12-05-2021

Neri&Hu: Schindler City, uffici Schindler a Jiading, Shanghai

Neri&Hu,

Dirk Weiblen, Annika Feuss,

Shanghai,

Uffici,

Schindler City, quartier generale e centro ricerche del gruppo Schindler a Shanghai è concepita come una cittadella della produzione. All’interno di Jiading, quartiere industriale in crescita a nord di Shanghai, Neri & Hu progettano giardini e piazze all’interno di una cinta muraria di mattoni riciclati.



Neri&Hu: Schindler City, uffici Schindler a Jiading, Shanghai

Schindler City non è una vera località geografica, ma potrebbe esserlo nella concezione di Lyndon Neri e Rossana Hu, gli archiettti che hanno vinto il concorso di progettazione bandito dal gruppo Schindler per un nuovo complesso di uffici nei pressi di Shanghai.
L’azienda di origini svizzere, dopo anni di espansione è oggi una multinazionale che produce ascensori e scale mobili in tutto il mondo. Nel grande impianto produttivo situato nell’area di Jiading, a nord di Shanghai, il gruppo sente la necessità di una nuova sede dirigenziale, con 600 postazioni operative e un centro di ricerca. L’obiettivo è però riuscire a costruire uno spazio identitario che emerga nel contesto industriale.
L’intervento di Neri & Hu prevede la realizzazione di un complesso per uffici di oltre 30.000 metri quadrati, che si inserisce nel masterplan aziendale per nuovi magazzini e strutture produttive. Jiading è una zona industriale in ampliamento, con un reticolo di strade di connessione tra grandi blocchi di stabilimenti. Il concetto di cittadella della produzione, di articolazione di elementi architettonici, funzionali ma anche sociali, è il punto di partenza dei progettisti. Essi si concentrano sull’idea di superare il senso di isolamento prodotto dalla griglia di fabbriche di nuova costruzione, spesso anonime, accessibili solo con i veicoli, razionalmente prive di qualsiasi interrelazione.
Lo sviluppo architettonico della Schindler City avviene integrando elementi paesaggistici e spazi pubblici in tutta una nuova area di uffici. Affacciato sulla strada pubblica che separa i due blocchi di stabilimenti produttivi del masterplan, il quartier generale diventa fulcro di attenzione, luogo di collegamento invece di essere volume divisorio, spazio in cui si concentrano le relazioni esterne ed interne all’azienda.
Nella riflessione di Lyndon Neri e Rossana Hu, la disposizione a blocchi verticali per uffici, tipica dei grandi agglomerati urbani, doveva incontrare la città e del suo immaginario, fatto di emergenze visive ma anche di piazze, di giardini, si spazi di incontro informale. L’elemento unificatore di tutto torna ad essere, come in diverse architetture di Neri & Hu, il podio di mattoni, un’unica grande cinta muraria di laterizi grigi, con differenti trame di posa, proprio come le mura di una città antica. Questa cintura comprende l’area funzionale degli uffici, della torre dove si effettuano i test sugli ascensori e del reparto di R&D, allineati lungo la strada e posti al centro tra i due stabilimenti produttivi.
Il basamento in mattoni grigi è un elemento di ricucitura sociale ricorrente nel linguaggio del duo di progettisti, per contrastare la tendenza all’isolamento che essi vedono come pericolosa difficoltà del nostro tempo. È stato utilizzato per esempio nel progetto del Tsingpu Yangzhou Retreat, hotel e centro culturale, dove i ruderi di abitazioni che un tempo furono di contadini e pescatori sono stati recuperati e circoscritti all’interno di una cinta muraria in grado di generare un’unità superiore. O ancora nel sistema di percorsi di accesso alla Suzhou Chapel di Shanghai, una sorta di podio anche quest’ultimo, dove le persone si ritrovano a camminare per accedere insieme allo spazio religioso.
Il mattone grigio, un materiale molto usato in Cina nel settore delle costruzioni, recuperato da precedenti edificazioni in loco, è poi una costante legata da un lato a una sensibilità ecologica e dall’altro alla necessità di mantenere vivo il legame con il passato, con l’edificazione storica e anche con una particolare estetica. Il fatto stesso della scelta di posa, irregolare, diversa per settori, fa pensare infatti ad una stratificazione dovuta al tempo e alle trasformazioni. Per queste ragioni Schindler City risulta familiare, riuscendo ad essere luogo, centro di aggregazione, proprio dove regna invece l’anonimato edilizio.
Oltre le mura di laterizio emergono tre torri identiche di uffici, una quarta torre, molto più alta che ospita la zona dei test degli ascensori, e un ultimo volume allineato per il settore Ricerca e Sviluppo. A quota di terra invece sono allocati la mensa per 600 impiegati, l’auditorium con 200 poltrone, una serie di caffè per i dipendenti, oltre 7000 metri quadrati di giardini a collegamento tra le varie funzioni, con una serie di percorsi pedonali.
Il mattone grigio che forma il maestoso basamento entra in contrasto con le facciate di vetro e metallo dei volumi svettanti. Gli uffici offrono un’immagine di modernità e minimalismo, un sottile riferimento voluto dai progettisti al background svizzero del gruppo Schindler.
Il quartier generale della multinazionale ha ottenuto la certificazione LEED Gold grazie a una serie di scelte. Come già accennato le nuove facciate sono state realizzate con oltre due milioni di mattoni riciclati raccolti da vecchi edifici cinesi. La costruzione è stata dotata di un sistema GES Ground Energy System di ultima generazione che nella stagione calda produce acqua fredda per il raffrescamento, mentre in inverno fornisce acqua calda. Il sistema HVAC è integrato con il sistema di raffreddamento per ottenere un notevole risparmio energetico (> 25%) rispetto ai sistemi HVAC convenzionali. Le acque reflue vengono recuperate per la cura dei giardini.

Mara Corradi

Architects (Partners-in-charge): Lyndon Neri, Rossana Hu
Senior associate-in-charge: Nellie Yang
Associate: Lina Lee
Design team: Begona Sebastian, Herman Mao, Jinlin Zheng, Davide Signorato, Evan Chen, Kelvin Huang
Location: Shanghai
Date: 2016
Client: Schindler Group
Gross Area: 30,000 sqm
Special Features:
Textured Brick Walls, Landscape Courtyards, Atriums, Layered Glass Façade, Roof Garden, Moving Walk Tunnel
Materials:
Recycled Gray Brick, Exposed Aggregate Concrete, White Plaster, Fritted Glass, Black Metal
Photos by: Annika Feuss (01, 04-08), Dirk Weiblen (09-11)
Sketches by: Lyndon Neri


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