17-06-2020

AMDLCIRCLE e Michele De Lucchi: uffici Z-LIFE, Bresso, Milano

Carlo Ratti, Michele De Lucchi,

AMDLCIRCLE, Marco Beck Peccoz, Luca Rotondo,

Bresso (MI), Italia,

Uffici,

Inaugurato qualche mese fa a Bresso, Z-LIFE, il nuovo complesso per uffici voluto dall’azienda farmaceutica Zambon e commissionato a Michele De Lucchi, al suo studio AMDLCIRCLE e a Carlo Ratti Associati per gli arredi interni. Un modello di ufficio per il futuro, con notevoli spunti sul dopo Covid.



AMDLCIRCLE e Michele De Lucchi: uffici Z-LIFE, Bresso, Milano

In un momento in cui l’ufficio, come spazio chiuso e affollato, è tra gli ambienti sottoposti a osservazione a causa della pandemia, parliamo di un progetto portato a termine qualche mese fa da Michele De Lucchi, AMDLCIRCLE e Carlo Ratti Associati, che oltre a essere un interessante modello evolutivo dello spazio di lavoro, ha in sé elementi in grado di tracciare una strategia di pianificazione anche per il dopo Covid.
Si tratta della nuova sede della multinazionale farmaceutica Zambon, Z-LIFE, inaugurata nel novembre del 2019 all’interno del campus scientifico OpenZone di Bresso, presso Milano. Un progetto di uffici, laboratori e aree conferenze in una grande area ai limiti di uno dei polmoni verdi di Milano, il Parco Nord, alla cui pianificazione generale Michele De Lucchi lavora da qualche anno e che è ancora in ampliamento. Attualmente vi trovano sede 26 organizzazioni operanti nel settore farmaceutico e delle biotecnologie di rilievo internazionale, che lavorano a stretto contatto condividendo spazi di confronto, non solo interni ma aperti alla città. Il programma prevede un ampliamento della superficie del campus a 37.000 mq, per ospitare circa 1200 persone.
Una collaborazione quella tra De Lucchi e Zambon che nasce già molti anni fa e che ha portato nel 2013 all’ampliamento della sede vicentina dell’azienda. I nuovi uffici Z-LIFE di Bresso sono soprattutto il punto di arrivo di una riflessione che l’architetto di origini padovane aveva iniziato già alla fine degli anni Settanta, progettando arredi d’ufficio per Olivetti, e che ha continuato ad approfondire in questi 40 anni.
In questo caso De Lucchi e il suo studio AMDLCIRCLE intervengono su un ex edificio industriale, che produceva profilati in ferro, per tramutarne la funzione da spazio produttivo, chiuso e rigido, ad ambiente trasparente, permeabile e adatto alla trasformazione del layout di lavoro. Gli originari solai in cemento armato, che oggi formano i due livelli del nuovo complesso, sono stati parzialmente demoliti e ricostruiti. Nella nuova corte centrale scoperta, una sala circolare a un piano, con struttura in acciaio, superfici in vetro a tutta altezza, e cupola trasparente, accoglie entrando dall’ingresso principale su via del duca. Pensata come cuore dell’edificio, per ospitare riunioni, conferenze ed eventi, è abbracciata dal corpo principale ed è il fulcro dei percorsi scoperti tra i diversi uffici al livello superiore.
Già al primo colpo d’occhio, in ingresso all’edificio, si percepisce l’articolazione di ambienti differenti. Grazie al susseguirsi di sistemi di tamponamento trasparenti, dalle vetrate esterne, a quelle interne, fino ai più piccoli ambienti meeting ovali, l’architettura trasferisce un senso di innovazione che cerca il dialogo con l’opinione pubblica, che è sede di rappresentanza e manifesto in sé stessa.
Alla base c’è un concetto di scambio, di confronto, di libertà creativa e immaginativa che certamente sposa l’ideologia aziendale, ma che soprattutto è materia di indagine in AMDLCIRCLE e si riconduce alle ultime riflessioni delle Earth Stations. Scrive infatti De Lucchi: “Ci eravamo accorti che gli edifici residenziali, gli uffici, i musei, i centri commerciali, i palazzi dei congressi e così via non bastavano più per spiegare il valore e la qualità del progetto perché troppo spesso il successo dell’edificio non corrispondeva più alla semplice soddisfazione dei requisiti funzionali. Era necessario qualcosa di più che attraesse e richiamasse le persone a far vivere pienamente gli spazi costruiti, come se la semplice funzionalità fosse ovvia, giusta e normale ma insufficiente.” Oggi più che mai sarà necessario infatti che le persone desiderino tornare negli uffici come ambienti in cui possano sentirsi bene, non solo perché spazi sicuri, ma anche perché luoghi in cui realizzare se stessi, vedendo concretizzati i propri valori.
Continua De Lucchi sulle Earth Stations: “Per rendere più immediato il concetto siamo partiti da tipologie architettoniche molto conosciute e le abbiamo sviluppate con i criteri dei Templi per la Natura, enfatizzando le qualità di ricezione sociale e amplificando l’attrattività della forma architettonica e la monumentalità degli spazi interni”. I grandi fronti vetrati che fanno perdere “peso” all’edificio Z-LIFE, gli interni leggeri, dove le strutture grezze e originali emergono alla vista senza pudori, così raccontando il proprio passato, e gli arredi essenziali e flessibili testimoniano che ciò che conta veramente sono le relazioni umane. Queste trovano accoglienza grazie al legno, presente e protagonista nelle pavimentazioni e nei rivestimenti parietali, che riesce a trasferire nell’ufficio domesticità e familiarità.
In completa sintonia con i principi di questo contenitore architettonico, si inserisce il lavoro di ricerca di Carlo Ratti. Il suo team ha lavorato sugli interni, sulle dotazioni tecnologiche e sul controllo del comfort ambientale mediante Building Management System, che si serve di sensori per intervenire sulla climatizzazione, sulle condizioni di luce e sulla gestione della sicurezza. Afferma Ratti che l’ufficio non potrà più essere un semplice contenitore di funzioni o di azioni ma dovrà essere un ambiente in cui si pensa per prima cosa a mettere a proprio agio le persone. Negli uffici Z-LIFE, Ratti, ingegnere e architetto, a capo del Senseable City Lab presso il Massachusetts Institute of Technology, ha introdotto la tecnologia LED SunLike, che imita la distribuzione spettrale di energia del sole, riproducendola negli interni. Questo ha permesso non soltanto alle persone di godere di una luce più naturale mentre lavorano, con evidenti benefici psicologici, ma anche il cosiddetto design biofilico, che oggi gli esperti indicano come una di quelle strategie che migliorano la qualità della vita negli ambienti di lavoro collettivi. L’ampia introduzione del verde negli ambienti interni, per esempio nei tavoli, nelle scrivanie, nelle aree comuni, nelle zone di svago, ricrea quella relazione con la natura che è tanto mancata a chi vive in città durante il lockdown e che ancora manca. In questo progetto inoltre, l’efficienza ha coinciso con la flessibilità degli spazi e dei tempi di lavoro, con la multifunzionalità degli ambienti, temporanei per definizione e resi trasformabili dalle scrivanie su ruote e disegnate per poter essere riconvertite a seconda delle attività.
Si tratta di soluzioni già in parte sperimentate da Carlo Ratti alla Fondazione Agnelli di Torino e che hanno molto in comune con il progetto del centro di ricerca VITAE ancora a Milano, dove gli uffici saranno connessi a serre e frutteti urbani. Nuovi modelli lavorativi, dove convenzioni e strutture perdono i loro confini, in favore di layout temporanei e permeabili.

Mara Corradi

Architects: AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi
Studio director: Angelo Micheli
Project director: Vittorio Romano
Project team: Silvia Figini, Emilio Mossa, Michele Vanetti
Structural design: Arcadis Italia S.r.l.
Systems design: Arcadis Italia S.r.l.
Interior design: Carlo Ratti Associati

CRA Team: Carlo Ratti, Andrea Cassi (Project Manager), Valentina Grasso, Serena Giardina, Francesca Marino, Chiara Morandini, Greta Stefanova, Matteo Zerbi
CRA Graphic team: Pasquale Milieri, Gary di Silvio, Gianluca Zimbardi
Graphic design: studio FM Milano
Project: 2017
Completion: 2019
Client: Zambon S.p.A.
Location: Bresso (Milan), Italy
Area: 4.262 mq
Photography: © Luca Rotondo (01-17), Marco Beck Peccoz (18-19-20), AMDLCIRCLE (21-22-23-24)

www.amdlcircle.com
www.carloratti.com


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