10-03-2021

Atelier Tsuyoshi Tane: Hirosaki Museum of Contemporary Art

Atelier Tsuyoshi Tane Architects,

Daici Ano,

Hirosaki, Aomori, Japan,

Musei,

Nelle vecchie distillerie del sakè e del sidro a Hirosaki, la municipalità ha voluto realizzare il nuovo museo d’arte contemporanea. Una competizione PTI (Private Finance Initiative) ha affidato il progetto all’Atelier Tsuyoshi Tane Architects che ha compiuto un attento recupero delle strutture in mattone.



Atelier Tsuyoshi Tane: Hirosaki Museum of Contemporary Art

Nel centro di Hirosaki, in Giappone, sorge un complesso di magazzini abbandonati situati a sud del celebre castello, il monumento più importante della città, risalente al periodo Edo. Nel 2017 l’Amministrazione bandisce una competizione PTI (Private Finance Initiative) per il recupero di questi edifici dismessi, dal quale esce vincitore il progetto di Tsuyoshi Tane, giapponese trapiantato a Parigi e a capo di un grande studio interdisciplinare. Dopo poco più di due anni di cantiere, nell’aprile del 2020 la città inaugura l’Hirosaki Museum of Contemporary Art negli spazi riqualificati.
La storia di questi magazzini risale all’inizio del Novecento, quando a Hirosaki cominciarono a sorgere diverse costruzioni in mattoni che ospitavano le prime distillerie di saké. Con il tempo e man mano che sorgevano nuove strutture, molte furono riconvertite alla produzione del sidro di mele, tra le coltivazioni più tradizionalmente diffuse nella zona. Dovendo contenere camere di fermentazione e camere di infusione, data la loro imponenza queste architetture industriali in mattoni si guadagnarono un certo rilievo all’interno del quartiere di Yoshino-cho, che nel corso del secolo era stato densamente popolato. Si legge in rete che, passando di proprietario in proprietario, questi locali conservarono la loro vocazione produttiva fino agli anni Sessanta e dopodiché furono adibiti allo stoccaggio delle scorte di riso di emergenza del governo.
A partire dalla fine degli anni Ottanta, dopo un periodo di abbandono, si cominciò a discutere del destino dei magazzini e, sorprendentemente, il la per una svolta fu dato dalla mostra delle opere dell’artista Yoshitomo Nara che fu allestita proprio all’interno delle strutture in disuso. Da quel momento per tutti fu l’arte la chiave di trasformazione e la destinazione ultima di quegli spazi, il legame tra il passato industriale e il futuro della città. Nel 2015 l’Amministrazione acquisì il complesso e decise che la sua riqualificazione sarebbe stata oggetto di un concorso di progettazione. La gara, estesa a livello internazionale, fu bandita nel 2017 e vinta dall’Atelier Tsuyoshi Tane Architects con il progetto che vediamo realizzato oggi.
All’epoca, Tsuyoshi Tane aveva da poco concluso un’importante architettura pubblica di tipo culturale che aveva riscosso notevole interesse, il Museo Nazionale Estone a Tartu, ma quello a Hirosaki sarebbe stato il suo primo museo costruito sul suolo giapponese. L’architetto scelse un approccio molto diverso, di tipo conservativo, in considerazione dell’affezione riscontrata dalla città verso le strutture originali, della loro importanza nella storia locale e della bellezza intrinseca del sistema di ambienti. Il progetto mirava, dunque, a salvaguardare il più possibile l’impatto e l’aspetto dei volumi ed a porli in relazione con opere d’arte site-specific, secondo le richieste e le finalità attuali.
Incastonate in un lotto di terreno disegnato da due strade che convergono a punta, le antiche distillerie del sidro erano composte da un corpo principale a L che svettava su un secondo corpo più piccolo; entrambi presentavano tetti a capanna e murature in mattone, ma la presenza di lesene e modanature in facciata confermava la preminenza del primo volume, a cui il secondo risultava fin dalle origini subordinato. L’intorno era un’area verde che si prolungava in quello che oggi è il Tsuchibuchi River Yoshinochō Green Space, fino alla ferrovia e al fiume. Gli interni erano grandi spazi industriali grezzi, con pilastri in acciaio, pavimentazioni in cemento e tetti in legno.
La scelta di progetto fu quella di ripulire i volumi originali dalle superfetazioni edilizie, interne ed esterne, che nel tempo avevano portato disordine, e di definire attraverso una nuova pavimentazione esterna i percorsi di accesso agli ambienti, sottolineando l’area museale e distinguendola dal piano stradale. Il concetto alla base dell’intervento è stato definito di “memoria continua”, che si spiega come la spinta a conservare le tracce della storia del sito e della città mediante il restauro dei magazzini ma con un nuovo scopo, quello di ospitare un museo e un caffè. La storia come segno ma anche come nuova opportunità che si riflette nella scelta della strategia museale. L’Hirosaki Museum of Contemporary Art oggi è un museo con una propria collezione permanente, ma nasce per ospitare opere d’arte site-specific, create dagli artisti invitati a soggiornare in città, ad assaporarne la vita e a conoscerne la storia.
Il volume principale a L è stato destinato al museo, in cui sono state ricavate cinque sale espositive di cui una galleria alta 15 metri, una galleria civica, tre studi-atelier per artisti e una biblioteca; il volume minore ha avuto il compito di ricordare l’antica funzione di produzione del sakè e poi del sidro di mele: qui è stato allestito un caffè con distilleria a vista, al servizio del museo ma accessibile a tutti.
La riqualificazione è stata condotta rimuovendo parti di intonaco dalle murature per rivelare i mattoni originali di colore rosso. Dove invece non è stato possibile recuperarli, sono stati sostituiti con mattoni nuovi, di colore affine, creando una gradevole sfumatura sulle facciate, senza porre l’accento sulla differenza tra originale e contemporaneo, allo scopo che il tempo ne uniformi la superficie. La riqualificazione delle strutture originali è stata compiuta migliorandone le prestazioni sismiche, per prevenire i danni durante i terremoti su larga scala. I serramenti in metallo sono stati ristrutturati quando risalenti all’epoca della costruzione oppure rimessi nuovi dove necessario. I portali principali sono stati rinforzati con architravi in cemento e quello di accesso al museo, in particolare, è stato ricostruito in cemento con arco ribassato e con imbotte rivestita di nuovi mattoni a trama decorativa. Mantenendo il mattone come materiale identitario, la nuova pavimentazione in laterizio posata nelle sale espositive è stata estesa anche ai percorsi esterni, nobilitando così l’area che circonda la sede museale.
Come omaggio alla storia dell'edificio, sia nel museo che nel caffè è stato realizzata una nuova copertura in titanio dal colore “Cider gold” e con una tecnica di copertura diagonale in grado di far vibrare la tonalità dorata. Così, anche da lontano, questo grande complesso rosso con tetto dorato riesce a esprimere quella funzione di landmark che un museo dovrebbe sempre avere.

Mara Corradi

Architects: Atelier Tsuyoshi Tane Architects
Concept: Tsuyoshi Tane
Project Manager: Haruki Nakayama
Project Architect: Valentino Pagani, Daisuke Maeda, Aoi Akimoto
Team: Kuniyuki Okuyama, Matteo Broggini, Shota Yamamoto, Matteo Lunanova, Hiroki Sato, Yosuke Tsukamoto, Ryosuke Yago
Completion: April 2020
Location: Hirosaki, Aomori, Japan
Area Museum: 3,089.59 sqm, café and shop 497.69 sqm

Museum Building
Project Representative: Starts Corporation Inc.
Museum Management: N&A Inc.
Architect: Atelier Tsuyoshi Tane Architects
Project Management: NTT Facilities Inc. + NTT Facilities Tohoku Inc.
Structure: Obayashi Corporation + Starts Cam
Lighting: Izumi Okayasu Lighting Design
Engineer: P.T.Morimura & Associates, Ltd.
Construction: Starts Cam + Obayashi Corporation+Minami Kensetsu

Cafe & Shop Building
Architect: Atelier Tsuyoshi Tane Architects
Project Management: Strats Cam
Structure: Yasuhirokaneda Structure
Lighting: Izumi Okayasu Lighting Design
Construction: Nishimura-Gumi

Photos by: @ Daici Ano (01-11, 13)


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