21-01-2022

Ksaraah di Talyesin

Taliesyn,

Harshan Thomson,

Bangalore, India,

Ville,

Ksaraah è un rifugio per il fine settimana progettato dallo studio di architettura indiano Taliesyn nelle zone rurali di Bangalore. È immerso in una lussureggiante vegetazione di palme da cocco e alberi di areca, questo progetto di Taliesyn vuole ripensare la dimensione abitativa, sia privata che sociale, all'interno della natura, favorendo una connessione diretta con essa e proteggendo al tempo stesso chi vi riesiede.



Ksaraah di Talyesin

Lo studio d'architettura indiano Taliesyn ha di recente terminato la costruzione di Ksaraah. Si tratta di un progetto residenziale privato con uno sguardo attento alla comunità e all'ambiente. Sorge nella lussureggiante vegetazione tra le pianure che circondano Bangalore, nel Sud dell'India, quale rifugio per i fine settimana, voluto da una giovane professionista creativa per la sua famiglia, ma anche per la comunità che gravita attorno a questa nuova architettura.

Oltre a soddisfare le esigenze dei suoi abitanti Ksaraah, con il suo aspetto umile ma dotato di tutti i comfort, punta a soddisfare anche le esigenze della comunità locale. Il design è focalizzato infatti sulla creazione di spazi ampi, adattabili, multiuso e congregazionali per riunire le persone e favorire le attività sociali. Il centro del sito, anziché ospitare all'abitazione vera e propria, offre infatti posto a un padiglione lungo venticinque metri, composto da moduli ordinati ritmicamente secondo l'estetica tradizionale. Una progressione dinamica di colonne circolari ne punteggia il perimetro. In corrispondenza di queste ultime sono stati piantati numerosi rampicanti, che con il tempo arriveranno a inglobare la struttura facendola "scomparire".

Raccontano gli architetti a capo di Taliesyn, Chandrashekar e Basha: "Il padiglione, pensato come una dinamica arena polifunzionale, è uno spazio ricreativo, sempre palpitante di energia, che può ospitare con lo stesso stile una soiree, un'installazione artistica, uno spettacolo di danza o un incontro musicale. Aperto a tutti, compresi gli abitanti del paese, durante la pandemia il padiglione è stato utilizzato come aula dalla scuola locale e ha ospitato una rappresentazione nell'ambito dell'annuale festival (jatre) del villaggio".

Oltre al padiglione, circondato da un fitto manto erboso, si trova un muro realizzato con pietre reperite in loco, in cui un'arcata a tutto tondo si connette con il secondo fabbricato, ossia l'abitazione principale. Questa è disposta su due piani, in una struttura di cemento armato a vista che gioca con insistenza sui volumi vuoti del piano terra, dove si trovano gli spazi comuni, il soggiorno, la sala da pranzo e un'area sit-out. Tutti ambienti intrecciati perfettamente con la natura, grazie all'assenza totale di muri perimetrali o di tamponamento. Arroccata sul livello più alto del sito, godendo delle vedute sulle fattorie che punteggiano l'orizzonte, si trova la zona più riservata, circondata da pareti. Qui sono stati ricavati la camera da letto e un bagno privato, oltre al salotto/studio.
La disposizione spaziale è studiata per "attraversare il paesaggio", sfocando i confini tra il costruito e il non costruito. Così un'elegante scala esterna collega i due livelli accanto alla piscina, rivestita con la stessa pietra usata per il muro che separa il padiglione pubblico dalle funzioni private. La parte residenziale è pure dotata di un piano interrato, in cui si trova uno studio dove i residenti locali sono chiamati a confrontarsi con i processi creativi e a impegnarsi con altri artisti in progetti collaborativi.

Sul piano dell'attenzione ecologia si è voluto inoltre limitare fortemente gli interventi sul paesaggio all'interno del sito. I materiali sono recuperati in loco e scelti per durare nel tempo. Le pietre provengono da cave vicine e gli scarti sono stati utilizzati per le finiture dei mobili. Negli interni, tutti i tessuti, arredi e complementi sono realizzati a mano, sostenendo la produzione tradizionale locale, come ad esempio le stoviglie Kansa. Ksaraah è interamente alimentata da pannelli solari. Per ridurre la necessità di aria condizionata, gli involucri murari sono sostituiti da piante e alberi. Le pareti traspiranti riducono la temperatura interna di circa 4°C, garantendo al contempo la circolazione dell'aria. La piscina favorisce il raffreddamento, in quanto evaporando crea un microclima confortevole. Evitando l'uso di prodotti chimici questa funge anche da serbatoio di stoccaggio per la vegetazione circostante. Le acque reflue della casa sono invece riciclate e convogliate verso le attività agricole, alimentando le piantagioni circostanti di chikoo, mango e banani. Alberi e specie floreali sono stati aggiunti alla vegetazione esistente, che prospererà densificandosi.

In conclusione, raccontano gli architetti di Taliesyn:"Ksaraah rappresenta un autentico tempio del rinnovamento, lontano dalla frenesia della città. È progettata per trasformarsi costantemente; la natura è protagonista. Gli spazi sono una tela bianca per scoprire ed esprimere sé stessi".

Francesco Cibati

Name of Project: Ksaraah
Typology: Retreat Residential (Weekend Home)
Location: Bangalore, India
Principal Architect: Ar. Shalini Chandrashekar, Ar. G.S. Mahaboob Basha
Design Team: Siri / Yatheesh Kune / Vishnu Naidu
Site Area (sq ft & sq m): 4.00 Acres
Built-Up Area (sq ft & sq m): 487.00 Sqmts (5249.00 Sft)
Start Date: 14th of January 2019
Completion Date: 14th of March 2021
Photographer: Mr.Harshan Thomson

www.taliesyn.in