17-10-2018

Olson Kundig: Il rifugio personale di Jim Olson a Longbranch

Olson Kundig,

Benjamin Benschneider, Kevin Scott, Ryan Patterson,

Seattle, USA,

Housing, Ville,

Legno,

Recupero,

Un architetto affezionato alla storia della sua famiglia Jim Olson, cresciuto vicino a Seattle, dove oggi ha sede lo studio Olson Kundig. La baracca di Longbranch, trasformata negli anni, diventa oggi un confortevole rifugio lontano dai clamori della città



Olson Kundig: Il rifugio personale di Jim Olson a Longbranch Sullo stretto di Puget, a Longbranch, tra i laghi e i parchi nazionali a sud di Seattle, la famiglia dell’architetto Jim Olson possedeva fin dai primi del secolo scorso un terreno su cui i suoi nonni avevano costruito una grande casa per le vacanze. Molti anni dopo la casa fu distrutta da un incendio e della proprietà non rimase che una baracca vicina al lago. Racconta Jim Olson che nel 1959, quando egli frequentava solo il secondo anno di architettura all’Università di Seattle, suo padre gli diede 500 dollari e con quelli gli chiese di costruire su quel terreno una casa di vacanza per la famiglia e i suoi ospiti.
All’epoca Jim Olson visitò ancora una volta il sito della sua infanzia e decise che il suo progetto sarebbe partito proprio da quella baracca che conservava le uniche tracce di un passato familiare. Negli anni successivi, non lontano da Seattle, sarebbero sorte alcune tra le sue più importanti architetture residenziali della carriera condivisa con Tom Kundig, dove si ritrova oggi lo spirito di quel primo progetto ancora acerbo.
Il legno fu il materiale di partenza e di fine, il materiale totalizzante il progetto che secondo il giovane progettista era l’unico che potesse adattare la nuova costruzione alla foresta di altissimi abeti nella quale sarebbe sorta. Una sola stanza costituiva l’ambiente da cui osservare lo straordinario panorama del lago di fronte e della collina con le sue foreste alle spalle.
Negli anni Jim Olson riprese in mano più volte questo progetto, senza mai togliere nulla, ma continuando ad aggiungere un ambiente per volta, nell’idea di poter portare con sé in quegli spazi le memorie della sua famiglia e di poter fare spazio a nuove persone e a nuove esperienze. Nel 1981 quando egli aveva 41 anni e uno studio già consolidato, il progetto si ampliò con due nuovi volumi, il bagno e una camera da letto, a formare così 3 ambienti distinti collegati da una passerella sopraelevata come l’intera struttura. Materiali poveri, come legno e compensato e un allestimento spartano, come si addice a un rifugio per pescatori, in cui spostarsi da un ambiente a un altro, compreso il bagno, implicava uscire all’aperto. Le tre primordiali funzioni del vivere erano sempre state e restavano separate per chi soggiornava a Longbranch.
Volendo nel tempo sempre di più tramutare questa baracca in una casa di vacanza, nei vari rimaneggiamenti successivi Jim Olson pensò di realizzare una copertura unica per i tre volumi abitativi e di sviluppare attorno ad essi quegli spazi con arredi complementari e funzionali a sviluppare il senso di appartenenza all’architettura.
Non era mai venuto meno infatti il senso di appartenenza di quest’ultima al luogo, ma con il tempo le esigenze familiari erano cambiate: più persone avevano cominciato a frequentare quella casa, erano tornati i bambini piccoli, la famiglia era di nuovo grande e la necessità di ritrovarsi tutti insieme aveva spinto a favorire il comfort.
Senza mai tradire la struttura originaria, quella di un insieme di volumi combinati tra loro, il progetto tracciò dagli originari nuclei delle tangenti verso la montagna e verso il lago, mentre l’asse di collegamento tra la cucina-soggiorno e la nuova camera da letto diventò quello principale. L’indicazione iniziale dell’uso di materiali facilmente reperibili è sempre stata rispettata: la struttura si risolve in una serie di doppie coppie di colonne in acciaio o in legno che supportano travi lamellari, che a loro volta supportano una struttura del tetto in legno a vista. Tutte le pareti di tamponamento in legno rivestite di compensato intervallano una sequenza di vetrate che accompagna lo sguardo sul lago da ovest a est. A nord il contatto con la montagna, la terra, la pietra e la foresta è limitato e consentito solo da piccoli e alti tagli vetrati. La pavimentazione interna di abete prosegue nella terrazza per creare continuità tra interni ed esterni. 
Pur essendo unica perché modellata sulle esigenze di una famiglia che si evolve nel tempo, questa casa per le vacanze è profondamente radicata nell’architettura organica americana, da Frank Lloyd Wright a William Wurster, dove il nuovo stile di vita alberga in piante aperte, tetti piani, finestre continue, terrazze aggettanti per prolungare lo spazio abitato in quello naturale.    

Mara Corradi

Architects: Olson Kundig
Location: Longbranch, USA
Client: Jim Olson
Architect: Olson Kundig Architects
Project Team: Jim Olson, FAIA, design principal; Ellen Cecil, AIA LEED AP, project manager (2003); Derek Santo, architectural staff (2003)
Interior Design: Olson Kundig Architects, Jim Olson, design principal
Contractor: Tom Harris (1981); Mark Ambler (2003)
Size: 1,200 SF
Structural Engineer: MCE Structural Consultants, Monte Clark
Gross useable floor space: 2400 SF
Lot size: 1.85 acres
Completion of work: 1959, 1981, 1997, 2003, 2014
Indoor surfaces: Wood-framed walls sheathed in plywood and recycled boards. The master bedroom walls are clad with natural spruce boards cut in random widths, some rough and some smooth.
Outdoor surfaces: Wood-framed walls sheathed in plywood and recycled boards. Galvanized steel columns.
Floors: Concrete, plywood and fir

Photos by: © Benjamin Benschneider, Ryan Patterson, Kevin Scott
 
www.olsonkundig.com

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