04-02-2020

Un’opera d’arte dell’economia circolare

Katie Paterson,

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L’opera d’arte di Katie Paterson, First There is a Mountain, che ha arricchito 25 località delle coste britanniche durante le trentadue settimane dell'ora legale dello scorso anno, sta completando il suo ciclo, secondo i dettami della Circular Economy, nella compostiera del monumento nazionale Cliveden House.



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Un’opera d’arte dell’economia circolare La scorsa primavera abbiamo raccontato dell’artista britannica Katie Paterson e della sua opera First There is a Mountain. Un intervento che combinava il fascino per le montagne, e quindi per la geologia della nostra terra, con le località litorali, a loro volta fortemente influenzate da un altro fenomeno naturale, ovvero le maree. Per la realizzazione dell’installazione aveva proposto, a chi voleva partecipare a questa opera collettiva, un kit di secchi che riproducono alcune delle grandi e iconiche montagne del pianeta: il monte Kilimanjaro (Africa), il monte Shasta (USA), il monte Fuji (Asia), Stromboli (Europa) e Uluru (Oceania). Si è trattato di un progetto di collaborazione interdisciplinare che ha coinvolto, oltre alle persone che hanno giocato e realizzato le montagne in riva al mare, celebri autori, poeti, geologi, scienziati, ecologisti, i cui contributi scritti hanno accompagnato l'evoluzione dell'opera d’arte.
Dopo un lungo processo di progettazione e prototipazione, i set di secchi e vanghe sono stati realizzati con tecnologia 3D e costituiti al 100% da amido vegetale fermentato, quindi completamente biocompostabili. Una decisione da parte di Katie Paterson che voleva rendere la sua installazione davvero sostenibile, soprattutto in vista dell’utilizzo di questi kit in riva al mare. Se qualche formina fosse andata perduta o spazzata via in mare durante il tour, a differenza della plastica normale, che può richiedere centinaia di anni per degradarsi, sarebbero state assorbite dalla natura nel giro di pochi mesi, senza lasciare alcuna traccia chimica e senza aggiungere ulteriori rifiuti a quelli che galleggiano già nei nostri mari e che purtroppo ritroviamo nella catena alimentare.
La decisione legata alla scelta del materiale per la creazione di First There is a Mountain è fortemente connessa all’economia circolare. Questa sarebbe, con riferimento alla definizione data dalla Ellen MacArthur Foundation, “...un'economia riparatrice e rigenerativa dalla fase del progetto e mira a mantenere prodotti, componenti e materiali sempre al massimo della loro utilità e del loro valore, distinguendo tra cicli tecnici e biologici” (fonte: https://www.ellenmacarthurfoundation.org/)
Katie Paterson risponde quindi a un tale requisito fondamentale dell’economia circolare in quanto, quale gesto finale del tour di sei mesi e del ciclo di vita dell'opera d'arte, i kit di First There is a Mountain sono stati sminuzzati e messi in compostiera presso la sede del project partner: la Cliveden House, proprietà del project partner, la National Trust. 
Si tratta di una tenuta curata dal National Trust nel Buckinghamshire, al confine con il Berkshire. Il palazzo in stile italianizzato, noto come Cliveden House, si trova su un’altura a 40 metri sopra il Tamigi e il suo terreno degrada verso il fiume, diventando una delle attrazioni turistiche a pagamento più popolari del National Trust. Non da ultimo anche grazie ai suoi bellissimi giardini, da quello in stile barocco, con tanto di labirinto, al landscape garden inglese. 
I resti delle formine finiranno il ciclo di compostazione a marzo, quando saranno dispersi nel terreno con un gesto circolare, permettendo una nuova crescita nei terreni della proprietà di Cliveden House.

Christiane Bürklein

Progetto: Katie Paterson
Luogo: Buckinghamshire, UK
Anno: 2019-2020
Immagini: Katie Paterson Studio, Anna Lakala, Cliveden House
Ulteriori informazioni: https://www.firstthereisamountain.com/

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