12-02-2021

31/44 Architects: Red House nell’East Dulwich a Londra

31/44 Architects,

Rory Gardiner,

Londra,

Ville,

Sulla facciata della Red house di 31/44 Architects a Londra si rintracciano i segni della trasformazione interna di una tradizionale casa a schiera vittoriana. Volume di testa di un lotto di terraced house, la Red house diventa un landmark tra le residenze dell’East Dulwich.



31/44 Architects: Red House nell’East Dulwich a Londra

31/44 Architects è l’insolito nome dello studio di architettura di William Burges, James Jeffries e Stephen Davies con sede in Olanda e in Inghilterra e con una specifica vocazione per i piccoli e dettagliati progetti residenziali. Conclusa nel 2017, la cosiddetta Red house di East Dulwich a Londra è una scommessa progettuale fatta insieme all’immobiliare Arrant Land, che si occupa della valorizzazione di lotti difficili, piccoli e interstiziali, nell’area sud di Londra. Non una tradizionale terraced house vittoriana, così diffusa nella periferia della capitale, ma un volume posizionato di testa rispetto a una serie di case a schiera, costruito nel punto in cui la St. Aidans Road disegna una leggera curva.
La particolarità di progettare un edificio libero su tre lati e conclusivo di un lotto di abitazioni dalle stesse linee formali offre a 31/44 Architects la motivazione per differenziare la proprietà dalle altre terraced house della strada, trasformandola in un punto di riferimento e connotandola di segni particolari. L’ambizione è stata dunque quella di dare un’interpretazione contemporanea a una tipologia di abitazione molto cara a chiunque viva a Londra. La Red house è riuscita a diventare un landmark perché il progetto si è posto in continuità, ma anche in evoluzione, rispetto al tipo edilizio in un quartiere a completa vocazione residenziale.
Originariamente utilizzato come garage con un cortile posteriore, il corpo ristrutturato diventa una casa su tre livelli con cortili. L’analisi delle terraced house del lotto porta i progettisti a definire una serie di tratti distintivi e poi a discostarsene, creando variazioni. Pur conservando gli allineamenti tra le aperture, la facciata principale nasconde il passaggio dai due livelli che caratterizzano le altre abitazioni del lotto ai tre livelli: l’ampia finestra nel corpo laterale individua infatti il piano intermedio. l mattone giallo più tipicamente usato in queste abitazioni, e che spesso crea una cortina edilizia unitaria, lascia il posto a un mattone di rosso intenso, da cui il nome della casa.
Desiderando mantenere la presenza del tipico arco a tutto sesto, che segna l’ingresso nelle case a schiera della via, gli architetti aprono un varco a lato, trasformando la porta in una finestra che ne rispetta le proporzioni originali. Chiusa con una vetrata unica, la nuova apertura offre luce all’androne, un ambiente a tutta altezza intervallato dalla sinuosa scala in legno di nuova costruzione.
L'arco è spogliato di qualsiasi dettaglio decorativo e il suo serramento, come in tutte le altre finestre della casa, è una cornice nera minimale che non pone ostacolo alcuno alla luce. La decorazione torna invece nel pannello murario di cemento prefabbricato e pigmentato che disegna un’ampia porzione orizzontale della facciata: il motivo “a dente di cane”, come dicono gli inglesi, ricorda il disegno geometrico che torna spesso nei pavimenti degli ingressi delle case vittoriane. Il metodo della prefabbricazione e il colore così differente dalla tradizione rammentano che non si tratta di un restauro, ma della rivisitazione di un elemento identitario per la tipologia architettonica.

La porta d'ingresso vera e propria, in metallo scuro come i serramenti, cerca di mimetizzarsi nell'ombra di una tettoia in calcestruzzo. È quest’ultimo un altro segno orizzontale, un nuovo marcapiano che collega il fronte al muro di confine con la strada. Qui torna il mattone giallo, che si riconnette idealmente con le altre facciate, segnando l’appartenenza della Casa Rossa alle terraced house storiche.
Entrando, dopo aver superato l’atrio a doppia altezza, una breve rampa di scale scende al piano terra, in cui un ambiente unitario ospita la cucina, la sala da pranzo e il soggiorno, organizzati intorno a due piccoli cortili. Dalla forma irregolare e ricavati nel volume originale per aprirlo verso l’esterno, questi spazi, circondati dai muri di confine o da vetrate, catturano la luce che serve a illuminare tutto il piano terra ma mantengono la privacy dei residenti. Rivisitano formalmente quello che è sempre stato l’uso originale del cortile posteriore nella terraced house, riferiscono gli architetti, vale a dire uno spazio senza soluzione di continuità con la casa vera e propria, destinato a deposito ma anche al relax all’aperto.
L’ultima stanza al piano terra è lo studio, ribassato rispetto alla quota dell’ingresso, più chiuso e riservato. La finestra interna ricavata sull’androne cattura la luce e mette in comunicazione visiva punti diversi della casa.
Una scala in rovere illuminata dalla finestra più alta del fronte conduce alle due camere da letto e al bagno al primo piano, e alla camera matrimoniale con bagno privato e doccia al secondo. Concludendo, la Red house di 31/44 Architects si può certamente definire un modello di sviluppo per abitazioni di confine, dove la dimensione minuta del terreno, ricavato tra le altre case a schiera, è un limite ma anche una potenzialità di espressione all’interno di quartieri ad esclusiva vocazione residenziale.

Mara Corradi

Architects: 31/44 Architects
Location: 37 St. Aidans Road, London SE22 0RN
Gross internal area: 130 sqm
Start on site: December 2015
Date of completion: April 2017
Client: Arrant Land
Architects: 31/44 Architects
Structural Engineers: Elite Designers
Photography: Rory Gardiner, The Modern House


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