13-11-2019

Vector Architects: Courtyard Hybrid a Pechino

Vector Architects,

Xia Zhi,

Pechino, Cina,

Co-Working,

Vector Architects recupera una zayuan di Pechino con il progetto Courtyard hybrid. La vecchia corte a uso domestico vuole diventare centro della vita pubblica in un quartiere in trasformazione come Baitasi.



Vector Architects: Courtyard Hybrid a Pechino

Courtyard Hybrid è l’eloquente titolo proposto dallo studio Vector Architects per il recupero di una zayuan di Pechino, con lo scopo di realizzare un co-working per la rivitalizzazione della vita comunitaria nell’area.
Come traghettare il passato nell’attualità sociale di una grande città, come Pechino, è l’interrogativo, o il punto fermo, su cui si fondano alcuni recenti progetti di riqualificazione promossi negli storici hutong. Floornature ha trattato qualche anno fa l’interessante intervento di ZAO/Standardarchitecture che ripensò i percorsi, le facciate e le funzioni di Cha'er Hutong, nel noto quartiere di Dashilar. Questo come altri progetti di co-housing, promossi dallo Stato, volevano essere modelli di ricucitura del tessuto storico, in collaborazione con realtà emergenti legate all’arte e all’imprenditoria. Il fenomeno delle torri residenziali, erette a tempi di record prima delle Olimpiadi del 2008, generò infatti forti critiche da parte del mondo dell’architettura internazionale, costringendo a un ripensamento delle politiche di gestione territoriali.
Con il progetto di Vector Architects ci troviamo nell’altra storica zona di Pechino, a Baitasi, nel cuore della città vecchia. Courtyard hybrid si inserisce nel programma Baitasi Remade, legato alla Beijing Design Week, un progetto che mira al potenziamento delle infrastrutture presenti, al rinnovamento del tessuto urbano in un senso comunitario, alla rigenerazione dell’area con luoghi di uso molteplice.
L’urgenza era creare spazi pubblici in cui la comunità potesse ritrovarsi e trovare un nuovo modo di vivere la città, con l’attenzione necessaria a non snaturare il luogo, a non perderne la memoria, la sua immagine, i suoi usi. Lo studio cinese viene chiamato per riqualificare una zayuan, evoluzione della siheyuan, una corte circondata da fabbricati storicamente appartenuti alla stessa famiglia, una micro-società che in questi ambienti esterni-interni svolgeva la propria vita domestica.
La zayuan in questione si presentava come un cortile di forma irregolare, dovuto all’aggiunta di un paio di fabbricati funzionali, mentre a nord del sito si ergeva l'edificio principale, costruito negli anni '60 come dormitorio. Nel desiderio di mantenere un legame con l’utilizzo storico di questi ambienti, ne sono state recuperate le volumetrie, sostituendo le strutture quando inevitabile. Quelle rimosse sono state sostituite con altrettante in legno, mentre pochi setti in blocchi di vetro hanno completato la corte, negando alcune viste e alludendo a percorsi ulteriori. È stato mantenuto il tetto a spioventi solo nel fabbricato nord, che è diventato un’unica galleria per mostre ed eventi con un nutrito pubblico. Gli altri due corpi a lato della corte principale sono stati ricostruiti in legno naturale, con tetto piano, e ospitano oggi una caffetteria e una stanza multifunzione, per seminari, piccoli eventi, ufficio. Il progetto li ha convertiti da ambienti chiusi e introversi in spazi permeabili, con facciate composte da porte a vetri, che consentono di gestire gli interni a seconda dell’uso. Un unico tetto piano, costituito da tronchi di larice e sorretto da un soffitto a cassettoni in bambù laminato, li congiunge passando per la corte principale. La tettoia così disegnata evidenzia l’idea di un percorso tra esterno e interno. Innalzamenti di copertura in corrispondenza dei due ambienti ricavano altrettanti lucernari che di notte trasformano questa corte in un punto di riferimento cittadino.
L’uso del legno integra l’architettura nel tessuto residenziale circostante senza creare fratture percettive, tuttavia la copertura piana la differenzia, trasferendo anche visivamente l’idea di un servizio. Preesistenza e attualità convivono così, creando una nuova dimensione funzionale.
L’obiettivo era infatti quello di suggerire possibili destinazioni temporanee degli spazi alle persone senza imporle, invece lasciando che gli ambienti, così riqualificati, chiamassero la gente a impadronirsene per reinventarli. Mantenendo l’impianto planimetrico originale, la zayuan presenta una corte principale su cui si affacciano tutti gli ambienti interni: l’edificio nord trasformato in un generico spazio eventi e due corti minute, piccoli sfoghi naturali verso il cielo, che distinguono gli ambienti e che si sfruttano come serbatoi di luce e di aria. All’occorrenza la presenza di porte a vetri permette di mettere in diretta comunicazione le piccole corti con la principale, creando un esterno multiforme e ancora più versatile.
Se in un’altra epoca la zayuan era utilizzata dalle famiglie residenti nei fabbricati affacciati, oggi Courtyard hybrid propone un modello di spazio pubblico a tutti gli effetti. Quando infatti entrambi gli ingressi, quello a ovest su Qingta Hutong e quello a est su Gongmenko Sitiao, sono spalancati, la corte diventa un luogo di transito, un passaggio con servizi accessibili a tutti, una sorta di piccola piazza rivelata, in cui chiunque può fermarsi al caffè.

Mara Corradi

Architects: Vector Architects
Principal Architect: Gong Dong
Construction Management: Dongping Sun
Project Architect: Kai Zhang, Chen Liang
Site Architect: Kai Zhang
Design Team: Pinchen Ye, Xiaokai Ma, Fei Sun, Muqiong Liao, Qiran Shang, Shoufeng Zhao
Location: Yard No. 22, Baitasi Gongmenkou Sitiao, Beijing, China
Client: Beijing Huarong Jinying Investment & Development Co., Ltd.
Structural & MEP Engineering: China Academy of Building Research
Structural Consultant: Dewen Chu
Structure: Timber Structure
Material: Laminated Bamboo Slate, Glass Block, Olga Bay Larch
Building Area: 155 sqm
Design Period: 03/2015-07/2015
Construction Period: 07/2015-03/2017
Photos by: © Xia Zhi (01, 02, 04-20), Vector Architects (03, 21, 22)

http://www.vectorarchitects.com/


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