14-06-2019

Bureau de Change: Step house, ristrutturazione a Londra

Bureau de Change architects,

Ben Blossom,

Londra,

Housing,

Il progetto Step house dello studio Bureau de Change evolve la disposizione interna e il rapporto con il paesaggio della tradizionale terrace house londinese. La ristrutturazione di Step house ad opera di Bureau de Change introduce un nuovo valore al classico mattone da costruzione.



Bureau de Change: Step house, ristrutturazione a Londra

Bureau de Change, lo studio londinese di Katerina Dionysopoulou e Billy Mavropoulos, affronta il tema della ristrutturazione di un’originale terrace house dei primi del Novecento a Londra, per adattarla alle esigenze di comfort e allo stile di vita contemporaneo.
Chiamato oggi Step house, con evidente riferimento all’elemento dell’estensione a gradini che connota la ristrutturazione, il progetto di Bureau de Change nell’Hampstead di Londra dichiara la propria appartenenza a un processo di riflessione sui parametri “soft” (ventilazione, luminosità, colori, ecc.) dell’abitazione, messo in atto da Katerina Dionysopoulou e Billy Mavropoulos. Ripercorrendo la loro ancor giovane carriera, si nota che il tema del recupero dell’edificio storico viene spesso sviluppato non in chiave strettamente conservativa, ma evolvendo gli elementi presenti allo scopo di ambientare una migliore qualità spaziale degli interni. Nella Folds house, ancora nel nord di Londra, ancora una casa a schiera su tre livelli, il fronte posteriore è stato spalancato con una vetrata, affinché un po’ del Parkland Walk facesse il suo ingresso all’interno dell’abitazione. In quel caso poi gli architetti aggiungono quella che diventa l’idea centrale del progetto, vale a dire un tetto a zig zag che sovrasta un ambiente giorno unico, ideale per posizionare generosi lucernari, che iniettano di luce la zona giorno e aprono anche la vista in direzione del cielo.
La Step house e la Folds house sono esempi di salvaguardia di dati elementi estetici e strutturali distintivi delle case a schiera londinesi, come richiesto oggi da una nutrita committenza, particolarmente affezionata a questa tipologia architettonica tradizionale, e della nuova progettualità che agisce su altri elementi per trasformarne il vissuto.
La casa a schiera, tipologia architettonica presente in Inghilterra fin dal Settecento, prevedeva unità abitative dai fronti e dalle altezze uniformi, come in questo caso con giardino anteriore e cortile posteriore. Possedute sia dalla classe operaia che dall’aristocrazia, queste abitazioni, solitamente unifamiliari, sono parte del paesaggio urbano londinese conosciuto dall’epoca della Rivoluzione Industriale. La forma della pianta solitamente stretta e lunga, con affacci solo sul fronte e sul retro, e la dimensione delle finestre rendeva gli ambienti interni piuttosto bui, mal areati e privi di continuità. Sul fronte si collocava più spesso una piccola stanza di soggiorno poco utilizzata mentre la cucina più vissuta era sul retro con prolungamento sormontato da terrazza e accesso al cortile, per ragioni di spazio utilizzato da molte famiglie come ripostiglio all’aperto.
In questa casa a schiera in mattoni originali dei primi del Novecento, l’intervento ha ribaltato la pianta del piano terra, invertendo la collocazione dei due ambienti giorno, ponendo la cucina in prossimità dell’ingresso e il soggiorno affacciato sul giardino posteriore. Mentre è stato ristrutturato il tradizionale corridoio stretto e cieco che dall’ingresso conduceva un tempo direttamente all’ultimo ambiente, la stanza che è oggi la cucina recupera e sfrutta l’ampiezza e la luminosità del bow window sul giardino anteriore. La sua dimensione consente anche l’inserimento di un’isola che, insieme ai pensili sui lati, offre all’ambiente una dimensione di circolarità e di implicita convivialità. Una porta scorrevole dà accesso diretto sulla zona pranzo, al centro della pianta e illuminata in particolare dalla luce indiretta di un patio. Oltre il pozzo di luce, si spalanca lo spazio di soggiorno che sfrutta l’estensione per prolungarsi nel cortile e consentirci di gettare lo sguardo oltre una nuova vetrata a tutta altezza.
Qui il mattone assume una valenza scultorea che raramente era appartenuta alla storia della casa a schiera londinese. Da tradizionale materia da costruzione, poco nobile e molto diffusa, esso si trasforma in modulo reiterato con valenza decorativa che coinvolge soffitto e parete in un moto apparente. Le linee superiori e quelle laterali si alzano e si allungano come volessero rompere i confini della stanza. La bellezza del muro di mattoni recuperato e così progettato eleva la stanza ad ambiente di rappresentanza e cuore della casa, mentre all’esterno è segno del vissuto che cambia nella terrace house.
Billy Mavropoulos racconta del loro lavoro a stretto contatto con gli ingegneri per riuscire a realizzare uno spazio interno completamente privo di colonne portanti: “The structure was achieved using laser-cut, double direction, stepped beams that give the sensation that the brick addition is floating.”

Mara Corradi

Architects: Bureau de Change architects
Client: Private
Location: Hampstead, London, UK
Gross useable floor space: 250 sqm
Start of work: 2017
Completion of work: 2018
Photographs: (1-13) © Ben Blossom

www.b-de-c.com


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