08-05-2020

Khosla Associates: Rifugio nei Ghati occidentali, Maharashtra, India

Khosla Associates,

Shamanth Patil J.,

Western Ghats, Maharashtra, India,

Ville,

Tradizione, acqua, ventilazione naturale, sono gli elementi fondativi del progetto di abitazione nei Ghati occidentali, nella regione indiana di Maharashtra. Khosla Associates disegna un padiglione a un piano lungo il declivio che degrada al lago, con muri in basalto e caratteristici lucernari.



Khosla Associates: Rifugio nei Ghati occidentali, Maharashtra, India

Una casa per le vacanze tra le montagne dei Ghati occidentali è l’occasione di riallacciare i rapporti con gli elementi fondamentali della tradizione di questo paese. Una ricca famiglia indiana commissiona allo studio Khosla Associates un rifugio in un’area compresa tra la catena montuosa del Sahyadri e uno dei laghi della regione. Ne nasce di getto la possibilità di progettare un belvedere privato, uno spazio accogliente proteso verso le acque, per la contemplazione della natura circostante. In questa regione, che si estende per 1600 km da nord a sud lungo la parte occidentale della piana del Deccan, la vegetazione selvaggia, le fitte foreste e le piantagioni di legname come il teak, il sandalo e l’ebano, che raggiungono i 2600 metri di altitudine, contrastano con la frenetica vita di megalopoli come Mumbai, da cui proviene la famiglia dei committenti. Ritrovare il contatto con gli elementi primordiali riveste una grande importanza per il popolo indiano che subisce il costante degrado della vita nelle aree urbanizzate.
La casa di vacanza nel Ghati concretizza questa ricerca, valorizzando i benefici dell’irraggiamento solare e della ventilazione naturale dovuta alla prossimità dell’acqua. Il progetto è un edificio a padiglione, di un solo piano, che sceglie la mimesi naturalistica per mezzo dei materiali da costruzione. Rispetto alla strada esistente, che passa proprio accanto al sito a est, un piccolo edificio di servizio e per le auto è stato costruito a una quota leggermente ribassata, mentre il rifugio vero e proprio è collocato più in basso lungo il declivio. Così facendo, la grande copertura di quest’ultimo risulta essere alla stessa quota della strada, evitando di interrompere la vista del lago e dei monti all’orizzonte a chi transita sulla via.
I muri perimetrali del padiglione sono costruiti a secco con pietra di basalto nero locale, una pietra di origine vulcanica, disponibile in abbondanza nell'altopiano del Deccan, e ottenuta scavando pochi metri sotto la superficie del sito stesso. Emergono invece dal blocco abitativo cinque lucernari a tronco di piramide, protesi verso l’alto, che costituiscono il sistema di diffusione della luce diurna in tutto il piano. Dipinti di bianco e tutti differenti, ne diventano segno peculiare e distintivo.
Il piano della casa poggia su un basamento rettangolare regolare di 20 x 34 metri circa, mentre la copertura piana, sollevata di circa 15 cm dalle pareti, sembra fluttuare, alleggerendo il volume d’insieme. Allo stesso scopo sono state aperte diverse finestre verticali nei muri della parte frontale. Invece di creare una struttura a due piani per assecondare la pendenza del sito, il progetto ha utilizzato la parte alta del sito per creare un piccolo giardino verso la strada, circondato da un basso recinto murario, e una rampa che collega la strada con l’ingresso dell’abitazione.
Gli interni presentano una netta distinzione tra zona giorno e zona notte: la prima, completamente protesa verso il lago, occupa la parte ovest della casa, mentre alla seconda, chiusa e riservata, è dedicata l’ala est, verso la strada. La zona semipubblica ospita il soggiorno, la sala da pranzo e la cucina che, grazie a vetrate a ventaglio, si apre su una terrazza costruita intorno all’acqua. Il lago in lontananza è il riferimento per il piccolo lago artificiale che la piscina a sfioro rappresenta. Secondo la tradizione del popolo indiano l’acqua, elemento vitale, è parte stessa dell’esistenza, e nelle aree rurali è tutto ciò che è visibile in mezzo alla natura. Nella città di Varanasi, due volte al giorno, il popolo si riunisce al Ghat Dashashwamedh per la cerimonia indù di ringraziamento al Gange. La scalinata che scende nell’acqua (ghat), i gradini bassi su cui sedersi, e la scalinata di pietra che scende al terreno circostante e idealmente al lago più in basso, tutta questa costruzione fa riferimento al rito delle abluzioni induiste a scopo di purificazione.
La zona privata ospita due camere da letto e si apre su un giardino ribassato più intimo. La prima è dunque estroversa e permeabile, consentendo alla natura di penetrare nel suo involucro; la seconda al contrario è introversa e segreta.
La grande semplicità del layout così composto su un solo piano, porta però con sé la difficoltà di illuminare gli spazi più interni, a cui non giunge luce diretta. A questo scopo sono nati i lucernari, tronchi di piramide internamente rivestiti in fogli di compensato, con venature naturali del legno valorizzate dalla luce che entra dall’alto. Il soffitto diventa così un ulteriore scenario da contemplare, che varia il suo aspetto a seconda delle ore del giorno. A questa molteplicità cromatica si unisce quella dei rivestimenti a pavimento in lastre di fiume, in cui è stata anche alternata la finitura lucida e ruvida, alludendo al vero scorrere di un corso d’acqua e alla diversità superficiale delle pietre. Soffitto e pavimento costituiscono due percorsi vivi, “naturali”, che si rinnovano a seconda della luce durante il giorno. Completano con coerenza il progetto i rivestimenti della cucina in acciaio Corten, i mobili essenziali in legno naturale, le suppellettili e gli oggetti acquistati dalla famiglia nel Maharashtra.
La ventilazione incrociata, favorita dallo specchio d’acqua, e il mantenimento di un clima interno fresco, grazie alla fuoriuscita dell’aria più calda dallo stacco tra muri e tetto, sono i risultati in termini di comfort di un progetto ordito attraverso gli elementi naturali, come parti di un sistema tradizionale ancora molto sentito dal popolo indiano.

Mara Corradi

Architects: Khosla Associates
Principal Architects: Sandeep Khosla and Amaresh Anand
Design Team: Sandeep Khosla, Amaresh Anand, Oommen Thomas, Pratyusha Suryakanth and Moiz Faizulla
Client: Withheld upon request
Location: Western Ghats, Maharashtra, India
Structural Design: S & S Associates
Civil Contractor: Canwill Constructions Pvt. Ltd.
Gross Usable floor space: Pavillion 195 sqm on a 665 sqm. plinth
Lot size: 4046 sqm
Start of work: 2014
Completion: 2017
Structure in: RCC
Indoor surfaces: Polished Cement
Outdoor surfaces: Local Black Basalt Stone
Floors: River finished and Polished Brown Kota Stone
Skylights (Internal): Patterned Plywood
Photographs: © Shamanth Patil J. (Courtesy Khosla Associates)


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