09-09-2022

Rafiq Azam: riqualificazione del Rasulbagh Children's Park, Dacca

Rafiq Azam, Shatotto architecture for green living,

Dhaka, Bangladesh,

Parco urbano,

Recupero, Paesaggio,

Al centro di Dacca, dove c’era solo un vuoto urbano, oggi sorge è il Rasulbagh Children's Park, una riqualificazione di Rafiq Azam e del suo studio Shatotto. Il verde come confine e un celato sistema di recupero e filtraggio delle acque trasformano il parco in un centro comunitario.



Rafiq Azam: riqualificazione del Rasulbagh Children's Park, Dacca

A Rasulbagh, poco più a sud del cimitero di New Azipur, nel centro della vecchia Dacca, si estendeva uno dei pochissimi lotti liberi della città, circondati da alti blocchi residenziali, piccoli negozi e bancarelle sulla strada. Chiamato con il nome di parco, era un semplice spazio sgombro in un quartiere molto urbanizzato, circondato quasi completamente da una recinzione muraria, abbandonato all’incuria, in pessime condizioni igieniche e teatro di violenze inasprite nel corso degli anni. Questo lo scenario che si è trovato di fronte Rafiq Azam, architetto bengalese di grande fama, nel suo paese e anche oltre, a cui la Dhaka South City Corporation, l'organo di governo del centro di Dacca, ha affidato qualche anno fa la riqualificazione.
Una condizione molto comune quella del parco di Rasulbagh, che con altri appezzamenti della grande città condivideva l’assenza di una progettualità all’origine, la scarsa manutenzione, la mancanza di servizi per le persone, dai bagni alle semplici sedute o ai cestini per la raccolta dei rifiuti. Dacca sorge in una regione che subisce spesso inondazioni nel corso delle stagioni piovose e i suoi stretti vicoli, privi del drenaggio adeguato, si trasformano in fiumi che raggiungono anche il mezzo metro. Oltre a rendere la vita estremamente difficile e insalubre, questa condizione impedisce qualsiasi forma di socializzazione, trasformando i già esigui spazi pubblici in terre di nessuno. Racconta Rafiq Azam che, circa 200 anni fa, qui si collocava il cimitero di proprietà di una famiglia di commercianti di inchiostro. Conteso da varie fazioni, nel 1984 il terreno fu destinato a parco per intervento del governo locale, senza tuttavia programmare un servizio di cura e manutenzione. L’isolamento dovuto alle scomode vie di accesso, vicoli larghi non oltre il metro, lo rese terreno ideale per i conflitti sociali, luogo da evitare per le famiglie, anche se paradossalmente indicato come parco per bambini che qui non avrebbero trovato alcun tipo di intrattenimento.

La squadra di Shatotto, lo studio di Rafiq Azam, si ritrovò un parco di 2800 metri quadrati dalla vegetazione morente, con due soli punti di accesso soffocati tra gli edifici, la strada e i muri di confine danneggiati, con un edificio di tre piani lungo il confine occidentale in condizioni fatiscenti. L’osservazione di un contesto così difficile ha fatto comprendere la necessità di elaborare un progetto nel progetto. Per questa ragione sono stati destinati tempo ed energie per coinvolgere la comunità residente e commerciale, gli anziani e l’imam come figure autorevoli, ma anche i giovani, che più ne avrebbe beneficiato: l’intento era sviluppare un’affezione verso l’area riqualificata, affinché la partecipazione potesse stimolarne un processo di cura dal basso. Ancora prima che la riprogettazione dell'intera area, intesa come miglioramento dell'accessibilità, della funzionalità e dell'estetica, avesse inizio, si fece in modo di ottenere il coinvolgimento della comunità, dando ai vari soggetti una responsabilità nella manutenzione e nell’organizzazione di eventi che lo avrebbero reso vitale. Il passo decisivo in questa direzione fu l’abbattimento dell’alto muro di recinzione a nord, sulla strada, che non solo impediva un accesso diretto, ma che ne limitava fortemente anche la visione da una fetta di quartiere. Quindi la strada prospiciente è stata inglobata nel parco e trasformata in una passeggiata con rampe di accesso collegate ai vicoli adiacenti, mentre altre rampe sono state aggiunte all'ingresso sud-ovest.
Per aumentare la funzionalità del parco Rafiq Azam ne ha riqualificato l’area centrale come campo sportivo, diviso tra l’area per i ragazzi e quella per i bambini, a cui sono state installate come recinzioni protettive solo griglie permeabili.
Dopo aver preservato la maggior parte degli alberi preesistenti, i confini sono stati segnati piantando su tutti i fronti alberi da frutto a disposizione delle persone, piante ornamentali e ad alto fusto. Tra queste i Kolaboti, che possono crescere fino a oltre 2 metri di altezza, nascondendo le pareti fatiscenti delle strutture adiacenti e fondendo dolcemente il parco con l'ambiente circostante. Nell’angolo sud-ovest, dove si trova il ripavimentato accesso alla moschea, Rafiq Azam ha voluto quattro alberi di Dhaak (Butea Monosperma) dalle foglie rosso fuoco, la specie da cui deriva il nome della città di Dacca. La scelta di piantumare ha anche uno scopo funzionale all’assorbimento di acqua in eccesso, contribuendo a mantenere l'area asciutta durante le stagioni piovose.
Affinché la comunità riconoscesse un beneficio tangibile nella riqualificazione del parco, gli interventi più significativi sono stati due: il primo è stato quello di realizzare trincee di raccolta, filtraggio e deviazione delle acque reflue alla quota di mezzo metro circa sotto la nuova pavimentazione in lastre di cemento che disegna i limiti del parco. Tutta l'acqua piovana raccolta va direttamente al sistema di filtrazione, viene immagazzinata in un serbatoio sotterraneo e quindi distribuita mediante rubinetti accessibili a tutti.
Il secondo ha riguardato la ristrutturazione completa dell’edificio fatiscente sul lato est, che ospita oggi molteplici servizi alla comunità: un club femminile al piano terra e, ai piani superiori, una palestra, una sala comune con biblioteca dove i giovani studiano e una caffetteria con accesso al tetto.
Quello che prima era uno spazio di nessuno, oggi è non solo un parco ma soprattutto un centro comunitario, una “piazza” accogliente, dove si prega vicino alla moschea, dove si gioca insieme, in cui si svolgono eventi a cui tutti possono partecipare, che le famiglie e le donne posso frequentare senza timori.

Mara Corradi

Principal Architect: Rafiq Azam https://rafiqazam.com/
Project Architects: Audhora Sharmin, Anika Asif
Associate Architects: Arifur Rahman Kashiq, Sabrina Mehjabeen Ratree, Mantasha Abdullah
Client: Dhaka South City Corporation
Location: Rasulbagh, Lalbagh, Dhaka
Gross useable floor space: 2,506 sqm
Lot size: 2848 sqm
Competition: 2021
Start of work: 2018
Completion of work: 2020
Photographs: Asif Salman, Isabelle Antunes, City Syntax, Shatotto team
Film by Asif Salman

Captions
01-02-03-04-05: Ph City Syntax
06-07-08-09-10-11: Ph Asif Salman
12-13-14-15-16: Ph Shatotto team
17-18-19-20: Before - Ph Shatotto team
21-22-23-24: During - Ph Shatotto team
25: Rafq Azam’s sketck