17-04-2019

Harquitectes: casa per vacanze a Ullastret, Girona

Harquitectes,

Adrià Goula,

Girona, Spagna,

Ville,

Mies van der Rohe Award,

Selezionata tra i 40 finalisti del Eu Mies Award 2019, la casa per vacanze nella cittadina di Ullastret, a trenta chilometri da Girona, in Spagna, ha portato l’attenzione sul lavoro dello studio Harquitectes.



Harquitectes: casa per vacanze a Ullastret, Girona

Già autore dell’interessante intervento di recupero funzionale delle Ex Cristallerie Planell a Barcellona, segnalato nei mesi scorsi da Floornature, lo studio Harquitectes di Sabadell realizza il progetto della casa per vacanze a Ullastret. In questo caso Harquitectes si esprime combinando una riflessione sulla preesistenza con il progetto di una nuova costruzione.
La componente storica è estremamente pregnante a Ullastret che, oltre al sito archeologico di Puig de Sant Andreu, conserva un impianto urbano di origine medioevale. Le dieci torri dell’antico castello e un piccolo nucleo di strade strette e ripide costituiscono ancora oggi il centro della cittadina. Muri in pietra e mattoni hanno accolto le abitazioni nei secoli definendo l’identità del centro urbano.
Al crocevia tra Carrer Notaria e Carrer Firal che dal centro conducono ai campi si fronteggiavano antichi muri in pietra a delimitazione di piccole proprietà incolte: l’irregolarità e l’aspetto grezzo dei ciottoli modificati nel tempo hanno dotato quei muri di una notevole forza espressiva. Il progetto di salvarli, inglobandoli in qualche modo nella nuova costruzione si scontra però con le norme comunali che chiedono un ampliamento della carreggiata stradale, rendendo necessario il suo abbattimento.
Sull’incrocio delle due vie il confine della proprietà viene obbligatoriamente arretrato, ma si decide che il nuovo perimetro diventi anche il fronte dell’abitazione. Invece di collocare l’architettura al centro dell’area verde, protetta da un’ulteriore nuova recinzione, il progetto trasforma i muri dell’abitazione nei nuovi confini, costruendo un’architettura introspettiva, completamente rivolta al suo interno. In sintesi, si disegna una parete muraria che abbraccia il giardino, all’interno della quale si dispongono gli ambienti, tutti orientati verso la corte; proprio come in epoca medioevale, l’edificio si adatta alla geometria della strada, ma resta a un solo livello per essere in scala con il preesistente muretto in pietra.
Recuperata così la continuità urbana, la casa è anche un’occasione per sperimentare una tipologia residenziale insolita per il luogo, quella con lo sviluppo a un solo piano, che mette in evidenza la topografia variabile.
La casa segue le logiche materiali e costruttive del muro di cinta originale, adattandole alle esigenze attuali. È costruita interamente con pareti portanti, riutilizzando le pietre dal vecchio muro e mescolandole con quelle ricavate dal sito, aggregate con calcare, cemento e un impasto di argilla cruda all’interno di casseri in legno. A parete ultimata, gli strati esterni rivolti verso la strada sono stati scheggiati a mano per far riaffiorare la pietra, mentre l'interno mostra la finitura levigata della cassaforma.
Tale contrasto è rimarcato anche dall’impostazione architettonica dei due fronti principali: quello esterno ermetico, presenta solo poche piccole aperture sulla strada e i due ingressi, quello pedonale centrale e quello veicolare all’estremità est; quello interno completamente estroverso, privo di tamponamenti, offre solo pareti vetrate, in un dialogo costante e ineludibile con il giardino. La planimetria dell’opera disegna un ampio arco che abbraccia i circa 1000 metri quadrati del sito, in cui a ovest si trovano le camere da letto e uno studio, intervallati da cortili, mentre a est sono allocate le stanze giorno. Gli ambienti di servizio, che necessitano di maggiore isolamento e meno luce sono posizionati più interni; in taluni casi i forti spessori accolgono arredi incassati e impianti. Gli ambienti più frequentati invece sono tutti vetrati e rivolti verso la corte privata. La comunicazione tra tali ambienti è stimolata dall’ideale percorso delle porte interne, creato verso il giardino. Lo stile industriale degli interni, con canalizzazioni a vista, serramenti in legno opaco, pareti in cemento levigato, si conferma nella scelta degli arredi strutturali in legno multistrato grezzo. I differenti materiali sono scelti anche in funzione di una stessa palette cromatica di beige e grigi chiari, colori ispirati alla natura circostante, fatta di terra e pietre.

Mara Corradi

Architect: HARQUITECTES (David Lorente, Josep Ricart, Xavier Ros, Roger Tudó)
Collaborators: Montse Fornés, Maya Torres
Location: Ullastret, Girona (Spain)
Client: Private
Project years: 2014-2016
Construction years: 2016-2017
Usable floor area: 330 sqm
Total area: 1106 sqm
Photographer: © Adrià Goula

Selection Mies van der Rohe Award 2019

www.harquitectes.com


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