12-08-2020

Taller9s: cartiera Cal Xerta, Sant Pere de Riudebitlles, Barcellona

taller 9s arquitectes,

Adrià Goula,

Barcellona, Spagna,

Cultural Center,

Ad opera di Taller9s, l'intervento di Cal Xerta a Sant Pere de Riudebitlles (Barcellona) scongiura la demolizione di una vecchia cartiera in disuso e in rovina, nell’idea di allestire un centro di interpretazione della carta, attività tradizionale legata alla valle del fiume Bitlles.



Taller9s: cartiera Cal Xerta, Sant Pere de Riudebitlles, Barcellona

A Sant Pere de Riudebitlles, un’antica cartiera di epoca settecentesca è stata al centro di un masterplan promosso dal Diputació de Barcelona, il Consiglio provinciale del capoluogo catalano. Il progetto è dello studio Taller9s che nel 2013 è stato incaricato del recupero di Cal Xerta, l’antico edificio per la produzione della carta, da tempo in disuso, e del suo contesto urbano. Ben 30 officine operavano nell’area di Riudebitlles, 12 solo a Sant Pere, alcune delle quali ancora in attività. Risalente ai primi del XVIII secolo, il mulino è un edificio di quattro piani lungo il carrer de Baix che, nonostante la struttura in rovina, ha conservato all’interno i macchinari con cui storicamente si fabbricava la carta nella zona. L’obiettivo del recupero architettonico era quello di realizzarne un centro per l’arte e un interpretation center per l’industria e la tradizione della carta.
Abbraccia letteralmente il piccolo centro di Sant Pere de Riudebitlles, 2000 abitanti circa, il corso del fiume Bitlles, nel letto del quale si trova l’edificio di Cal Xerta, in un contesto patrimoniale e paesaggistico di grande interesse. Come si evidenzia dalle foto storiche, tuttavia il sito era in grave stato di abbandono, una condizione che spinse l’Amministrazione a estendere il programma di intervento anche all’area limitrofa allo scopo di ripensarne l’utilizzo. Un progetto che è parte integrante di una strategia di rivitalizzazione del nucleo urbano storico di Sant Pere de Riudebitlles che pone al centro il fiume, non solo come elemento di contesto, ma anche come sistema propulsivo dell’industria e dell’economia del borgo nel corso della storia. Intorno al fiume si sono infatti sviluppati negli anni differenti insediamenti, rimasti nascosti e inutilizzati per mancanza di manutenzione, prima della riqualificazione urbana attuata dal masterplan dello studio Taller9s.
Gli interventi sono stati suddivisi in tre fasi successive, la prima delle quali è stata il consolidamento strutturale d’insieme che si è concluso nel maggio 2016. Le coperture sono state completamente ricostruite mentre le scale sono state progettate da zero; le solette sono state rinforzate al fine di acquisire stabilità e sicurezza, così predisponendolo a soddisfare i requisiti del nuovo programma. In una fase intermedia si è passati al restauro delle facciate e sono stati sviluppati diversi progetti di recupero e allestimento degli interni per la nuova destinazione d’uso come centro di interpretazione. L’ultima tappa, conclusasi nel gennaio 2019, è stata la creazione di una piazza pubblica, la Placa del Terraplè, con funzione di affaccio sul fiume, e la riqualificazione dell’alveo.
Le prime fasi di consolidamento hanno adattato il piano terra e i due piani sotterranei ospitanti le vecchie officine. Questa operazione ha consentito di costruire un nucleo di distribuzione verticale, che non esisteva precedentemente, per mettere in comunicazione i quattro piani sopra terra con i sotterranei e realizzare così il progetto di tour museale.
Raccontano i progettisti che in questo intervento è stato adottato un approccio di azioni minime in un’ottica di massimo rispetto per il patrimonio di archeologia industriale, massimizzando invece la sicurezza, l’abitabilità e l’efficienza energetica.
Come possiamo leggere in altri progetti quali il Centro culturale di Sant Sadurnì o la riqualificazione funzionale delle ex fabbriche per la concia del pellame Bella e Bernades, nell’area del Rec a Igualada, Taller9s pone fortissima attenzione nell’identificazione e restituzione delle fasi storiche che connotano un edificio e le enfatizza permettendo così a tutti di leggerle.
Nel caso di Cal Xerta, il diverso trattamento delle facciate esterne spiega la crescita dell'edificio nel corso della sua storia. La parte più antica del mulino presenta un rivestimento ecologico a base di calce e sughero che fa emergere le pareti interne. Al contrario, la parte più recente dell'edificio, della metà del XX° secolo, è lasciata nuda all'esterno per essere coibentata all'interno. Le finestre preesistenti sono combinate con quelle nuove, come risultato della demolizione di parte del complesso.
La dualità che si esprime all'esterno si conferma e rafforza negli interni. Gli spazi della parte più recente sono risolti con travetti e soffitti a volta che sostituiscono quelli vecchi danneggiati, mentre nella parte più antica sono rispettate le travi in legno. La necessità di ottenere pavimenti allo stesso livello è risolta con lastre di cemento. I soffitti tecnici, il nuovo nucleo dell'ascensore, le scale, le strutture di servizio in legno si ibridano con gli spazi storici, come oggetti sovrapposti che rispettano la tradizionale configurazione dell'edificio e dialogano con le tracce preesistenti.
Nei piani sotterranei in corrispondenza del percorso museale, gli interventi sono più puntuali e specifici: una ringhiera minimale, una nuova rampa per superare un gradino isolato, una nuova illuminazione, ancora nell’intenzione di garantire la sicurezza della visita senza danneggiare l'espressione della memoria del luogo. Le pareti si consolidano allo stato in cui si sono conservate fino ad oggi, senza essere lucidate, valorizzando l’azione del tempo sull’edificio industriale. Le macchine sono lasciate nella loro collocazione originale, come elementi propri della definizione stessa di questo spazio architettonico.
Una nuova piazza occupa il tetto della vecchia officina, uno spazio urbano derivante da una precedente demolizione che era rimasto irrisolto, per diventare un punto di vista privilegiato sul fiume alla conclusione del tour museale.

Mara Corradi

Architects: TALLER 9s ARQUITECTES (Oriol Cusidó i Garí and Irene Marzo Llovet)
Collaborators: Núria Serrano (architect), Bernúz-Fernández arquitectes (structure), Lluis Duart
consulting (facilities), Miquel Milian (technical architect)
Client: Sant Pere de Riudebitlles Town Council (www.santperederiudebitlles.com)
Location: carrer de Baix, sn. Sant Pere de Riudebitlles, Barcelona, Catalunya
Gross useable floor space: 795 sqm + 150 sqm (external spaces)
Lot size: 352 sqm
Completition of works: The works developed in 3 phases
Phase 1. Consolidation. Structural works + new roof (finished 05.2016)
Phase 2. Internal inteventions (ground floor + workspaces) + facades (finished 06.2017)
Phase 3. Square + riverbed (finished 01.2019)
Photographs: © Adrià Goula Sardà (www.adriagoula.com)

www.t9sarquitectes.com


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