15-10-2021

20 anni di architettura: le avanguardie progettuali in tempo reale

20yearsfloornature, Iris Ceramica Group,

Floornature è nato nel 2001 dall’intuizione di un capo d’impresa. Vent’anni di lettura e analisi in tempo reale delle notizie dal mondo dell’architettura. Una decisa presa di posizione verso la sostenibilità e una preferenza verso i progettisti operanti nelle zone più decentrate del pianeta.



20 anni di architettura: le avanguardie progettuali in tempo reale

Che cosa significa raccontare oggi ciò che accade nel mondo dell’architettura proprio mentre accade? Non ha più niente a che vedere con la capacità e l’importanza del reperimento delle informazioni, che sono disponibili per qualsiasi utente internet nell’immediato, ma invece ha molto a che fare con la capacità di discernere. Si tratta innanzitutto di una responsabilità.
Oggi, grazie a Google street view, è già possibile assistere alla fase in cui un cantiere issa le proprie impalcature e, molto probabilmente, nel momento in cui si terrà l’inaugurazione del prossimo museo progettato dal maestro del momento, sarà già disponibile l’immagine tridimensionale dell’edificio completato.
Curare una rubrica che racconta il progetto contemporaneo in tempo reale, proprio come ha fatto la sezione Progetti del portale Floornature in questi 20 anni, implica la coscienza di stare indirizzando una scelta di fronte al mare magnum dei media digitali: le informazioni veicolate dai progettisti e delle imprese di costruzioni, dalle agenzie di comunicazione, dai portali dei concorsi, dei premi e riconoscimenti, ecc., a cui negli ultimi 10 anni si sono aggiunte le relative pagine social. Nonostante la spinta collettiva propenda verso l’indigestione figurativa, o il ricondurre l’architettura a nomi illustri, date, luoghi, materiali, forme “esplosive”, ciò che resta raro è l’analisi di un tema, l’approfondimento, la verifica, l’assunzione di una posizione, soprattutto quando si tratta di progettisti sconosciuti.
Dal 2001, quando è stato fondato tra i primissimi dedicati all’architettura, questo portale ha affinato cammin facendo il suo fiuto sulle avanguardie, sia in termini di pensiero progettuale, sia in termini di cultura architettonica, sia infine di riscontro sociale. Quando Floornature è nato dall’intuizione di un capo d’azienda, Romano Minozzi, ancora forte era la convinzione che il progresso collettivo potesse continuare a coincidere con il progresso economico. La crescita volumetrica, il consumo di suolo, l’incremento produttivo, il consumismo ma anche l’abbandono di terreni inospitali in favore di migliori promesse, sempre economiche, erano gli argomenti sul piatto delle conversazioni pubbliche e pubbliche negli studi di architettura. Materiali come il calcestruzzo armato, il vetro, l’acciaio, i compositi potevano connotare un edificio d’avanguardia. Il Movimento Moderno era alle spalle da tempo, ma l’immagine del futuro prefigurato negli anni Trenta riempiva ancora le nostre teste.
Floornature ha virato ben presto il proprio timone, proponendosi come portale dedicato alla sostenibilità ambientale. Voluto e finanziato da chi faceva già da allora di questo argomento un impegno aziendale, ha chiesto ai suoi redattori di selezionare e proporre edifici realizzati tenendo conto di questo aspetto. E con gli anni il tema si è esteso dalla sostenibilità ambientale a quella sociale, volendo indagare la combinazione di questi due aspetti. Da un lato una buona architettura in termini di efficienza e dall’altro un progetto in grado di tracciare i comportamenti delle persone, migliorarne lo stare insieme. Quali dunque le ripercussioni sul contesto di un’opera controllata anche dal lato ambientale.
Questo tipo di attenzione è diventato negli anni sintomo di una più globale cura del progetto, del gesto architettonico non solamente foriero di innovazione formale, ma del più profondo interesse verso i soggetti umani coinvolti nel processo e il loro quotidiano vivere il luogo.
Questo ci ha portato, infine, ad allontanarci spesso e volentieri dai templi dell’innovazione tecnologica incarnati dall’Occidente. Con curiosità abbiamo percorso strade nuove, guidate dal recupero e dalla reinterpretazione dei materiali appartenenti al linguaggio architettonico dei territori decentrati, essendo consapevoli che i media di architettura soffrono ancora di eurocentrismo. E abbiamo proposto ai lettori le soluzioni più ardite su tematiche come, per esempio, la ventilazione naturale o di riduzione dell’irraggiamento solare, in terre lontane da noi, quali il Vietnam, la Cina, il Bangladesh, il Messico. In un certo senso l’eccellenza per l’ambiente diventava così anche eccellenza culturale e sociale.
Sentiamo che la strada intrapresa è quella giusta, soprattutto alla luce del futuro che ci attende. Sempre più interesse da queste terre nasce nei nostri confronti per il tipo di approccio inedito per un media digitale, categoria spesso tacciata di “pigrizia”. La ricerca dell’eccellenza, anche o forse soprattutto quando va scovata ai confini del mondo, ci appassiona perché è un modo onesto per restituire l’evoluzione dell’architettura al suo pubblico.

Mara Corradi


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