19-06-2019

Anarchitect: Al Faya Lodge nel deserto di Sharjah, Emirati Arabi

Anarchitect,

Fernando Guerra,

Sharjah, UAE,

Hotel,

L’Al Faya Lodge di Anarchitect è un rifugio nel deserto di Sharjah che coniuga passato e contemporaneità architettonica. Nel punto in cui fu aperta la prima pompa di benzina negli Emirati Arabi, sorge oggi l’Al Faya Lodge, che trasforma un vecchio alimentari in un hotel con spa.



Anarchitect: Al Faya Lodge nel deserto di Sharjah, Emirati Arabi

Inaugurato nel febbraio 2019, l’Al Faya Lodge di Anarchitect è uno dei rari edifici che si incontrano addentrandosi nel deserto cremisi del territorio di Sharjah, ai piedi del Monte Alvaah, negli Emirati Arabi. Questo complesso di fabbricati, ben armonizzati nel contesto sotto molti aspetti, fa parte di un gruppo di boutique hotel chiamati Sharja Collection, voluti in posizioni strategiche nell’emirato dalla società Sharjah Investment and Development Authority.
Sono definiti eco-ritiri e basta osservare la loro collocazione per farsi un’idea del perchè. Lontano dai centri abitati, l’Al Faya Lodge si trova lungo una strada che devia dalla E55, l’asse viario che attraversa da nord a sud il deserto di Sharja. In posizione strategica per il transito dei veicoli, il resort si trova anche in un punto diventato famoso perché anni prima vi si poteva trovare la prima pompa di benzina degli Emirati Arabi, aperta dopo che negli anni sessanta per la prima volta fu scoperto il petrolio nel sottosuolo della regione. Interessante dunque notare, quando si studia l’attualità, quali siano annoverati tra i riferimenti storici di questa terra, che anche nell’immaginario hanno segnato profondamente lo sviluppo degli eventi negli ultimi decenni. Oggi la pompa non è più attiva, ma il punto in cui prima sorgeva è stato segnato nel progetto di Anarchitect all’interno dell’area di parcheggio che serve l’Al Faya Lodge.
Con le sue due sedi, a Londra e Dubai, Anarchitect è uno studio internazionale che lavora tra l’Europa, il Medio Oriente e l’Asia, in modo particolare con grandi progetti residenziali e alberghieri. Concepito come un piccolo villaggio, l’Al Faya Lodge è un complesso di edifici costruiti a cavallo della Al Batayeh-Al Faya Road, dove fino a quel momento si ergevano due fabbricati in pietra che ospitavano una clinica medica e un negozio di alimentari. I progettisti di Anarchitect pensarono di recuperare parte degli abitati preesistenti, salvando anche la pietra con cui erano costruiti, quale punto di partenza per costruire invece un’ala moderna con materiali nuovi. Il volume in pietre è stato riqualificato funzionalmente e oggi ospita il ristorante a est della strada, dove si trova anche il piazzale di parcheggio e il punto in cui si trovava la vecchia pompa di benzina. Oltre la strada a ovest invece sono stati costruiti due nuovi fabbricati, che pur essendo di materiali differenti dalla pietra, guardano all’edificio preesistente per forma e proporzioni. A un solo piano e con fronti ampi affacciati sulla strada, questi due volumi ospitano uno le camere e l’altro la spa con acqua salata.
Con le pareti in cemento e gli elementi in aggetto in acciaio Corten, i due nuovi corpi si distinguono chiaramente da quello recuperato dall’originale in pietra, stabilendo così una gerarchia temporale chiara tra le parti del complesso.
Jonathan Ashmore, fondatore di Anarchitect sottolinea che, avendo a che fare con un clima estremo che passa dal caldo insopportabile, con esposizione solare intensa e prolungata, alla pioggia battente, alle tempeste di sabbia, alle basse temperature notturne, è stato fondamentale progettare con molta attenzione la forma dell’edificio e scegliere i materiali più adeguati. La costruzione in pietra, come quella in cemento, hanno una massa termica in grado di far fronte a questi estremi e alle relative fluttuazioni di temperatura. L’acciaio Corten, i legni duri come il teak e l’alluminio sono inseriti appositamente per aggiungere quei segni di raffinatezza che l’ospite si aspetta di trovare nel linguaggio dei moderni resort. Inoltre, la patina del tempo agisce bene su questi materiali, che offrono un lento invecchiamento insieme alla valorizzazione del colore intrinseco.
Osservando le piante, l’edificio dell’hotel comprende una sala da pranzo, una reception, una biblioteca e una terrazza sul tetto. All'interno di ogni stanza da letto, un lucernario consente l’osservazione delle stelle. La suite è dotata di una terrazza privata sul tetto. Una piscina di acqua salata all'aperto e tre sale termali costituiscono l’edificio della spa. Il ristorante e la reception dei visitatori si trovano sull'altro lato della proprietà e comprendono una sala da pranzo, una terrazza all'aperto e una terrazza panoramica sulla copertura.
Le camere sono solo 5 e i diversivi sono pochi, appositamente perché questo piccolo resort non è che un rifugio dalle asperità della vita nel deserto e dai doveri della città. Il suo scopo è la pura contemplazione del paesaggio, valorizzato dalle ampie finestre delle camere private come dalle facciate vetrate del ristorante.

Mara Corradi

Architects: Anarchitect
Client: SHUROOQ (Sharjah Investment and Development Authority)
Location: Mount Alvaah, Mleiha, Sharjah, UAE
Gross useable floor space: 500 sqm
Lot size: 8,000 smq
Competition (year): 2016
Start of work: 2016
Completion of work: 2019
Materials: CorTen steel, Laminam porcelain, Polished concrete, Parklex exterior grade timber, TMT, Ashwood, Travertine stone, Flamed granite stone
Product Suppliers
Anarchitect (bespoke Interior furniture)
Deltalight (lighting)
Roda (Outdoor chairs)
Kohler (Sanitaryware)
Manital (Ironmongery)
CorTen (exterior oxidized steel cladding)
Consultants
Structure & MEP: Client in-house
Landscape: DesertINK
Furniture Procurement: H&H
Spa Consultant: The Wellness
Contractor: Alba Tower & Obaid Al Abdi
Joinery: Thomas & McQuaid

© Fernando Guerra

www.anarchitect.com


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