30-11-2018

La lunga storia della chiesa di Alvar Aalto a Riola

Alvar Aalto,

Roberto Ronchi e Mara Corradi,

Riola (BO) - Italia,

Chiese & Cimiteri,

Fotografia, Evento,

La chiesa di Riola è l'unica opera italiana del maestro finlandese e in occasione della sesta edizione del Milano Design Film Festival è stato possibile assistere alla prima del docu-film del regista Roberto Ronchi e della giornalista Mara Corradi che ne racconta la storia.



La lunga storia della chiesa di Alvar Aalto a Riola

La sesta edizione del Milano Design Film Festival ci ha riservato una piacevole sorpresa: la scoperta di un monumento italiano legato a un grande maestro dell'architettura internazionale, la chiesa di Riola Vergato dell'architetto Alvar Aalto. Un'architettura poco conosciuta anche dagli addetti ai lavori e realizzata in uno di quei territori interni italiani che l'architetto Mario Cucinella ha celebrato con la mostra Arcipelago Italia nel Padiglione Italiano alla Biennale di Venezia.
Non abbiamo sete di scenografie. La lunga storia della chiesa di Alvar Aalto a Riola” questo il titolo completo del docu-film, realizzato dal regista Roberto Ronchi e dalla giornalista Mara Corradi, che ha condensato in soli sessanta minuti una storia, come dice il titolo, “lunga” oltre dieci anni.

La storia dell'unica opera italiana dell'architetto finlandese Alvar Aalto a Riola Vergato, piccolo comune in provincia di Bologna nella medio-alta valle del fiume Reno, è anche la storia delle persone che a vario titolo ne hanno accompagnato, permesso e aspettato la realizzazione. Dal Cardinale Giacomo Lercaro che nel novembre del 1965 conferisce l'incarico all'architetto Alvar Aalto, allo stesso architetto finlandese, al parroco “contadino” Don Luigi Borri che fece della realizzazione del progetto una missione, fino all'imprenditore Mario Tamburini, direttore della Grandi Lavori, che si fece carico della costruzione della chiesa, superando difficoltà economiche e politiche.

Il titolo del documentario “Non abbiamo sete di scenografie” deriva da un'affermazione che il Cardinale Lercaro fa all’interno del discorso tenuto il 3 dicembre 1966 con cui presentava alla stampa e alle autorità il progetto della chiesa. Il Cardinale rimarcava che la chiesa era stata concepita per rispondere alle necessità della piccola comunità di Riola e non per sfoggio di monumentalismo. Il documentario di Mara Corradi e Roberto Ronchi va nella stessa direzione, evidenziando subito come non ci sia bisogno di “scenografie”, di un racconto celebrativo dell'opera architettonica, ma siano invece le immagini del contesto naturale e del territorio riolese, così come il racconto dei testimoni del tempo e i piccoli aneddoti della gente di Riola, a dare sostanza alla storia. Lo spettatore vive nei panni di un giovane studente bolognese che ha trovato per caso un ritaglio di giornale sulla chiesa di Riola in una monografia dedicata ad Alvar Aalto. La scoperta di avere vicino casa un'opera dell'importante maestro del Movimento Moderno diventa lo stimolo per approfondire le ricerche. È facile intuire che il giovane studente ripercorra le tappe della ricerca fatta dagli autori Mara Corradi e Roberto Ronchi. Una ricerca che si arricchisce a mano mano e lega la storia della chiesa alla storia dell'Italia e in particolare della provincia bolognese tra gli anni Sessanta e Settanta, al fenomeno della crescita delle periferie, al rinnovamento strutturale e spirituale che si attuò nella Chiesa dopo il Concilio Vaticano II, fino all’intraprendenza dell’imprenditoria edile e allo sviluppo della prefabbricazione.
Accanto all'architettura dell'edificio, dalle immagini e dalle testimonianze emergono piccoli aneddoti, storie anche marginali che restituiscono il clima di attesa delle persone, la passione con cui il progetto fu accolto dalla cittadinanza e la lunga attesa della comunità che sentì subito sua la chiesa disegnata dal grande architetto venuto da lontano. Il taglio dato dai due autori e il commento musicale, che accompagna e sottolinea i momenti salienti, riescono a restituire la serenità di un luogo di culto, la sua luce e spiritualità. A mano a mano il mosaico si ricompone e lo spettatore si ritrova sul sagrato pronto a varcare la soglia della chiesa.

(Agnese Bifulco)

Non abbiamo sete di scenografie
La lunga storia della chiesa di Alvar Aalto a Riola

regia: Roberto Ronchi, Mara Corradi
musiche: Antonio Ciacca, Andrea Gastaldello
produzione: ImmagicaFilm
anno: 2018
durata: 60’
English subtitles
grafica Playdesign

con il contributo di
Parrocchia di Santa Maria Assunta, Riola
Comune di Grizzana Morandi
Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese

con il patrocinio di
Comune di Grizzana Morandi
Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese
Città Metropolitana di Bologna
Comune di Gaggio Montano

con le testimonianze di
Claudia Manenti, Laura Castagno, Glauco Gresleri, Leonardo Mosso, Tommi Lindh, Giuliano Gresleri, Elisabetta Gentilini, Arnaldo Fornasini, Paolo Vannini, Lia Fornasini, Vezio Nava, Alberto Melloni, Marco Bruni, Mariangela Malpassi, Piero Proni, don Fabio Betti

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/AlvarAaltoRiola


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