02-10-2019

Oslo Architecture Triennale OAT 2019 Enough: The Architecture of Degrowth

Interobang,

OAT / Istvan Virag,

Oslo,

Mostre, Architettura e Cultura,

Evento, Mostra,

La scorsa settimana ha aperto la 19a edizione della Oslo Architecture Triennale 2019. Il titolo, Enough: The Architecture of Degrowth, indaga l’architettura di una società radicalmente trasformata, in cui la prosperità culturale ed ecologica è più importante della crescita economica.



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Oslo Architecture Triennale OAT 2019 Enough: The Architecture of Degrowth La parola degrowth, decrescita, è ancora provocatoria a oltre 50 anni dalla sua introduzione nel vocabolario quotidiano. In tedesco si usa invece la parola Post-Wachstum che ha una valenza più positiva, in quando sta a indicare nuovi orizzonti, apre a un futuro dopo la crescita, in cui si possa incrementare il benessere umano e migliorare le condizioni ecologiche e di equità sociale sul pianeta.
Il tema della 19a edizione della Oslo Architecture Triennale, Enough: The Architecture of Degrowth per aprire a nuovi dibattiti gioca con il potere dirompente di questa parola, in quanto aver creduto in una crescita illimitata ha danneggiato l’ambiente e ora è necessaria un’architettura che proponga nuove soluzioni. Per tale motivo durante tutto il festival la capitale norvegese proporrà più di 100 eventi, fra spettacoli teatrali, installazioni, mostre, passeggiate, laboratori e conferenze dedicate all'architettura della decrescita.
Spiegano i curatori della Triennale, Matthew Dalziel, Phineas Harper, Cecilie Sachs Olsen e Maria Smith dello studio interdisciplinare di architettura e ingegneria Interobang: “Abbiamo assistito a un anno storico di eventi politici sismici che sottolineano la necessità di un'azione radicale e urgente per fermare il riscaldamento globale. Tuttavia, continuare a perseguire un'economia basata sulla crescita porterà al collasso climatico e consoliderà profonde divisioni tra coloro che hanno troppo poco e coloro che hanno troppo. La Triennale di Architettura di Oslo 2019 esplora l'architettura di Degrowth, un'economia di abbondanza condivisa in cui l'uomo e l'ecologia sono i temi più importanti”. Mentre la direttrice della Oslo Architecture Triennale, Hanna Dencik Petersson ha detto: “Quest'anno il tema della Triennale non poteva essere più attuale e urgente. Sono entusiasta e orgogliosa di presentare un programma di otto settimane, diverso e importante, che si interroga su come l'architettura e lo sviluppo urbano possono e devono rispondere all'attuale crisi climatica.”
Per trasmettere il messaggio i curatori si avvalgono del contributo di 140 teams, tra cui studi di architettura, economisti, costruttori teatrali, autori di fantascienza e attori. Il teatro e la finzione sono quindi al centro del programma della OAT e permettono al pubblico di confrontarsi con il futuro delle città. Al contempo si sfida il modo in cui architetti e urbanisti comunicano con il pubblico.
Tra gli eventi chiave della OAT 2019 per citare solo alcuni, a parte la conferenza di apertura, troviamo The Library che trasforma il Museo Nazionale di Architettura in una biblioteca del futuro dell'architettura con opere di oltre 80 team. 
Place Listening invece è una passeggiata sonora immersiva che aiuta nella comprensione del contesto urbano. 
Society under Construction by Rimini Protokoll è uno spettacolo al Teatro Nazionale che riporta il pubblico sul palcoscenico di otto cantieri dislocati in tutto il mondo.
Factory of the Future è un'installazione che utilizza tecniche di performance e scenari futuri per esaminare il ruolo del design e dell'architettura nella formazione di valori economici, sociali e ambientali sostenibili.
Certo è che la Triennale di Architettura di Oslo conferma di essere un'arena per la diffusione e la discussione in merito alle sfide architettoniche e urbane, coinvolgendo il pubblico e ispirando dibattiti ad ampio raggio sull'architettura e l’urbanistica non solo nell’era post-crescita, ma anche più in generale.

Christiane Bürklein

OAT 2019. Enough: The Architecture of Degrowth,
Curata da Matthew Dalziel, Phineas Harper, Cecilie Sachs Olsen e Maria Smith, 
dal 26 settembre al 24 novembre 2019
Ulteriori informazioni: http://oslotriennale.no/en/aboutoat2019
Immagini: OAT / Istvan Virag

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