19-06-2020

Cattedrale geotermica per la Socio-Technical City del futuro di UNStudio

UNStudio,

L'Aia, Paesi Bassi,

Urban Architecture,

Masterplan,

Un progetto per il futuro dell’Aia che coniuga necessità sociologiche e tecnologia in un interessante mix pensato appositamente per la sua realizzazione.



Cattedrale geotermica per la Socio-Technical City del futuro di UNStudio Il progetto della Socio-Techincal Ciy di UNStudio a l’Aia è incentrato sulla centrale energetica, denominata iconicamente “cattedrale geotermica”, la quale ha lo scopo di essere l’archetipo del rinnovamento urbanistico futuro delle grandi città olandesi.
La Socio-Technical City è un progetto della dimensione di un chilometro quadrato, dislocato vicino all’esistente stazione ferroviaria del quartiere CID (Central Innovation District) dell’Aia. La forma del progetto, redatto da UNSTudio, si sviluppa attorno ai binari e alle stazioni, il cui circuito è stato rinominato per l’occasione Hyperloop. Questo poiché tutti i flussi di trasporto generati da un tale ridisegno della viabilità avranno nuovi ruoli e nuove dinamiche nella circolazione della città e del quartiere. Ed è così che gli architetti hanno colto l’occasione, sfruttando una parte delle superfici occupate dalla rete ferroviaria per ideare una serie di ponti terrazzati. Insomma, hanno dato forma a un ritrovato spazio urbano dedicato alle coltivazioni agricole, in modo da rendere l’intera area il più autosufficiente possibile, anche dal punto di vista agroalimentare. Ovviamente, affinché tutto possa funzionare sotto ogni aspetto, l’acqua ha un ruolo decisivo, oltre che indispensabile. Cosi gli architetti di UNSTudio hanno declinato in chiave contemporanea i concetti di wadi, cascate, quadrati e placche d’acqua, secondo un sistema complesso, ma efficace, di uso e riciclo delle acque nere e grigie, denominato Biopolus. Grazie a questo, quindi, il trattamento delle acque avviene in maniera più che controllata, senza sprechi, ottenendo un irrisorio impatto sul territorio.
Tutto ciò è stato possibile grazie alla Geothermal energy plant, ovvero una centrale geotermica che pesca la sua fonte di calore a circa 2,5km sottoterra. Tuttavia, però, le pompe di calore e i sistemi di accumulo di caldo e freddo, non sono del tutto sufficienti per soddisfare gli 11,5GigaWatt/anno necessari al fabbisogno. Cosi, per rispondere a una tale carenza, i progettisti hanno pensato di “importare” il surplus energetico derivante dai quartieri confinanti dalla minore densità abitativa, ma anche di “esportare” il surplus di calore geotermico per il loro riscaldamento.
Infine, proprio per colmare il divario tra infrastruttura e tecnologia, da un lato, e qualità della vita e benessere sociale dall'altro, è stato dato il nome di Socio-Techincal city all’intero progetto.


Fabrizio Orsini




credits
UNStudio: Ben van Berkel with Lars van Hoften and Dana Behrman, Maria Zafeiriadou, Ren Yee, Chen Shijie, Qiao Xu, Nina Soltani, Takumi Kozuki,
Model Team: Patrik Noome, Bart Bonenkamp
Gateway visualisations: by Plompmozes
Università:
BNA Research (il Royal Institute of Dutch Architects)
Delft University of Technology
Delta Metropolis Association
Città coinvolte:
Amsterdam, Rotterdam, L'Aia, Utrecht ed Eindhoven
Istituzioni pubbliche:
Direzioni generali per la mobilità e i trasporti, l’ambiente e l'acqua; Ministero delle infrastrutture e della gestione delle risorse idriche; Ministero degli interni

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