recupero di una casa colonica, ripercorrendo le tracce della storia dell’edificio per selezionarle e trasferirle in un progetto abitativo attuale.



Studio Wok: recupero di una casa di campagna al Chievo

Studio Wok, un piccolo e giovane studio milanese, è coinvolto in un tema tipicamente italiano, il recupero di una casa colonica, in particolare della porzione dei fienili, e la sua conversione ad uso abitativo esclusivo.
Ci troviamo al Chievo, una località a nord-ovest della città di Verona, lambita dal fiume Adige. Qui campagna e città si mescolano e non si distinguono più nettamente: il tessuto urbano si fa più ampio, lasciando il posto a piccoli appezzamenti coltivati.
Storicamente le case coloniche che ancora connotano il territorio agricolo della Pianura Padana erano luoghi di coabitazione tra uomini e animali. Le stalle e i fienili non erano spazi riservati agli animali, ma luoghi prossimi al focolare, con il quale avvenivano scambi continui. Cucina e ambienti per la preparazione del cibo erano in stretta relazione con gli spazi in cui mangiavano e dormivano le bestie. Proprio come nel caso della casa al Chievo, in cui un solo edificio, su due livelli più sottotetto, dedicava la parte a est ad abitazione della famiglia e la porzione a ovest alle stalle, senza che ci fosse necessità di separare le funzioni.
Le nuove esigenze dei proprietari porzionano oggi l’immobile, scegliendo di dedicarsi al recupero della sola fetta a ovest, del giardino laterale e della corte frontale.
Da area secondaria adibita a ospitare gli animali, nel progetto di Studio Wok questa diventa la testa dell’edificio, il fronte di rappresentanza. La sua posizione nella corte giustifica questa scelta anche pensando che il sito è un terreno ad angolo: ad esso convergono tre strade e tale facciata è proprio quella che per prima si incontra da ogni ingresso, a nord come a ovest.
Essendo originariamente adibita alla custodia degli animali al piano terra e al fienile nella parte superiore, questa porzione edilizia si presentava quasi completamente priva di finestre, fatta eccezione per le due piccole del fronte nord. La facciata ovest era una parete “muta”, in cui per creare un ulteriore recinto per i tori, negli anni ’50 era stato addirittura tamponato il grande arco in mattoni che consentiva l’accesso delle attrezzature agricole al fienile da quel lato.
Volendo trasformare questa in una facciata, Studio Wok decide di sfondare i tamponamenti aggiunti, anche quello sul lato sud, e di aggiungere porte e finestre in ragione del nuovo assetto abitativo pensato all’interno. Particolare attenzione viene data a questi elementi, sia al disegno delle finestre che alla progettazione degli accessi verso ovest e verso sud, trasformati in vetrate per aprire la casa al dialogo con l’esterno.
Interpretando con disegno attuale un elemento tipico dell'architettura veneta rurale, le finestre presentano ampie cornici in biancone, una pietra locale proveniente dalla Lessinia, nella zona delle Prealpi venete, e serramenti in larice arretrati a evidenziare lo spessore murario.
Richiamando invece i tipici tamponamenti con assi di legno, che si trovano ancora nei fienili delle corti rurali padane, sono stati disegnati i serramenti a montanti e traversi lignei dell’arco ovest e della facciata sud. Si mantengono così i legami con materiali locali e tradizionali, evolvendone il disegno o l’applicazione.
Contemporaneamente si pensa al recupero del terreno prospiciente a giardino, in stretta relazione con il nuovo fronte. Come infatti l’arco diventa la nuova soglia di casa, così la magnolia preesistente diventa il fulcro del giardino. I due elementi verticali, uno di fronte all’altro, sono posti in relazione, collegati da un sentiero di pietra.
Eliminando l’intonaco dalla facciata principale, sono stati portati alla luce i mattoni e i ciottoli di fiume che costituiscono i muri portanti del fabbricato, mentre le solette interne sono state completamente demolite e ricostruite secondo il nuovo progetto spaziale.
Oltre la soglia della grande vetrata ad arco, si accede a un soggiorno a tutta altezza, su cui si affacciano direttamente o mediante piccole finestre interne anche gli ambienti ai piani superiori. Nel progetto dello Studio Wok il piano terra è stato adibito a zona giorno, con sala da pranzo, cucina e una biblioteca con un piccolo caminetto. I due piani superiori come da tradizione ospitano le camere da letto, tre con due bagni in questo caso. Il vuoto centrale, cuore della casa, è completamente rivestito in multistrato di betulla, come a sembrare, dicono i progettisti, “un volume di legno appeso al soffitto”. Esso chiarifica così lo svuotamento che è stato eseguito negli interni e la sostituzione di un nuovo assetto volumetrico.
Utilizzato come finitura in tutte le stanze della casa, il legno che in passato era grezzo e identificava gli spazi più umili della casa, la stalla, il fienile e le rimesse agricole, oggi è un segno di nobilitazione. In questo progetto il legno multistrato mantiene il concetto di domesticità senza cercare a tutti i costi la mimesi del passato e di un modus vivendi che certo non ci appartiene più.

Mara Corradi

Architects: Studio Wok
Client: Private
Collaborators: Federica Torri
Completion of work: 2018
General contractor: PFM contract, Verona
Windows and tailor-made furniture: GF Arredamenti, Ardenno (SO)
Location: Chievo, Verona, Italy
Structural engineering, sustainability consultant: Studio Tecnico associato Breoni
Agronomy consultant: Simone Bellamoli
Photos: © Simone Bossi (1-28)

www.studiowok.com


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