04-10-2019

LEFT Architects: Out-to-Out House a Faqra, Libano

LEFT Architects,

Bahaa Ghoussainy,

Faqra, Lebanon,

Ville,

Il detto libanese “la mattina puoi sciare e il pomeriggio fare il bagno al mare” sintetizza l’ispirazione progettuale della Out-to-Out House di Ziad Jamaleddine e Makram El Kadi (LEFT Architects) a Faqra, sulle montagne del Libano.



LEFT Architects: Out-to-Out House a Faqra, Libano

Ziad Jamaleddine e Makram El Kadi di LEFT Architects ricevono l’incarico di progettare una villa nella località libanese di Faqra. La Out-to-out house è un’abitazione unifamiliare per vacanze che si inserisce nel singolare insediamento residenziale di Faqra, una località sciistica privata sul Monte Libano, che ha le caratteristiche di un resort diffuso.
Fondatori di LEFT Architects, Ziad Jamaleddine e Makram El Kadi sono entrambi libanesi di origine. Laureati alla prestigiosa American University of Beirut, il loro destino si incrocia allo studio di Steven Holl, con cui collaborano nel corso di alcuni anni per grandi progetti internazionali, come la costruzione di Beirut Marina nel Downtown della capitale. Nel 2005 fondano LEFT a New York, ma i loro interessi restano sempre legati al Libano, dove a Beirut aprono una seconda sede. Chiamati a partecipare all’ultima Triennale Internazionale, dal titolo Broken Nature, nel padiglione libanese essi ricostruiscono una sorta di genealogia dell’albero di cedro, simbolo mercificato e banalizzato del Libano, giungendo fino alle motivazioni storiche del processo di desertificazione che coinvolge la Biosfera Shouf, la più grande riserva di cedri del Libano.
Il legame tra architettura e territorio, che essi esprimono nella profonda analisi del contesto socio-politico ed economico del proprio paese di origine, si traduce in attenzione alla specificità del sito nei progetti abitativi minori, come quello che viene chiamato Out-to-out house a Faqra.
Faqra è una località turistica privata, nota per le piste da sci, accessibili però solamente a chi è residente o alloggia nella zona ed ai soci dei club sciistici che le posseggono. Per questa ragione la zona è principalmente abitata d’inverno con la neve. Un’abitazione che sorga qui e che abbia l’ambizione di essere una casa per vacanze utilizzabile durante tutto l’anno ha spinto LEFT a un’analisi delle variazioni climatiche locali, per comprendere come strutturare il programma abitativo funzionale e quali orientamenti privilegiare nel disegno della pianta.
Un noto detto sostiene che il Libano è l’unico paese al mondo in cui alla mattina si può sciare e al pomeriggio fare il bagno al mare. Il suo senso si rintraccia nel fatto che i comprensori sciistici più alti sul Monte Libano si trovano alla distanza di circa un’ora dalla costa. Ridimensionando questa esperienza alla scala domestica, Ziad Jamaleddine e Makram El Kadi strutturano il volume abitativo intorno a una percorso circolare, che dall’ingresso attraversa gli interni e il tetto per tornare all’esterno, e che espone alla condizione climatica più favorevole la zona della casa più funzionalmente sfruttabile.
I tre livelli, quello del giardino che la circonda con la piscina e le camere da letto, quello della zona giorno al primo e quello del tetto, sono uniti da una circolazione ad anello che dalla scala d’ingresso esterna a nord-est sale internamente al tetto senza accedere al soggiorno, riscende con una scala a chiocciola al patio nel piano giorno e quindi alla terrazza coperta del giardino all’esterno.
Una dinamica chiusa in se stessa che apre lo sguardo a una prospettiva a tutto tondo, che sembra far eco alla curva a gomito, all’interno della quale il terreno si trova. In verità il progetto sfrutta la condizione presente per leggere la casa secondo un moto stagionale: il cammino nasce a est, dove la grande scalinata esterna accoglie il sole mite della primavera; continua verso la terrazza sul tetto, sfruttabile al meglio in autunno quando l’irraggiamento tiepido è più gradevole. In inverno, quando la neve cade abbondante, la famiglia si riunisce all’interno al primo piano, dove il soggiorno con ampia vetrata può godere del sole da sud e dove un patio protetto ripara la vegetazione. Infine in estate si scende al piano del giardino, dove si può godere il fresco sotto l’ampia terrazza coperta sotto il piano primo o nella piscina a sud. Dalla vista delle montagne sul tetto fino al bagno in piscina, questa casa racchiude in se stessa l’esperienza naturalistica del Libano, sembrano lasciar intendere i progettisti di LEFT.
Impostata la pianta con una forma a boomerang, lo spazio concavo a sud è permeabile perchè presenta un‘ampia superficie vetrata al primo piano, favorendo il dialogo di sguardi con la piscina al giardino e con la valle circostante. Lo spazio convesso invece ha uno sfondo muto: la superficie cementizia che costituisce la struttura della casa è interrotta qui da finestre che solo parzialmente ne interrompono l’andamento. Essa è il confine della casa, mentre non esiste una vera recinzione di proprietà.
Questa è l’unica gerarchia stabilita tra le parti dell’edificio, a cui anche gli interni obbediscono. Verso la corte sud sono rivolte le camere del piano terra e gli spazi del grande ambiente giorno al piano primo: seguono la curva in pianta anche gli arredi, come il tavolo da pranzo e il divano, che sono disegnati su misura. E continuando lungo il percorso circolare si sale dal patio al tetto, che non è semplicemente una copertura, ma un altro spazio orientato verso la corte, appositamente creato per le feste che sono tornate di gran moda tra i possidenti libanesi.
La varietà degli spazi abitativi e delle prospettive così creati valorizza la casa anche nelle stagioni più calde. Si può azzardare un confronto con l’architettura spontanea del Monte Libano, costruita in blocchi di calcestruzzo con ampio sfruttamento delle verande e delle terrazze sul tetto, grazie a inattesi percorsi scoperti, scale e rampe. Un’architettura discontinua, spesso incompleta, ma costantemente in connessione con la natura che la circonda.

Mara Corradi

Architects: L.E.FT Architects (Makram el Kadi, Ziad Jamaleddine)
Team: Daniel Colvard, Ana Conchan, Valeria Fervorari, Mahdi Sabbagh, Karine Yassine
Landscape Architecture: Frederic Francis Landscape Architecture
Structural & MEP Engineers: BTUTP
Contractor: CPM Contracting
Client: private
Location: Faqra, Lebanon
Start of work: 2013
Completion of work: 2016
Structure in concrete
Total floor area: 500 sqm
Photography: © Bahaa Ghoussainy


http://www.leftish.net/


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