14-05-2021

Biennale di Venezia, il Padiglione Germania guarda indietro dal futuro

Arno Brandlhuber, Olaf Grawert, Nikolaus Hirsch, Christopher Roth,

Biennale di Venezia,

2038 è il titolo del Padiglione Germana alla 17° Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia. Uno sguardo indietro dal futuro che i curatori propongono come un mondo dove sono state superate molte delle difficoltà contemporanee. Grazie alla tecnologia digitale sarà possibile visitare il padiglione da tutto il mondo.



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Biennale di Venezia, il Padiglione Germania guarda indietro dal futuro Il tema del Padiglione Germania alla 17° Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia risponde alla domanda “How will we live together?” di Hashim Sarkis con uno sguardo dal futuro. Infatti, i curatori con 2038, questo il titolo dell’esposizione, propongono uno sguardo dal futuro sul nostro presente. Un presente per certi versi distopico e sicuramente molto diverso da quanto avessimo potuto immaginare solamente 18 mesi fa, quando la pandemia da COVID-19 era ancora agli inizi.
Speriamo comunque che si verifichi per il 2038 l’auspicio del Padiglione Germania, ovvero che saremo “arrivati nell'era della Nuova Serenità. Il 2038 è una finzione che trova la sua giustificazione nella conoscenza di esperti in architettura e arte, economia ed ecologia, filosofia e politica, scienza e tecnologia. Il 2038 racconta come vogliamo vivere insieme in futuro.” L’intenzione è quindi quella di conferire all'ipotetico il potere persuasivo del fattuale attraverso la narrazione del futuro, perché come scrivono Ludwig Engel e Olaf Grawert del team curatoriale, di cui fanno parte anche Arno Brandlhuber e Nikolaus Hirsch, nel loro testo Zukunft ist gegenwärtig (Il futuro è presente): “Una storia sul futuro è quindi sempre anche una storia per il futuro. Perché aggiunge un'altra prospettiva a ciò che è attualmente concepibile e quindi cambia le possibilità di ciò che il futuro può essere”.
Mentre inizialmente erano previste tre crisi globali, mercati finanziari, migrazione e clima, quale punto di partenza per la mostra 2038, si è appunto aggiunta una quarta: il virus. Questa ha cambiato ulteriormente le carte in tavola, tanto da rendere difficile, se non impossibile, anche pianificare il presente stesso. Un’incertezza che anche sul futuro prossimo rende irrilevanti le speculazioni recenti e riporta in vita i futuri passati.
Così il padiglione fisico presso i Giardini della Biennale funzionerà da interfaccia con quello virtuale, al preciso scopo di garantire l’accesso a tutti. In altre parole, mentre l'edificio ancorerà la mostra spazialmente, il padiglione virtuale la estenderà nella sua dimensione temporale. Il virtuale trasforma quindi questa mostra fisica, con l'aiuto dei formati digitali in questo caso l’Hubs di Mozilla, in un'esperienza mobile del 2038, a sua volta accessibile da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. Un esperimento al passo coi tempi e una nuova forma comunicativa che permette di allargare il raggio d’azione di iniziative altrimenti limitate. Il padiglione virtuale permetterà infatti di interagire con altri visitatori, creare scambi di idee e nuovi input, allargando al pianeta l’impatto di Venezia. In questo modo la simultaneità di fisico e virtuale riuscirà a onorare l'autonomia e le qualità di entrambi i mondi che compongono appunto l’esposizione 2038.
Molto interessante anche il programma Performing Architecture in collaborazione con il Goethe Institut, così come la pubblicazione ufficiale del padiglione tedesco. Quest’ultima è l’edizione 2038 di Arts of the Working Class, un giornale di strada multilingue e bimestrale prefinanziato con donazioni e pubblicità selezionate, nonché distribuito attraverso una rete di istituzioni sociali e culturali nelle città di tutto il mondo. Un modello che permette ai venditori ambulanti di trattenere il 100% delle vendite. 
Curato da Alina Ana Kolar, María Inés Plaza Lazo e Paul Sochacki, Arts of the Working Class presenta contributi di artisti e pensatori internazionali, allargando ulteriormente gli orizzonti della Biennale.

Christiane Bürklein

Padiglione Germania alla 17° Mostra Internazionale di Architettura delle Biennale di Venezia
2038. The New Serenity
Commissario: Federal Ministry of the Interior, Building and Community; Curatori: 2038, avviato da Arno Brandlhuber, Olaf Grawert, Nikolaus Hirsch, Christopher Roth
dal 22 maggio al 21 novembre 2021
Giardini della Biennale, Venezia
Immagini: 
1) Jennifer Jacquet, Becca Franks & Orca (c) 2038
2) Audrey Tang & Lama (c) 2038
3) Omoju Miller and Audrey Tang (c) 2038
4) E. Glen Weyl(c) 2038
5) screenshot website Germany (c) 2038
Ulteriori informazioni: https://2038.xyz/

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