16-10-2019

Hashim Sarkis: Courtowers, case per vacanze ad Aamchit, Libano

Hashim Sarkis,

Wissam Chaaya,

Aamchit, Lebanon, Toscana, Italia,

case vacanze, Residenze,

Biennale di Venezia,

Riflessione tipologica e sostenibilità dell’architettura, questi alcuni dei temi espressi da Hashim Sarkis nelle Courtowers di Aamchit. Curatore della prossima Biennale di Architettura di Venezia, Hashim Sarkis, americano di adozione, firma i suoi ultimi progetti sulle coste libanesi.



Hashim Sarkis: Courtowers, case per vacanze ad Aamchit, Libano

Le Courtowers sono un esperimento residenziale realizzato da Hashim Sarkis ad Aamchit, sulla costa nord del Libano. In attesa di scoprire il panorama dell’architettura mondiale con i suoi occhi nel corso della prossima Biennale di Architettura di Venezia, osserviamo le opere dell’architetto libanese, che ha lo studio a Cambridge nel Massachusetts, per cercare in esse gesti, intenzioni e argomenti di interesse verso l’attualità della disciplina.
Aamchit è un piccolo comune situato nel distretto di Byblos, la celebre località marittima in cui lo studio di Hashim Sarkis ha da poco inaugurato l’imponente town hall. Proseguendo verso nord lungo l’arteria stradale che lambisce il nuovo edificio e poi costeggia il Mediterraneo, il terreno si inclina rapidamente gettandosi nel mare. Non fa eccezione l’area del complesso residenziale Courtowers, che sorge tra una spiaggia libera e un resort di lusso, in quello che nel progetto di Hasim Sarkis diventa un lussureggiante giardino libanese.
25.000 metri quadrati di verde che richiedevano una sistemazione ed edifici preesistenti che la committenza voleva trasformare in quattro case per vacanze con due strutture balneari private. Hashim Sarkis propone un’irregolare distribuzione delle architetture nel sito, lasciando alle piscine il fronte mare e ritraendo invece le ville che, essendo leggermente in declivio, godono comunque della splendida vista. Una serie di percorsi pedonali lastricati si insinuano nella natura costeggiando le abitazioni. La prospettiva a volo d’uccello sottolinea l’intenzione progettuale di imitare la creazione di percorsi spontanei, evitando tracciati geometrici e rigidi. La piantumazione di palme, ulivi ed eucalipti è accompagnata da felci, arbusti bassi e cespugli di erbe locali che avvolgono le architetture offrendo un’immagine di continuità tra natura e costruito.
Hashim Sarkis orienta le ville verso il Mediterraneo a ovest, differenziando con lievi angoli di inclinazione lo “sguardo” di ognuna e disegnando così quel paesaggio irregolare e multiforme che i percorsi tendono a sottolineare.
La leggera pendenza del sito suggerisce di sfruttare la collina come fronte protettivo a est. Per ogni residenza l’architetto prevede un doppio muro di contenimento che abbraccia la pianta su tre lati a quota di terra: due completamente chiusi e un terzo a nord che è usato come vano scala per l’accesso alla terrazza. Oltre a uno scopo strutturale e funzionale ai servizi e agli impianti della casa, la doppia parete crea isolamento dal terreno e circolazione d’aria per limitare l’incidenza dell’umidità, altissima sulle coste libanesi.
La pianta a C si allunga verso il mare spalancando il fronte ovest che, libero da pareti, accoglie un’ampia corte. Vetrata e protetta solo da brise soleil in legno, la facciata ovest inonda di luce il primo ambiente giorno. Tuttavia una seconda corte più piccola si ricava per illuminare le stanze più interne e per favorire la ventilazione incrociata.
Ecco il primo elemento tipologico che definisce la villa, con immediati riferimenti alla tradizione architettonica del Mediterraneo, ma non è il solo. Nell’angolo sud-est della pianta la casa sale di due piani, ospitando in ognuno una camera da letto e i servizi e un pergolato sul tetto piano. L’edificio a corte diventa così anche una casa a torre. Il progetto combina le due tipologie in una soluzione ibrida che offre diversi vantaggi per la conservazione di un microclima ideale. Da un lato infatti la torre ombreggia il cortile e gli ambienti giorno nelle ore più calde; dall’altro, essendo chiuse da vetrate a tutta altezza all’occorrenza completamente apribili, le camere della torre diventano a tutti gli effetti delle piccole terrazze che favoriscono la ventilazione naturale. L’aria calda che nasce dal cortile e dal patio sale alle camere per l’effetto camino, ben noto e sfruttato in Medio Oriente nelle torri del vento. L’inerzia termica dovuta ai forti spessori dei muri perimetrali, all’intercapedine e al rivestimento esterno in pietra arenaria, fa in modo che il calore venga immagazzinato di giorno e rilasciato di notte quando le temperature scendono.
Tutte le vetrate rivolte verso ovest sono ombreggiate con frangisole in legno, che si aprono a ventaglio, permettendo di modulare la vista del paesaggio e di determinare il clima interno. Ai piani superiori, piccole aperture aggettanti moltiplicano la luce in ingresso alle zone più interne o di transito, come i servizi e le scale.

Mara Corradi

Architects: Hashim Sarkis Studios
Team: Hashim Sarkis, Boulous Douaihy (Project Coordinator), Rola Idris, Sandra Frem, Wissam Chaaya, Samir Bitar, Pablo Roquero, Cynthia Gunadi, Penn Ruderman, Christopher Johnson, Charif Tabet, Helena Briones
Location: Aamchit, Lebanon
Completion: 2016
Site Area: 25,000 sqm
Building Footprint Area: 6,750 sqm
Building Area: 8,900 sqm
Landscape: Hashim Sarkis Studios
Horticulturalists: Exotica
Climate Engineers: Transsolar Energietechnik GmbH
Structural: Rudolphe Mattar
Mechanical: Roger Kazopoulo
Electrical: Roger Njeim


Photos by: © Wissam Chaaya

www.hashimsarkis.com
www.wissamchaaya.com


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