08-03-2023

Anni Cinquanta a Madrid: l’incontro tra design e ceramica

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Ceramica,

Design, Antonella Galli,

Una mostra allestita per il Madrid Design Festival, ora in corso, mette a fuoco un periodo fino a oggi misconosciuto della creatività spagnola tra gli anni Cinquanta e la fine dei Sessanta, quando un manipolo di progettisti decise di importare le forme della modernità in una nazione ancorata al passato. Per farlo si servì della ceramica.



Anni Cinquanta a Madrid: l’incontro tra design e ceramica

Tra le numerose iniziative del Madrid Design Festival MDF23 c’è un’interessante mostra di ricerca storica, ‘Madrid, alfar de modernidad. Cerámica y diseño a mediados del siglo XX’, allestita al Fernán Gómez Centro Cultural de la Villa, grande spazio per le arti deputato ad accogliere le mostre principali della manifestazione da febbraio ad aprile. Se pur meno d’impatto rispetto alle altre, come la mostra collettiva ‘Madre Natura’, o quella dedicata alla città ospite Siviglia (‘Sevilla. Sombra iluminada’), la mostra ‘Madrid, alfar del modernidad’ si rivela un piccolo gioiello poiché porta alla luce un tema del tutto inedito: l’arrivo in Spagna dei princìpi della modernità grazie all’iniziativa di un piccolo gruppo di designer e architetti, che provarono a svecchiare, tra gli anni Cinquanta e la fine dei Sessanta, la polverosa e antiquata estetica nazionale. Per cogliere questo obiettivo senza cadere nelle strette maglie del franchismo, si rivolsero all’ambito della ceramica artigianale, contaminandola con il design. La mostra riunisce un nutrito nucleo di ceramiche, ma anche arredi, tappeti, poltrone, lampade, opere grafiche e sculture firmate da quegli stessi protagonisti che tentarono l’impresa. Tra gli iniziatori vi furono José Luis Sánchez, Jacqueline Canivet, Arcadio Blasco, Luis M. Feduchi, Javier Carvajal, Paco Muñoz, a cui si unirono progettisti come Antonio Fernández Alba, Miguel Fisac, Javier Feduchi, Luis Feito, José María de Labra, Carmen Perujo, Antonio Salvador Orodea, tra gli altri.

Il titolo della mostra, curata da Pedro Feduchi e Pedro Raula, già individua il cuore pulsante di quel movimento: alfar, infatti, in spagnolo è il laboratorio del ceramista. In quegli anni Madrid sperimentò i tratti della modernità proprio nei laboratori di ceramica, luoghi di scambio e sperimentazione, come racconta Pedro Raula: “A Madrid negli anni Cinquanta si fece strada un movimento che cercava di mettersi al passo con la modernità a partire da artigianato e design. In mostra vi sono pezzi in ceramica come anche arredi, lampade e dipinti creati dagli artisti che si sono avvicinati a questo movimento. Questi elementi hanno una forte visione decorativa e industriale.” A quell’epoca l’accademismo imponeva una netta separazione tra le discipline progettuali, le arti decorative e l’artigianato. Quello che quei giovani progettisti impararono all’estero, soprattutto a Parigi, era la commistione delle discipline, che li avvicinò al mondo della ceramica e alla possibilità di sperimentare con forme e tecniche, smalti e decori. Una volta tornati in patria, spinti da Luis M. Feduchi, svecchiarono la produzione ceramica, che allora riproduceva stancamente i modelli tradizionali, con una sperimentazione sugli oggetti di uso domestico, dalle tazze ai vasi, dalle brocche ai servizi da te, a cui applicarono i principi moderni e, soprattutto, i metodi del design.

Sempre a Madrid, nel 1958 Luis M. Feduchi fondò SEDI (Sociedad de Estudios para el Diseño Industrial) per dare una base di sviluppo al design industriale in Spagna. La sperimentazione proseguì, coinvolgendo anche alcune donne progettiste, rarissime all’epoca fino a quando, nel 1964, i lavori del gruppo furono inclusi nel Padiglione Spagnolo all’esposizione universale di New York. Si tentò, in seguito, un’evoluzione commerciale della produzione, che non trovò molta fortuna, lontano com’era dal gusto corrente al tempo, per lo più rivolto a stilemi tradizionalisti.

Ma il seme era gettato e sono in molti ora a scorgere, in quegli anni di sperimentazioni e innovazioni a partire dalla materia ceramica, l’avvio del design spagnolo contemporaneo. “La mostra si pone all’intersezione tra design e ceramica”, spiega l’altro curatore Pedro Feduchi, “abbiamo voluto illustrare il lavoro di una generazione che è stata sottovalutata, ma che invece ha rivestito un ruolo cruciale nella storia del design industriale a Madrid. Artigianato e design sono due discipline che hanno incrociato le loro strade negli anni Cinquanta. La mostra mette in luce la loro evoluzione estetica fino agli anni Settanta. Un periodo, questo, in cui hanno condiviso le pietre miliari della loro evoluzione”.

Antonella Galli

Didascalie

Madrid, alfar de modernidad. Cerámica y diseño a mediados del siglo XX
Presso Fernán Gómez Centro Cultural de la Villa
Fino 9 aprile 2023
Curatori e exhibition design: Pedro Feduchi e Pedro Raula
Tutte le foto: courtesy of Madrid Design festiva MDF23

01-05 Allestimento della mostra
06 Immagine della mostra 3 Ceramistas all’ateneo di Madrid (1957). Ceramiche di Jacqueline Canivet, José Luis Sánchez e Arcadio Blasco
07 José María de Labra. Servizio da caffè in maiolica, produzione Bidasoa (1959/1960). Ph. Pedro Reula
08 Arcadio Blasco e Carmen Perujo. Vaso in ceramica smaltata e pelle (1960). Ph. Pedro Reula
09 Antonio Salvador Orodea (ASO). Vasi in gres smaltato. Ph. Pedro Reula
10 Arcadio Blasco. Brocca in ceramica smaltata e pelle (1956/1957). Ph. Pedro Reula