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Oscar Niemeyer


Biografia

Artefice dei principali edifici istituzionali di Brasilia, Oscar Niemeyer (1907-2012) si colloca tra le figure di riferimento dell’architettura del ‘900 in America Latina e non solo.
Nel 1930 inizia a studiare all’Escola Nacional de Belas Artes, presso l'Università Federale di Rio de Janeiro, seguendo gli innovativi insegnamenti del direttore Lucio Costa, e arricchisce la sua formazione studiando l’architettura coloniale e il barocco sudamericano, ma soprattutto gli scritti di Le Corbusier, vera fonte di ispirazione.

Si laurea come ingegnere e architetto nel 1934 e nel 1936 apre la propria attività indipendente.
Nel 1931, ancora studente, entra nello studio di Lucio Costa come disegnatore.
Architetto, pioniere dell'architettura moderna in Brasile e tra i firmatari del manifesto dell'architettura nazionale nel 1925, Lucio Costa guida il giovane Niemeyer e un gruppo di altri architetti mettendoli in contatto diretto con Le Corbusier, quando a quest'ultimo viene affidata la consulenza per il progetto del MES, il Ministero dell’Educazione e della Sanità di Rio (1936).

Niemeyer ha così modo di apprendere le metodologie del maestro del Movimento Moderno, tanto che il suo progetto del MES viene scelto da Costa per la costruzione (1936-1943).
Dopo un'altra collaborazione con Le Corbusier per la realizzazione di un giardino d'infanzia a Rio (1937), Niemeyer nel 1938 progetta la casa del poeta brasiliano Oswald de Andrade e l'anno successivo assume il comando del team di architetti (tra cui Lucio Costa e con Le Corbusier come consulente) "responsabile per il ministero che assunse il compito di modellare il novo homem, Brasileiro e moderno (nuovo uomo, brasiliano e moderno)".

Importante l’esordio sulla scena internazionale con il Padiglione Brasiliano alla Fiera di New York (1938), assieme a Costa e a Paul Lester Wiener. Il padiglione adottava, a detta di Costa, "un linguaggio di grazia ed eleganza, luminosità e fluidità spaziale, piani aperti, curve e muri liberi, nei quali il termine “Ionic” contrasta con il rigido stile dell'architettura modernista, denominato "Doric". Impressionato dall'esecuzione di questo progetto, il sindaco Fiorello La Guardia onorò Niemeyer con le chiavi della città di New York" (it.wikipedia).
Si segnalano tra le prime opere indipendenti il Grand Hotel di Ouro Preto (1940), dove elementi moderni si fondono con leggerezza a quelli tradizionali.
Su incarico governativo, nel 1940 organizza l'esposizione dell'industria brasiliana a Buenos Aires.

Ma è soprattutto con gli edifici dell’area suburbana di Pampulha, che comincia a definirsi il suo libero linguaggio fatto di “superfici curve, belle sensuali, capaci di suscitare emozioni diverse”, che lo espone anche ad alcune critiche per la forte presenza di elementi barocchi.
Si tratta tuttavia di opere dalla "straordinaria varietà formale, con soluzioni che vanno da blocchi strettamente rettangolari ad ardite volte paraboliche" (Treccani).
A Niemeyer si deve indiscutibilmente la formazione delle linee guida dell’architettura brasiliana moderna; leggerezza e semplicità, forte presenza di decori e simbolismi, il tutto all’insegna della monumentalità.

I molti incarichi governativi per conto del Novacap, in previsione della pianificazione della nuova capitale Brasilia (1956-1960) vedono Niemeyer come architetto principale.
Tra le opere dell’enorme piano urbanistico: il Palazzo Presidenziale, la Piazza dei Tre Poteri, il Museo Civico, le sedi di 11 Ministeri e la Cattedrale oltre a 500 case popolari.
Tornato a Rio dopo l’inaugurazione di Brasilia (1960), ha continuato il suo percorso progettuale con un’evidente impronta personale, energica e al contempo equilibrata, lontana da un funzionalismo esasperato: ne sono esempi il complesso Universitario di Costantina in Algeria (1968); il Centro della Cultura di Le Havre (1982) e dell’America Latina a San Paolo (1992); i musei d’Arte Contemporanea di Niteroi a Rio (1996) e dell’Arte Plastica a Curitiba (2003), il maggiore del Sud America.

Si segnala una riflessione del progettista in merito alla sua poetica: "Ho sempre accettato e rispettato tutte le altre scuole di architettura: dal freddo e le strutture elementari di Mies van der Rohe all'immaginazione e al delirio di Gaudi. Devo progettare ciò che mi fa piacere in modo naturale legato alle mie radici e al paese della mia origine".
Continua Niemeyer: "La mia architettura ha seguito i vecchi esempi: la bellezza che prevale sui limiti della logica costruttiva. Il mio lavoro procedeva, indifferente alle inevitabili critiche mosse da chi si prende la briga di esaminare i minimi dettagli (...) Basti pensare a Le Corbusier che mi diceva una volta mentre ero sulla rampa del Congresso: "Qui c'è l'invenzione".

Moltissimi i riconoscimenti internazionali, tra cui il Premio Pritzker (1988), il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia (1996) e la Gold Metal del Royal Institute of British Architects (1998), l’UNESCO alla Cultura (2001).
 
Oscar Niemeyer opere e progetti famosi
 
- Novo Museu (Museu Oscar Niemeyer), Curitiba, Paranà (Brasile) 2003
- Museo d’Arte Contemporanea, Niteroi, Rio de Janeiro (Brasile), 1996
- Centro Culturale dell’America Latina, San Paolo (Brasile), 1992
- Museo di Antropologia, Belo Horizonte (Brasile), 1978
- Ministero della Difesa, Brasilia (Brasile), 1972
- Centro della Cultura, Le Havre (Francia), 1972
- Ministero della Giustizia, Brasilia (Brasile), 1970
- Università, Costantina (Algeria), 1968
- Palazzo Tribunale Federale, Brasilia (Brasile), 1960
- Palazzo Presidenziale (Palácio do Planalto); Palazzo del Congresso, Brasilia (Brasile), 1960
- Piazza dei Tre Poteri; Museo Civico; 11 Ministeri; Cattedrale (1958-1960)
- Chiesa Nostra Signora di Fatima, Brasilia (Brasile), 1960
- 500 abitazioni popolari, Brasilia (Brasile), 1957
- Museo, Caracas (Venezuela), 1955
- Casa Niemeyer, Canoas, Rio de Janeiro (Brasile), 1954
- Fabbrica Duchen, San Paolo (Brasile), 1950
- Complesso di Pampulha, Belo Horizonte (1940-1942)
- Grand Hotel, Ouro Preto, Minas Gerais (Brasile), (1940)
- Padiglione Brasiliano alla Fiera Internazionale, New York (USA), 1938
- Progetto del Ministero dell’Educazione e della Sanità, Rio de Janeiro (Brasile), 1936

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