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SADAR + VUGA


Biografia

Jurij Sadar si è laureato alla Facoltà di Architettura di Lubiana (1987) e ha lavorato come architetto indipendente fino al 1993. Vanta una lunga carriera didattica presso facoltà e scuole di architettura, con conferenze e simposi a livello internazionale (Tokyo, Melbourne, Pechino, Los Angeles, Monaco).
Dopo la laurea in Architettura a Lubiana, Boštjan Vuga ha studiato alla AA School of Architecture di Londra. Professore associato di architettura alla Facoltà di Architettura di Lubiana, anch'egli ha insegnato in molte accademie, tra cui il Berlage Institute di Rotterdam, l’IAAC di Barcellona, la TU Berlin, la Technischen Universitat Graz, il Politecnico di Milano, la Confluence School of Architecture di Lione.
 
Fortemente convinti del ruolo sociale dell’architettura, nel 1996 Sadar e Vuga fondano a Lubiana lo studio di architettura che porta il loro nome.
Nel clima di rinnovamento conseguente all’indipendenza della Slovenia (1991), questo approccio di responsabilità, in cui forte è la relazione tra architettura e urbanistica, li conduce a realizzare importanti sedi pubbliche, molte delle quali per la loro città, puntando sempre sul benessere e la qualità. Si segnalano in tal senso la sede della Camera di Commercio e dell’Industria (1999), l’area centrale della National Gallery di Lubiana (2001), il complesso sportivo e lo stadio Stozice (2010, progetto e concorso del 1997), il Centro di controllo del traffico aereo a Brnik (2013), la ristrutturazione della hall centrale della Banca di Slovenia (2016).

Significative anche le realizzazioni per complessi residenziali, come gli appartamenti Gradaska sempre a Lubiana. Oltre alla pianificazione urbana e al miglioramento del contesto paesaggistico, lo studio SADAR+VUGA si è concentrato in questi anni anche sugli interventi su strutture esistenti, migliorandone la funzionalità e aprendosi all'interattività.

Rinunciando dichiaratamente a un linguaggio stilistico precostituito e omogeneo, la loro produzione "può essere definita come: intenzionalmente imperfetta e scomoda, robusta e ambigua, intenzionalmente incoerente e contraddittoria, in cui un singolo progetto architettonico può essere descritto allo stesso tempo sia monumentale che informale".

Lo Sports Park Stožice (2010) è un progetto ibrido su 182 mila mq., nato da partnership pubbliche e private con un concorso che SADAR+VUGA si aggiudicano nel 1997. Si tratta di uno stadio con 16 mila posti per gli spettatori, pensato a uso misto sia per il calcio che per l’atletica, con un palazzetto dello sport polivalente e indoor (12 mila) e un grande centro commerciale, coperto dal paesaggio artificiale del parco ricreativo. Questa polifunzionalità travalica quindi l'aspetto prettamente sportivo e porta lo Sports Park Stožice a essere uno dei principali punti focali della vita urbana di Lubiana, attraendo fruitori di interessi e generazioni diverse sia durante il giorno che la sera.

Il Centro Culturale delle tecnologie spaziali europee (KSEVT) a Vitanje (2012, realizzato con altri studi quali Bevk Perović arhitekti, OFIS Architects, Dekleva Gregoric architects) è un edificio caratterizzato da una serie di anelli a incastro che, uno sopra l'altro, creano una struttura a rampa continua. Il design integra due edifici in uno: un centro locale con una sala polivalente circolare, una biblioteca locale e il museo delle tecnologie spaziali con le sue aree espositive e di ricerca. Come in altri progetti di SADAR+VUGA, si tratta di un intervento che integra e amplia le attività culturali e sociali di una struttura precedente (l'ex Centro comunitario di Vitanje, la città slovena che era la casa di famiglia di Herman Potocnik Noordung, pioniere della missilistica e dei viaggi nello spazio).

La ristrutturazione della hall centrale della Banca di Slovenia (2016), un edificio degli anni Venti, è stata progettata dagli architetti nel corso di un laboratorio studentesco presso la Facoltà di Architettura di Lubiana. Prima della ristrutturazione, la hall aveva il carattere di una classica sala di banca monofunzionale, aperta al pubblico e provvista di banchi cassa e una mailroom. Nonostante l'ottima posizione centrale e le notevoli dimensioni, la hall non era comunque in condizioni di ospitare eventi. Con una nuova gestione dello spazio, la complessa ristrutturazione ha reso la hall un ambiente di lavoro più funzionale e interattivo (simile a un living), in grado anche di accogliere gli eventi ufficiali. Al tempo stesso, i progettisti hanno voluto creare uno spazio fortemente identificativo sia per i dipendenti che per l'istituto bancario. Un rinnovamento passato da riposizionamenti, pareti e dall'utilizzo di materiali caldi e morbidi (quali tessuti e legno) e colori blu, verde e dorato abbinati a mobili neutri in tonalità scure opache e riflettenti. La principale caratteristica della lobby è tuttavia l'imponente lampadario in posizione centrale, determinante per creare un'atmosfera solenne adatta agli eventi in programma. Con la sua forma circolare e la materialità d'argento e oro, il lampadario simboleggia una "moneta levitante, realizzata in traliccio di alluminio, rivestita in stagno satinato in due tonalità, sospesa da cavi di acciaio e montata nelle pareti".

Il recente complesso turistico Urania (2017), situato vicino al lungomare di un'oasi mediterranea e al centro turistico Baška Voda, sfrutta le peculiari caratteristiche di una posizione naturale racchiusa tra il mare Adriatico a sud e la montagna Biokovo a nord. Da un lato, l'idea principale del progetto è quella di preservare il maggior numero possibile di alberi di pino, in modo che i futuri ospiti possano godere dell'ombra naturale della pineta. Dall'altro, l'orientamento del complesso turistico verso il mare è dominante: ogni unità abitativa è quindi in grado di godere di una vista unica verso la montagna Biokovo e la pineta. Importanti anche gli ampi spazi esterni, disposti in una serie di "micro ambienti" che si scoprono nella passeggiata lungo il complesso: l'ombra della foresta mediterranea, il mare luminoso e la cascata, il solarium con la vista panoramica, gli ambienti piscina e lo spettacolare foot bar sul lungomare.
 
SADAR+VUGA opere e progetti famosi
 
- Complesso turistico Urania, Baška Voda (Croazia), 2017
- Ristrutturazione della hall centrale della Banca di Slovenia, Lubiana (Slovenia), 2016
- Centro di controllo del traffico aereo, Brnik (Slovenia), 2013
- Stadio e complesso polisportivo Stozice, Lubiana (Slovenia), 2010
- Villa Beli Križ, Portorož (Slovenia), 2009
- Appartamenti Gradaska, Lubiana (Slovenia), 2007
- Casa D, Velenje, (Slovenia), 2006
- Giardino panoramico della Camera di Commercio e Industria, Lubiana (Slovenia), 2005
- Area centrale della National Gallery, Lubiana (Slovenia), 2001
- Mercator Shopping Centre, Nova Gorica (Slovenia), 2001
- Camera di Commercio e Industria della Slovenia, Lubiana (Slovenia), 1999
 
Sito ufficiale
 
www.sadarvuga.com

Intervista

Dopo ben dieci anni, è stato recentemente completato il progetto per lo stadio di calcio e il palazzetto dello sport polifunzionale di Stozice, a Lubiana, in Slovenia. Potrebbe raccontarci come è iniziato tutto?

Bostjan Vuga:
“Nel 1997 è stato indetto un concorso internazionale urbanistico e architettonico per il palazzetto dello sport dell’Università e il parco dello sport di Lubiana. La proposta prevedeva la creazione di uno stadio a uso misto per il calcio e l’atletica, un’arena di atletica indoor polifunzionale e un parco ricreativo nel sito di una cava. Il concorso era organizzato da un consorzio formato dal Ministero dell’Istruzione della Repubblica Slovena e dalla municipalità di Lubiana. Abbiamo costituito un team internazionale con studi di Londra e Lubiana. A Londra abbiamo lavorato con KSS, uno studio di architettura specializzato in impianti sportivi, e con Atelier One, uno studio di ingegneria strutturale e ambientale. A Lubiana abbiamo collaborato con AKKA, uno studio di architettura paesaggistica, oltre che con consulenti sul traffico e altri studi di architettura. Abbiamo svolto un’intensa sessione di lavoro, durata 7 settimane, e ci siamo aggiudicati il concorso. Dopo l’organizzazione di una mostra di tutti i progetti in concorso, sono stati compiuti sforzi più o meno infruttuosi per proseguire con lo sviluppo del progetto. È diventato presto evidente che occorreva grande ambizione da parte del cliente, la città di Lubiana, per far avanzare il progetto, un’ambizione che all’epoca mancava. Come risultato, il progetto è rimasto quindi letteralmente ibernato per 10 anni.”


Quali sono stati i motivi di questa “ibernazione” del progetto?

Bostjan Vuga:
“Il complesso del Parco dello Sport è un progetto di grande portata, specialmente nel contesto di Lubiana, una città europea di medie dimensioni. Per il suo sviluppo e la sua realizzazione occorrevano la volontà e l’ambizione del governo cittadino e questo è avvenuto nel 2006, quando è stato eletto l’attuale sindaco. Il Parco dello Sport, con il palasport polifunzionale e lo stadio di calcio è stato il principale progetto che il nuovo sindaco ha promesso di realizzare (costruire) entro i quattro anni del suo mandato: ha mantenuto la promessa fatta alla città e lo scorso ottobre è stato rieletto. In un certo qual modo è diventato il suo progetto e il progetto di tutti: dal team di progettazione agli appaltatori, tutti hanno lavorato con più o meno entusiasmo alla realizzazione di quest’opera. Prima dell’elezione dell’attuale sindaco, il governo cittadino non aveva l’energia necessaria a portare avanti questa iniziativa e, in un certo senso, questo aggiunge al progetto una connotazione politica.”


Il processo di progettazione per il parco dello sport è stato piuttosto lungo. Come è cambiato nel tempo il vostro progetto? Quali modifiche si è reso necessario apportare all’idea originaria?

Bostjan Vuga:
“Abbiamo elaborato fondamentalmente tre diversi progetti: uno per il concorso, un progetto masterplan con un palazzetto dello sport e uno stadio di calcio con un grande centro commerciale e un parco pubblico sul tetto, e infine il terzo, la versione realizzata, con uno stadio infossato e un’arena per il basket. Seguendo i cambiamenti apportati alle tre versioni, si può osservare la continuità dei principali concetti architettonici e urbanistici: i volumi molto compatti, lo sviluppo verticale sezionale e grandi aree aperte non costruite; questi sono i punti di partenza che abbiamo seguito dalle prime fasi di progetto fino alla realizzazione finale. Questi concetti nascono da una lettura precisa e attenta del contesto circostante. Soluzioni formali molto diverse sono il risultato di una costante modifica della direttiva di progetto e dei suoi requisiti. In conclusione, direi che il progetto è stato una straordinaria esperienza per noi. Non solo perché abbiamo dovuto progettarlo e costruirlo in tempi brevissimi (17 mesi dall’inizio del progetto all’inaugurazione), ma anche perché abbiamo dovuto essere estremamente decisi per non abbandonare i concetti iniziali e le reazioni cercando al contempo di soddisfare le continue modifiche delle direttive, durante la gestione del progetto e sul cantiere. Un ottimo esercizio!”

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Potrebbe descrivere brevemente le caratteristiche salienti del progetto dello stadio e del palazzetto dello sport?

Bostjan Vuga:
“Lo stadio è una struttura in calcestruzzo con una grande e massiccia copertura in acciaio. Poiché si tratta di una struttura meno importante e più piccola del palasport polifunzionale, abbiamo deciso di “affondarlo” nella soletta del parco dello sport, rendendolo quasi un progetto di interni. Volevamo che la copertura si presentasse pesante e massiccia, con una brama di bianco quasi astratta, perché questo aumenta l’impressione che lo stadio lascia al visitatore, indirizzando la sua attenzione alle attività che si svolgono sul campo. Uno stadio nazionale apposito per eventi su larga scala ha il carattere di uno spazio pubblico. Dall’esterno dell’area sembra un cratere nel parco ma visto da vicino lo stadio si rivela come una costruzione aperta, la cui principale caratteristica è la pesante copertura parziale con una griglia di 4x4 m e il motivo pixelato delle tribune del pubblico. Sul lato occidentale dello stadio si trovano le tribune VIP e i locali per i media. L’edificio prosegue nelle costruzioni sotterranee con i servizi necessari per i giocatori e gli addetti.
Il palazzetto dello sport polifunzionale,invece, è in tutto e per tutto una grande arena, quindi l’abbiamo posizionato sopra la soletta del parco dello sport, per farne l’immagine iconica dell’intero complesso. Si trova sull’angolo nord-occidentale dell’area e domina l’intero parco con gli ‘occhi’ arcuati della sua facciata ondulata e smerlata. L’arena non è un contenitore completamente chiuso ma si apre sul parco e sulla città attraverso le aperture del piano terra e le finestre del primo e secondo piano. È un edificio compatto e organizzato simmetricamente con una copertura bombata che trasmette una sensazione di leggerezza e ariosità. Gli elementi strutturali in acciaio della copertura ricordano un fine tessuto di pizzo che sostiene senza sforzo apparente le sue grandi dimensioni. La forma ovale dell’edificio garantisce la massima compattezza dello spazio interno e consente agli spettatori di avvicinarsi il più possibile al cuore dell’azione che si svolge sul campo.”

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Che influenza ritiene avrà questo progetto su Lubiana?

Bostjan Vuga:
“Il parco dello sport Sto�ice è un progetto grandioso per la città di Lubiana. Grazie alle sue dimensioni, alla sua posizione unica tra il confine esterno della città e all’interno dell’anello autostradale e la sua destinazione come centro sportivo, centro di shopping e spazio per il tempo libero, il progetto ha le potenzialità per diventare un catalizzatore e il generatore di un nuovo tipo di aggregazione urbana nella città. Il palazzo dello sport e lo stadio hanno rilevanza nazionale, sono infatti le più grandi strutture sportive della Slovenia. Infine il progetto è altamente sostenibile, una sostenibilità che non deriva solo dal fatto che recupera una cava abbandonata nel contesto cittadino ma, con le sue attività, che si svolgono per 20 ore al giorno, 7 giorni la settimana, esercita anche un effetto rivitalizzante.”

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A quale progetto sta lavorando attualmente SADAR + VUGA? Potrebbe parlarci un po’ della vostra attività corrente?

Bostjan Vuga:
"Il Palazzetto dello Sport Portoval, a Novo mesto è un altro progetto a cui stiamo attualmente lavorando. L’arena da 5.000 posti verrà realizzata entro la metà del 2013, quando la Slovenia sarà sede del Campionato Eurobasket. L’arena è una moderna struttura polifunzionale in grado di ospitare eventi sportivi e culturali di alto livello. Organizzata su tre livelli opera in sinergia con lo stadio esistente.
Il centro culturale MAKS, attualmente in fase di costruzione, sarà il punto nodale degli eventi collegati al programma per Maribor 2012 – Capitale Europea della Cultura. Essendo un nuovo centro culturale, è sede di un teatro polifunzionale e della galleria d’arte cittadina. L’edificio del MAKS sorge sulla riva destra, la cosiddetta riva sbagliata, del fiume Drava, a Maribor, nell’area di un ex stabilimento tessile e filanda. La Città di Maribor ci ha commissionato una proposta per un centro di arte contemporanea con due sale teatrali; nel corso dello sviluppo del progetto, uno dei teatri è stato sostituito da un’area per la Galleria d’Arte di Maribor (UGM). Accanto all’edificio esistono moltissimi spazi post industriali ancora inutilizzati. Abbiamo integrato l’edificio nel contesto post industriale utilizzando materiali di base (ad esempio l’acciaio Corten) e dettagli grezzi. Poiché l’edificio dovrà essere pronto in un anno, nello sviluppo del progetto e dei dettagli abbiamo anche tenuto conto dei ridotti tempi di costruzione.
Un altro progetto è l’Hotel Krojaska, a Lubiana: lo scopo era convertire due edifici residenziali e a uso misto nel centro di Lubiana, in via Krojaška, in un hotel "di design/boutique". Gli edifici si trovano nella parte storica di Lubiana, sulla riva del fiume Ljubljanica e, quindi, la prospettiva generale è stata protetta. Il progetto è un esempio di come sia possibile rispettare l’architettura storica del contesto aggiungendo al contempo novità e freschezza al panorama cittadino."

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