31-01-2020

Il Museo cantonale delle belle arti di Losanna in mattoni di Barozzi Veiga

Barozzi/Veiga,

Simon Menges,

Losanna, Svizzera,

Musei, Art Center, Architettura e Cultura,

Vetro, Mattoni,

Il Museo Cantonale delle Belle Arti di Losanna è un edificio in mattoni color polvere scandito in facciata da lesene in grado di alleggerire il lungo fronte di 350 metri.



<strong>Il Museo cantonale delle belle arti di Losanna in mattoni di Barozzi Veiga</strong><br />
Un edificio che dialoga con le preesistenze ferroviarie è il Museo delle belle arti cantonale di Losanna, interamente rivestito in mattoni e opera dello studio Barozzi Veiga.

A Losanna sorge un nuovo museo cantonale, il quale raccoglie altri tre musei esistenti nella città, rendendolo un punto di riferimento urbanistico e culturale in grado di attrarre nuovi flussi di visitatori. Anche la scelta di essere ubicato lungo la ferrovia, cioè in un luogo che ospitava un edificio del XIX secolo, ha consentito di ridare al quartiere un volto del tutto diverso.
Uno degli obiettivi progettuali è stato quello di catalizzare visitatori di diversa estrazione culturale, al preciso scopo di cambiare il volto della zona e donare atmosfere più sofisticate all’urbano. Tutto questo è stato realizzato attraverso un monolite enigmatico rivestito di mattoni color polvere, in grado di regalare un nuovo vigore al quartiere, nonché degli interni del tutto inaspettati.
La superficie per piano, che sfiora i 7.000mq, è organizzata con un vano centrale aperto che ha il ruolo di connettere l’intero impianto compositivo ai cinque piani di altezza. Questo non è casuale, in quanto, approfittando del fatto che la snellezza orizzontale doveva essere spezzata in due telai omogenei, offre alla struttura la corretta elasticità. Assieme a questo grande vuoto verticale i cinque vani scala, presenti al suo interno, consentono di esplorare l’edificio in estrema libertà, ma allo stesso tempo collaborano strutturalmente, irrobustendo l’intelaiatura in cemento che, data la lunghezza di circa 350mt, ne aveva un estremo bisogno.
La facciata, che è concepita con una serie di lesene prive di capitello e basamento, ha il pregio di rendere il volume più vibrante, alleggerendo la monotonia del corpo prismatico rettangolare. Tutto questo poiché le facciate laterali sono cieche, mentre l’intero fronte stradale è pervaso di finestrature dislocate in maniera apparentemente disordinata, ma che grazie alla scelta di utilizzare delle lesene senza fine, vengono ricomposte in modo da apparire volutamente concepite in tal modo.
Altro discorso va affrontato per l’arco d’ingresso che è parte del vecchio edificio e ne ricorda le preesistenze, così come nella facciata cieca di testa, dove gli architetti hanno pensato di imprimerne la sagoma in negativo.


Fabrizio Orsini


MCBA - Musée Cantonal des Beaux-Arts, Lausanne, Swiss
Museo Cantonal de Bellas Artes - Cantonal Museum of Fine Arts


Authors: BAROZZI / VEIGA: Fabrizio Barozzi, Alberto Veiga


Project leader: Pieter Janssens
Project team execution phase: Claire Afarian, Alicia Borchardt, Paola Calcavecchia, Marta Grządziel, Isabel Labrador, Miguel Pereira Vinagre, Cristina Porta, Laura Rodriguez, Arnau Sastre, Maria Ubach, Cecilia Vielba, Nelly Vitiello
Project team competition phase: Roi Carrera, Shin Hye Kwang, Eleonora Maccari, Verena Recla, Agnieszka Samsel, Agnieszka Suchocka
Local architect: Fruehauf Henry & Viladoms


Project manager: Pragma Partenaires SA


Structural engineers: Ingeni SA


Services engineers: Chammartin&Spicher SA, Scherler SA, BA Consluting SA


Façade consultant: X-made SLP


Lighting consultant: Matí AG


Museum expert: BOGNER.CC
Photo: Simon Menges

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