17-09-2021

TACO taller de arquitectura contextual: Casa del Lago, Yucatàn

TACO,

Leo Espinosa,

Merida, Yucatan,

Ville,

Scopriamo l’opera di TACO taller de arquitectura contextual attraverso il progetto della Casa del Lago a Mérida, in Messico. Un po’ architetti e un po’ artigiani, questo laboratorio multidisciplinare ha progettato, ma anche interamente costruito, la Casa del Lago nella penisola dello Yucatàn.



TACO taller de arquitectura contextual: Casa del Lago, Yucatàn

Molto noto in Messico, il suo paese, dove ha ricevuto riconoscimenti ed è stato oggetto di esposizioni e pubblicazioni, TACO taller de arquitectura contextual è uno studio di architettura sperimentale, che unisce la progettazione e il cantiere, la concezione condivisa e la costruzione vera e propria dell’opera architettonica. Floornature va alla scoperta del loro lavoro partendo dal recente progetto della Casa del Lago, situata a Mérida, capitale dello stato messicano dello Yucatàn.
I membri di TACO si definiscono parte di un laboratorio multidiscplinare che si fonda da un lato sulla complessità delle competenze dei progettisti e dall’altro sulla ricerca dell’identità del contesto ambientale in cui di caso in caso essi vanno a operare.
La nuova architettura residenziale doveva essere eretta su un terreno riccamente piantumato, compreso tra un canale urbano e la strada che corre parallela. L’abitazione viene concepita come un rifugio che si accosta alla natura per divenirne parte e difendere la sua vita all’interno dai rumori della strada. A questo scopo l’ingresso e le sue zone più aperte, sono protette da un parco creato per nascondere gli spazi esterni e interni della casa. Il nuovo progetto paesaggistico integra alberi preesistenti con specie endemiche e piante ornamentali volute dai proprietari.
Al termine di un complesso di residenze, abitazioni di lusso o case di vacanza, a ovest, la Casa del Lago si sviluppa verso sud-est, organizzando in questa direzione i suoi ambienti più pubblici, spazi giorno vetrati e soglie di transito tra il parco, la riva del canale e gli interni abitativi.
In pianta il sito è segnato da un muro diagonale che distingue lo spazio interno da quello verde. Nel punto in cui tale segno netto lambisce la strada, i progettisti inseriscono una soglia pedonale, costituita da un vecchio portale in legno proveniente dalla collezione d’arte e artigianato dei proprietari, restaurato appositamente e incorniciato in cemento. In attesa di essere ricevuti all’interno gli ospiti possono sostare in uno spazio verde con aiuole, da interpretare quale anticipazione del più grande parco che si potrà godere all’interno.
Tuttavia, parlare di ambienti privati e pubblici sembra fuorviante osservando le immagini del sito, quasi completamente privo di barriere artificiali e invece difeso e nascosto solo dalla vegetazione. Le vasche, che alludono al legame tra la casa e l’acqua, sfruttano la privacy fornita dalle alte fronde in quel punto, ma il progetto non disdegna un certo voyeurismo. Dalla via pubblica, infatti, proprio gli specchi d’acqua che si intravedono indicano ai passanti la direzione in cui lanciare lo sguardo per scorgere oltre il corso d’acqua naturale. Tale ambiguità costituisce la gran parte del fascino di questa residenza in cui si intuisce che la presenza vegetale è considerata parte delle sue dinamiche quotidiane.


È evidente che gli ambienti principali della casa sono quelli destinati alla socialità, che si trovano al piano terra in diretta e costante comunicazione con il contesto. Un grande ambiente di soggiorno a doppia altezza, con cucina e sala da pranzo costituisce lo spazio più estremo, arricchito da affacci verso il canale e verso il parco. La sua pianta a punta sembra voler canalizzare le forze naturali del sito in questo luogo, che riceve aria e luce da tre punti. Un sistema di brise soleil in cemento, molto diffuso nella cultura modernista del Centro e Sud America, protegge la cucina dal sole diretto, creando anche un angolo ombreggiato e arioso per una migliore siesta sull’amaca.
Il piano superiore presenta un soppalco collegato alla zona giorno che funge da camera con bagno, mentre sullo stesso livello ben tre terrazze aperte aspettano di essere coperte e arredate con scopi commerciali in futuro. Al momento sono usate semplicemente come pensatoi, solarium o belvedere, grazie alle aperture create tra i muri, che consentono insoliti e nascosti affacci sulle piscine e sulla strada. Un po’ come le “mashrabiyya” nella cultura mediorientale, queste forme favoriscono anche la ventilazione naturale passiva.
Il progetto degli arredi combina elementi e dettagli contemporanei, come la grande scalinata in cemento a giorno, con pezzi della collezione d’artigianato dei proprietari, creando un ricco e colorato contesto interno.
Il sistema di costruzione infine è quello più utilizzato nella zona e basato su travi e solai in calcestruzzo. Finiture architettoniche basilari hanno lo scopo di ridurre al minimo i costi di manutenzione. I pavimenti interni sono in cemento, così come le lastre posate in opera con cui sono stati assemblati mobili fissi e frangisole. Tutte le pareti ed i soffitti bassi sono rifiniti mediante uno stucco cementizio impermeabile brunito. I pavimenti dei terrazzi e dei marciapiedi esterni sono realizzati in calcestruzzo grezzo antisdrucciolo.
Come si accennava all’inizio, TACO taller de arquitectura contextual ama definirsi un laboratorio multidisciplinare, che non soltanto accoglie in sé figure progettuali differenti, come architetti, designer e ingegneri civili, ma anche artigiani di diversa formazione, quali muratori, falegnami e fabbri, che lavorano insieme per una più completa padronanza dei processi. Questa condizione consente a TACO nella maggior parte delle occasioni di essere non solo studio di progettazione ma anche costruttore delle proprie opere.

Mara Corradi

Architects: TACO taller de arquitectura contextual www.arquitecturacontextual.com
Team: Carlos Patrón Ibarra, Alejandro Patrón Sansor, Ana Patrón Ibarra, Estefanía Rivero Janssen, Joaquín Muñoz Olivera.
Client: Private
Location: Mérida, México
Gross useable floor space: 220.00 sqm
Lot surface: 525.00 sqm
Start of work: 2018
Completion of work: 2019
Photographs: © Leo Espinosa


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