25-09-2020

Luce Clinic Ginza

Union-Tec, Daisuke Okuma e Eri Nagashima,

Ginza,

Salute & Benessere,

Iris Ceramica Group, Iris Ceramica,

A Ginza uno dei più esclusivi e lussuosi quartieri del Giappone, tra le boutique di moda più eleganti, i ristoranti e i sushi bar più famosi e raffinati ha visto la luce una clinica interamente dedicata a trattamenti rigenerativi e al recupero della forma estetica. Un’oasi di pace nel cuore trafficato della città. Concep ita dal gruppo di progettazione Union-Tec, è stata seguita nella sua realizzazione dagli architetti Daisuke Okuma e Eri Nagashima. Immaginata come ‘santuario dedicato alla bellezza’, deriva la sua ispirazione da una fonte molto autorevole, che risale al vernacolare di una cultura che fin dalle origini è sempre stata intimamente legata a Madre Natura.



Luce Clinic Ginza

Gli architetti, facendosi interpreti dello spirito che anima e finalizza le cure, riconducono l’idea di bellezza ad un simbolo ancestrale, una piccola statuetta di soli 27cm. d’altezza, un vero gioiellino in argilla, uno dei pezzi più rappresentativi e carismatici della produzione Jomon, la ceramica nipponica che appartiene ai tempi più lontani. La piccola Jomon Venus, designata tesoro nazionale, epitome di bellezza e di fertilità, appare come una donna incinta, dai fianchi larghi ed i seni prominenti e, come tantissime altre figurine femminili con lo stesso aspetto, pare fosse usata in riti propiziatori per invocare riproduzione e rigenerazione di vita. Questo riferimento emblematico connota il carattere intimo ed estetico di un luogo che si propone di perpetrare quella linfa vitale che è parte di ognuno di noi e che deve continuamente rinnovarsi per ritrovare quelle energie che si sono affievolite e quella bellezza che si è a poco a poco opacizzata. Il gesto  architettonico ripropone come scelta formale le linee curve e voluttuose che contraddistinguono la divinità, conferendo all’ambiente una personalità perfettamente in sintonia con questo tipo di filosofia.

L’andamento curvilineo diviene elemento fondamentale della configurazione degli interni ed imprime la sua morbida sensualità ad ogni minimo dettaglio. Il segno accoglie generoso con un’ampia parabola fin dall’arrivo con un abbraccio di benvenuto, per proseguire lungo il percorso che conduce ai trattamenti ripetendosi con pattern differenti. Le pareti nella loro evoluzione sinuosa sottolineano la fluidità del tragitto, enfatizzata da una luce discreta, indiretta che si diffonde dai profili arrotondati delle controsoffittature. Il materiale monolitico scelto per rivestire il pavimento e parte delle pareti evoca un marmo bianco con striature color ambra e fondendosi con la purità di una atonalità dominante genera molta intimità, evidenziando l’organicità delle forme e dando l’impressione di essere stato in parte scavato nel blocco di marmo.

Ci sono diversi momenti che polarizzano l’attenzione e solleticano la curiosità nella confortevolezza di questa sala d’attesa. Si presentano come prodromi dell’esperienza a venire ed alcuni si offrono come una guida, una specie di traccia verso la parte privata delle sale dedicate alle cure e ai trattamenti terapeutici. C’è ad esempio una scia iridescente che si snoda meandrica lungo l’estensione di questo cammino. Minuscole foglie di vetro trovano arrangiamento attorno a fili impercettibili che cadono copiosi e ad altezze differenti dal soffitto. La loro disposizione segue i dettami delle serie numeriche della spirale del famoso matematico Fibonacci. Come è stato dimostrato da studi incrociati di matematici e botanici, la fillotassi, cioè l’ordine dispositivo delle foglie in uno stelo, mostra oltre a strutture semplici, morfologie complesse, riconducibili alla spirale dello studioso. È stata cercata una correlazione con l’armonioso assetto che in natura risponde a necessità di ordine primario, come non farsi ombra e ricevere in ogni minima parte la pioggia, studiando conseguenze altrettanto vitali. La cascata dei piccoli petali, grazie alla traslucenza dei vetri in tonalità aurea brunita sprigiona scintille di accesa, dorata luminosità, preannunciando, come gli autori spiegano, la bellezza che attende ogni ospite e soddisfacendo una strategia capace di alleviare ansie e tensioni. Il turbinio scintillante dei cristalli, distribuiti secondo codici e sequenze numeriche progressive, provoca effetti di movimenti avvitatori, trasmettendo con traiettorie spiraliformi flussi carichi di energia. La spirale, d’altra parte, se consideriamo la storia nel suo passato, ha sempre rivestito un significato simbolico e magico, una sorta di catalizzatore dell’energia del cosmo, del potere solare e delle forze telluriche, in grado poi di poterle dispensare.

Luce, come compendio di bellezza e vitalità, è il nome che è stato molto opportunamente scelto per rappresentare l’istituto. La sala, un ambiente di serena confortevolezza, è caratterizzata da materiali che contribuiscono a creare un’atmosfera rilassante e calda allo stesso tempo. Le ceramiche Diesel Cosmic Marble in formato extra large offrono continuità ad una texture preziosa che esalta l’essenza e l’estetica del disegno, aggiungendo un tocco di superba eleganza in accordo con le finiture, che accompagnano e definiscono le scelte progettuali con la squisita finezza dell’ottone lucido che si anima con molteplici vibrazioni sotto i riflessi luminosi. La composizione risulta armoniosamente bilanciata grazie alla neutralità di toni che si alternano ad accenti più intensamente pigmentati.

La nicchia ed il banco della reception, affiancati da una porta ed un passaggio ad arco, che affascinano con la loro misteriosa e affascinante presenza in un’intrigante finitura aurea, creano un angolo speciale arricchito dalla sontuosità delle venature ed ombreggiature della ceramica Lune, che, ispirata a mondi lontani, intende evocare le striature e gli aloni creati dalla polvere galassica ed il pallore della superficie lunare. Una palette cromatica di grande effetto che anticipa un viaggio che promette mete radianti.

Virginia Cucchi

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