20-10-2021

Luca Gnizio, ecosocial artist, al Padiglione Italia di Expo 2020 Dubai

Luca Gnizio,

Fabio Patrassi, Luca Rossi, Roberto Dassoni,

Installazione,

Mostra, Recupero,

L’ecosocial artist italiano Luca Gnizio è tra le 10 eccellenze italiane scelte nell’ambito di Success Stories, un’esposizione dedicata a ecologia, bellezza e riuso all’interno del padiglione Italia presso Expo Dubai. Da oltre 10 anni, l’artista e designer trasforma lo scarto in opportunità ecologica e sociale, secondo il principio delle tre R, ossia Reduce, Reuse e Recycle, offrendo riciclo e nuove opportunità.



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Luca Gnizio, ecosocial artist, al Padiglione Italia di Expo 2020 Dubai La sostenibilità è sulla bocca di tutti, si parla di economia circolare, come di riuso, ma quando si arriva al dunque, ovvero guardando da vicino i prodotti che vengono creati con gli scarti, raramente vediamo qualcosa di incisivo o più semplicemente di accattivante. Luca Gnizio in tal senso propone qualcosa di diverso. Il designer italiano nel 2009 ha infatti creato una nuova figura professionale: l’ecosocial artist. Una figura che combina la sua formazione artistico/tecnica con la sensibilità ambientale, dando così vita a un innovativo filone artistico che pone particolare attenzione agli aspetti ecologici e sociali. E lo fa riciclando gli scarti di produzione delle aziende. Un tale approccio al design inizialmente gli è valso qualche sguardo sorpreso, ma in seguito anche molte collaborazioni, tra cui aziende internazionali come BMW, Levi’s e Piaggio, nonché diversi riconoscimenti nazionali e internazionali. 
Ora Luca Gnizio è stato selezionato dal CNA, il Consiglio Nazionale dell’Artigianato, come una delle 10 eccellenze italiane da esporre nella mostra Success Stories dedicata a ecologia, bellezza e riuso presso Expo Dubai. Insieme al Gruppo M.P.M.I dell’Agenzia ICE di cui fa parte, CNA ha pure organizzato un seminario volto a presentare in tutto 10 storie di successo di aziende italiane, caratterizzate da un elevato livello di innovazione in termini di prodotto, processo, ricerca e materiali. Tra queste troviamo appunto il lavoro svolto in questi anni da Luca Gnizio, il quale racconta con queste parole la sua filosofia: “Ogni volta cerco di mettere in atto un’azione creativa che sia in grado di sdoganare l’idea che il materiale di scarto restituisca prodotti di minor valore. Al contrario: gli scarti possono diventare bellezza e funzionalità. Non solo opere d’arte ma nuovi brevetti e innovazioni ecologiche”. In effetti, è autore di due casi di innovazione ecologica e tecnologica: lo scarto di produzione di fibra di carbonio, per BMW, e della SGL Carbon Group che sono diventati a loro volta due brevetti ecologici. 
La sua ultima opera, intitolata Pandemicdesign, è un trittico che prende le mosse da una delle sue prime creazioni intitolata Asfalto, una sedia realizzata appunto con degli scarti di asfalto. In risposta alla pandemia che ci ha visti rintanati in casa per sfuggire al contagio, quest’opera indaga la realtà domestica, usando proprio gli elementi della quotidianità: una sedia, un tavolo e un quadro. Questi sono stati reinterpretati con un materiale ubiquo com’è l’asfalto, ma in questo caso avulso dal suo contesto. Così come succede nella realtà che i fili d’erba spaccano la strada quando non viene usata, nei tre elementi realizzati dall’artista nasce la vegetazione. Qualcosa che normalmente non vediamo, grazie al gesto artistico, diventa in questo modo l’autentico protagonista dell’opera. Un ensemble quasi metafisico che fa riflettere in merito a quanto sia effimera la presenza umana sulla terra. Infatti, al pianeta poco importa se ci siamo o meno, la natura, magari in forme diverse da quanto vediamo ora, avrà sempre il sopravvento.
Pandemicdesign, esposto presso Superstudio Maxi durante la Milano Design Week, è un’installazione leggibile a più livelli: il gesto artistico, la critica sociale e l’attenzione all’ambiente. Il tutto unito dalla grande eleganza presente nella lavorazione come nel concetto ideativo. Perché, come in tutte le sue creazioni, Luca Gnizio mette l’enfasi sulla bellezza intrinseca di quanto realizza, che siano le sedute realizzate con i jeans Levi’s usati, dei corsi scolastici/artistici, o la fibra di carbonio con la quale creare poltrone scultoree. In tutti i casi è la bellezza dell’oggetto artigianale a renderlo unico, prezioso, in quanto nel caso di questo designer non si assiste solamente al riuso e riciclo di uno scarto, ma a un vero upcycling. Il prodotto finale acquisisce così un nuovo valore, non solo intellettuale ma pure sociale, poiché include artigiani e gruppi di persone fragili che vengono coinvolti nell’intero processo creativo. Un approccio che si può ammirare anche a Dubai.

Christiane Bürklein

Progetto: Luca Gnizio
Anno: 2021
Immagini: courtesy of Luca Gnizio, photographs by Fabio Patrassi (installation), Luca Rossi (chair in water), Roberto Dassoni (portrait pic)

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