08-03-2019

H&P Architects e AgriNesture in Vietnam

H&P Architects,

Nguyen Tien Thanh,

Mao Khe Town, Vietnam,

Housing,

AgriNesture di H&P Architects è il progetto che crea abitazioni a basso costo e facilmente ripetibili con innesto di pratiche agricole. A Mao Khe Town in Vietman, H&P Architects ha sperimentato la casa AgriNesture come soluzione per la domanda di alloggi combinata alla perdita di terreni coltivati.



H&P Architects e AgriNesture in Vietnam

Un’interessante ricerca progettuale quella che unisce il concetto del “fare il nido” e del radicamento con quello di coltivare la terra, elaborato dallo studio vietnamita H&P Architects in ragione delle esigenze più stringenti del proprio paese. Chiamata con il nome di “AgriNesture”, questa pratica architettonica sviluppata e testata da H&P Architects a Mao Khe Town, nella provincia QuangNinh in Vietnam, punta l’attenzione sullo sviluppo artificiale e progettato di un ambiente naturale, impiegando materiali immediatamente disponibili.
Floornature è per sua missione particolarmente attento alla sostenibilità ambientale e spesso ha seguito gli sviluppi edilizi in territori in difficoltà dal punto di vista dei cambiamenti climatici e delle conseguenti modificazioni urbane. Uno di questi è il Vietnam la cui difficile condizione si legge attraverso progetti architettonici di rinnovamento pensati per far fronte a massicce migrazioni e a epocali trasformazioni ambientali. Nel 2016 abbiamo pubblicato il reportage di Lorenzo Ceva Valla, fotografo e regista milanese, che restituisce il peso visivo della presenza umana quando diventa folla in metropoli come Ho Chi Minh e Hanoi. Per questo risultano così importanti gli esiti delle ricerche e delle proposte di studi come Vo Trong Nghia o Tropical Space, realtà formatesi nel paese di cui vivono costantemente l’evoluzione e il disagio.
H & P Architects è uno studio giovane, fondato da Doan Thanh Ha e Tran Ngoc Phuong, che si sono conosciuti studiando alla Ha Noi Architecture University. Dopo la laurea nel 2002 hanno condotto la loro professione fin da subito con l’obiettivo di lavorare tenendo conto dei risvolti sociali dell’architettura e che ha affrontato progetti localizzati in territori svantaggiati, dominati dalla povertà, coniando lo slogan “Architects for poor”. La loro sperimentazione ha portato alla definizione di concetti legati dall’idea di necessità, come spazio necessario (lo spazio minimo per vivere bene), materiali necessari (l’impiego di materiali a basso costo, riciclati e disponibili localmente), tecnologie necessarie (appropriate in contesti difficili, come l’artigianato o metodi tradizionali di costruzione, uniti ad una conoscenza dell’attualità per migliorarne le prestazioni e ad un approccio partecipativo per favorire la diffusione di una coscienza critica e del senso di responsabilità verso la comunità).
Questa riflessione deriva dalla lunga osservazione dei fenomeni antropologici che il Vietnam sta vivendo. Sono gli stessi progettisti a rilevare che il 70% della popolazione del paese vive principalmente di agricoltura in aree rurali. Tuttavia, negli ultimi vent’anni la rapida industrializzazione e urbanizzazione ha comportato la perdita di milioni di ettari di terreni agricoli, lasciando quasi tre milioni di lavoratori disoccupati. La popolazione del paese è aumentata di oltre 15 milioni di individui, con considerevole incremento della domanda di alloggi. Massicce ondate di costruzioni hanno convertito intere aree un tempo rurali, generando fenomeni di vulnerabilità nelle comunità in trasformazione. La relazione tra uomo e natura ha suscitato grande preoccupazione in ragione delle gravi calamità naturali che spesso colpiscono queste zone, come le inondazioni.
In che modo far fronte al bisogno di abitazioni che accolgano nuove generazioni in migrazione dalla campagna alla città senza snaturare il rapporto con la terra e la coltivazione, tradizionalmente parte di questo paese? Il progetto di AgriNesture è un modello di casa minimo per insediamenti urbani ma in grado di promuovere l’agricoltura. La metafora del nido appunto perché è idealmente a metà tra uno spazio abitativo e un ambiente coltivato.
Lo standard prevede la creazione di una struttura molto economica di pilastri e solai in cemento armato sollevata da terra di circa 45 cm, oppure di 120 centimetri per edificazione in zone alluvionate. Della forma pressoché cubica su due piani, questo modello prevede tamponamenti di tre tipi a seconda della localizzazione geografica: muri di terra battuta dello spessore di 30 cm, oppure doppia pelle in mattoni di 30 cm complessivi, oppure tamponamento in mattoni di soli 10 cm, a cui sovrapporre una griglia metallica su cui far crescere un rampicante come la vite. Come ulteriore ampliamento, è possibile chiudere i vuoti aperti tra i piani e sopraelevare di un livello la costruzione, prolungandone la struttura cementizia alla sommità della quale realizzare una copertura verde e coltivata per il sostentamento della famiglia. Grazie alle metodologie di costruzione semplici, economiche e appartenenti alla tradizione, sono gli stessi abitanti ad essere stimolati ad evolvere le loro abitazioni, trovando di volta in volta le metodologie più consone al luogo e alle risorse disponibili nella fase di ultimazione e finitura della casa. Il coinvolgimento di altri individui genera altresì un tessuto lavorativo efficace.
La ripetizione di tale modulo abitativo - ma sfruttabile anche come centro sociale, casa della salute, scuola, ecc… - con disposizione a grappolo, genera poi spazi interstiziali condivisi in cui costruire nuove relazioni.

Mara Corradi

Architect: H&P Architects
Location: Mao Khe Town, QuangNinh Province, Vietnam
Design team: Doan Thanh Ha, Tran Ngoc Phuong, Nguyen Hai Hue, Trinh Thi Thanh Huyen, Nguyen Duc Anh, Ho Manh Cuong.
Construction area: 49 mq
Total floor area: 75 mq
Completed: January 2018
Photographer: © Nguyen TienThanh

www.hpa.vn


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