08-09-2021

I recenti sviluppi dei musei in Cina: tre casi esemplari

Studio Zhu-Pei, Neri&Hu,

schranimage, Pedro Pegenaute,

Musei,

In anni recenti la Cina ha lavorato intensamente sull’incremento di sedi museali di grande rilievo. Con ampia risonanza a livello internazionale, i nuovi musei cinesi sono strutture monumentali, che accolgono esposizioni ma anche spazi commerciali e che valorizzano la storia locale nelle scelte estetico-formali.



I recenti sviluppi dei musei in Cina: tre casi esemplari

L’esistenza dei musei d’arte in Cina è legata per gran parte della loro storia a un preciso compito richiesto dalle autorità, vale a dire quello di essere fari della cultura. Non si tratta però, come accade in tutto il mondo, solo di questo, ma la precisa volontà di costruire nuovi musei ha lo scopo di preservare l’identità del Paese, che si mostra all’estero anche attraverso l’architettura e l’arte.
In seguito alla crescita economica della Cina, la storia più recente racconta di una strategia nazionale mirata a un aumento vertiginoso del numero delle sedi, al punto che più fonti parlano di questa fase come della “febbre da museo” . Accanto ai centri culturali pubblici sorgono numerosi quelli privati, voluti da grandi imprenditori che sono anche collezionisti internazionali, a cominciare dalle grandi metropoli come Pechino e Shanghai, per arrivare nelle province minori e nei piccoli centri. Ma è l’incontro tra l’arte contemporanea e l’istituzione museale a rappresentare la svolta per lo sviluppo vertiginoso del comparto.
In quanto industria culturale, il settore museale si impone con strutture dalla tettonica monumentale e agli architetti, che le concepiscono, è richiesto di erigere landmark urbani le cui fotografie possano girare in tutto il mondo e celebrare la grandezza nazionale.
Frutto di investimenti allo stesso tempo pubblici e privati, queste architetture non contemplano semplicemente spazi espositivi o di conservazione delle opere, ma diventano anche luoghi commerciali, i cui progetti prevedono all’interno caffè e ristoranti, negozi e perfino hotel. Si tratta di masterplan estremamente articolati, alla stregua di quartieri all’interno delle stesse città, dove gli ambienti scenografici, la stretta correlazione tra spazio pubblico e semipubblico, il rapporto dialogico tra la superficie costruita e il paesaggio, trasformano quella museale in un’esperienza complessa e completa per il suo pubblico. Trattandosi poi nella gran parte dei casi di edifici di nuova costruzione su ampi terreni urbani o rurali, i progettisti ricercano il possibile legame con la storia del contesto locale e lo traducono nelle scelte formali e materiche.
Ripercorriamo questi tratti diffusi nel sistema museale cinese in alcuni esempi recenti, realizzati da importanti studi cinesi. Cominciando dall’ultima considerazione, ci sembra calzante citare l’Imperial Kiln Museum di Jingdezhen, in cui lo Studio Zhu-Pei ha progettato una serie di strutture a volta ispirate ai forni di cottura della porcellana per cui la città fu nota per secoli. Il potere suggestivo delle fornaci abbandonate, dei siti archeologici che ne hanno recentemente riportato alla luce le tracce, l’appartenenza delle antiche strutture produttive al paesaggio urbano, hanno guidato i progettisti nella concezione di un nuovo spazio, non un semplice interno funzionale ma un luogo di circolazione e incontro.
Le imponenti strutture a volta, estese per una superficie di oltre 10.000 metri quadrati, come caverne scavate nel terreno, sono disposte casualmente sul sito e parzialmente interrate a rievocare artigianato e legame con la materia naturale. Completata da piazze con il verde e da specchi d’acqua, l’architettura si assurge a nuovo centro e risponde all’esigenza attuale di accogliere un pubblico amante degli spazi scenografici in dialogo con l’arte.
In tema di relazione tra luoghi museali e luoghi urbani, significativo è citare il Garden Art Museum al Nanning International Garden Expo 2018 progettato da China Architecture Design & Research Group. Per quanto permanga, anche in questo caso, l’esigenza di realizzare una struttura di impatto, ha prevalso il concetto di museo articolato lungo il sito, integrato nella natura e in grado di fornire una risposta alle condizioni climatiche creando ambienti confortevoli. A questo scopo il primo livello dell’edificio è stato interrato nell’area collinare dell’expo, limitandone così il volume; le sale espositive sono state distribuite a grappoli lungo il terreno in declivio e una grande copertura in acciaio, con la funzione di schermo climatico, ha abbracciato in un solo gesto architettonico il museo diffuso. La transizione graduale dalla natura esterna, agli spazi semipubblici aperti ma coperti, fino agli ambienti espositivi ha creato quell’integrazione con la città che fa dell’esperienza museale un continuum di quella urbana.


Nel Westin Hotel & Museum, progettato da Neri & Hu Design Research Office nella città di Xi’an, infine, l’espressione monumentale è una via di confronto con una storia, potente e ineludibile, la cui presenza definisce ancora non solo l’immagine della città, ma anche la sua viabilità e l’orientamento al suo interno. La necessità di realizzare una struttura ricettiva per i turisti in visita alla Big Wild Goose Pagoda, uno dei simboli di Xi’an, si coniuga con quella di istituire un museo dedicato all’antica arte muraria della città. Neri & Hu concepiscono una struttura in cui gli ambienti dell’ospitalità sono distinti da quelli dell’arte, per necessità di conservazione di quest’ultima, ma nello stesso tempo la percezione esterna del visitatore è di entrare in un unico corpo architettonico, in cui quindi l’esperienza del soggiorno è un tutt’uno con quella della fruizione artistica. L’imponenza delle storiche mura di Xi’an, costruite nel periodo Ming, offre spunto per l’architettura del Westin Hotel & Museum, ma questa pesante monumentalità si smaterializza grazie al ritmo imposto all’aperture dei suoi cinque piani. All’interno uno scalone, progettato per rapportarsi con la dimensione urbana, conduce i visitatori negli spazi museali. L’hotel con i suoi tre ristoranti si apre alla città, facendo entrare il pubblico, e gli ambienti espositivi si moltiplicano come giardini sommersi, offrendo nuove occasioni culturali.

www.studiozhupei.com/
https://cadg.com.cn/en/
http://www.neriandhu.com/en

Studio Zhu-Pei, Jingdezhen Imperial Kiln Museum © schranimage
Neri&Hu, Xi'an Westin Hotel & Museum © Pedro Pegenaute


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