20-12-2018

PLAYHOUSE, non solo un parco giochi di COR arquitectos

COR Arquitectos - Cremascoli Okumura Rodrigues,

Parco giochi,

Legno,

Workshop,

Nell’ambito dell’iniziativa O LUGAR DE PARILHA, spazio condiviso, Roberto Cremascoli, dello studio COR arquitectos, ha proposto la creazione e auto-costruzione di una casa stilizzata che diventa parco giochi, nonché nuovo punto di incontro per gli abitanti del quartiere.



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PLAYHOUSE, non solo un parco giochi di COR arquitectos Nell’ambito dell’iniziativa O LUGAR DE PARILHA, spazio condiviso, Roberto Cremascoli, dello studio COR arquitectos, ha proposto la creazione e auto-costruzione di una casa stilizzata che diventa parco giochi, nonché nuovo punto di incontro per gli abitanti del quartiere. Il tutto nella città di Matosinhos, Portogallo.


Placemaking è una delle parole chiave dell’urbanistica contemporanea, in quanto, grazie alla creazione di spazi per le persone, un luogo si trasforma realmente in luogo abitato. Gesti progettuali che differiscono ovviamente a secondo della latitudine, dei soldi a disposizione e del brief dei committenti, ma che possono anche fallire nel loro intento se viene dimenticato a chi si rivolgono, ovvero quando gli utenti finali non vengono inclusi nel processo progettuale e creativo. Da qui nasce la cosiddetta architettura partecipata e, nel migliore dei casi, le risposte vengono persino autocostruite dai fruitori. Un fatto che rafforza ulteriormente il legame con il progetto, il quale viene vissuto come elemento importante per il quartiere in cui tutto ciò si realizza, godendo quindi di una particolare cura da parte della comunità.
Un esempio di questa pratica architettonica, per e con le persone, lo troviamo nel Bairro da Guarda a Perafita nella città di Matosinhos, a 10 km a nord-ovest di Porto sull’Atlantico. Nell’ambito dell’iniziativa O LUGAR DE PARILHA, spazio condiviso, organizzato da CASA DA ARQUITECTURA, il centro portoghese di architettura, alla sua seconda edizione, con la curatela di Roberto Cremascoli dello studio COR arquitectos. Il quale, insieme a un gruppo internazionale di studenti e abitanti del quartiere, ha progettato e costruito un nuovo elemento condiviso per la comunità. Il tutto partendo da un’idea semplice quanto geniale: la casa. Perché frugando nei ricordi d’infanzia tutti abbiamo “giocato alla casa”, possibilmente costruendone qualche simulacro, aiutandoci con stoffe e mezzi di fortuna.
Quindi il risultato di questa iniziativa ha ben poco a vedere con i classici parchi gioco che popolano le periferie dei centri abitati, con elementi prefabbricati in plastica e l’intramontabile trio altalena, dondolo e scivolo. Già dal titolo, Una casa per giocare ma non solo, si evince che qui il gruppo di lavoro ha preso in considerazione non solamente i momenti prettamente ludici dedicati ai bambini e ragazzi, ma anche le esigenze degli adulti, in quanto lo spazio è flessibile e fruibile in vari modi.
Nasce così nell’arco di due settimane di lavoro un piccolo edificio su una piattaforma elevata, in quanto il terreno è accidentato e necessita ancora di un intervento di landscaping con la piantumazione e il verde. Si tratta in pratica di una sequenza di quattro stanze, di cui tre sono a cielo aperto, mentre il quarto ambiente dalle pareti dipinte in un rosso vivace e allegro è protetto da un tetto in policarbonato e può essere usato anche in caso di maltempo. Questa unica vera stanza della casa è solo apparentemente chiusa, in quanto gli elementi della parete sono incernierati e consentono l’apertura o chiusura. Mentre i divisori tra gli altri ambienti sono fatti con listelli di legno dipinti di verde, richiamando l’idea e la leggerezza del gazebo e regalando la continuità visiva rispetto al contesto.
I pochi elementi di arredo urbano della Playhouse, tra cui un tavolo da picnic, un tronco d’albero dipinto di rosso che funge da panca, lasciano spazio all’immaginazione e alla libera fruizione di questa struttura da parte della comunità.

Christiane Bürklein

ORGANIZZAZIONE / Casa da Arquitectura
PROGETTO / COR arquitectos (Roberto Cremascoli, Edison Okumura) + Ivo Poças Martins + Dulcineia Neves dos Santos
con la collaborazione di 14 studenti 
Diogo Veloso (PT), Gil Machado (PT), Mariana Padrão (PT), Thomas Reis (PT), João Leite da Cunha (PT), Ricardo PT (PT), José Pedro López (MX), Craig Nener (AUS), Callum Spurge (AUS), Agnese Nascimben (IT), Francesco Caneschi (IT), Debora Berardi (IT), Giovana Matsuda (BR), Maria Clara Costa (BR)
e i RESIDENTI BAIRRO DA GUARDALUOGO / “Bairro da Guarda” a Perafita (Matosinhos)
DATA / 28.7 – 10.8 (2018)
FOTOGRAFIE / COR arquitectos

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