08-03-2016

RoBoCoop: tra street art, pittura classica e architettura

Aldo Rossi, Superstudio,

Roma,

Non si tratta del cyborg di Verhoeven. RoBoCoop sta per Roma Bologna Cooperazione ed è il nome di due street artist che amano coniugare la pittura classica e l'architettura contemporanea, trasformandole in opere osservabili solo sui muri delle due città natali.



RoBoCoop: tra street art, pittura classica e architettura

Vermeer e Aldo Rossi, Botticelli e Superstudio, i grandi pittori e le grandi architetture sono finalmente uniti sotto la bandiera dell'arte di strada. Il merito va tutto al duo RoBoCoop, che per le vie della capitale italiana (e non solo) semina poster in cui, diciamo, la Torre Velasca svetta sulle Nozze di Cana del Veronese.

Roma Bologna Cooperazione – questo il nome per esteso – è un collettivo di street art che inserisce nel contesto urbano, reinterpretando pitture e affreschi classici, nei quali vengono inserite le icone dell'architettura contemporanea. Il mezzo espressivo è quello del poster: come già Shepard Fairey, in arte Obey, le opere di RoBoCoop compaiono nelle vie delle città improvvisamente, tutelando l'identità dei due artisti.

Entrambi studenti di architettura, di estrazione classica, i due artisti hanno un forte legame con il contesto urbano, come essi stessi dicono: «La dimensione della città è essenziale per questo progetto che vuole essere un progetto di street art. Queste opere nascono e muoiono nell’ambiente per cui sono state concepite. Se vuoi vedere i nostri lavori devi farlo osservandoli nel punto della città in cui sono stati realizzati, devi avere fortuna a scovarli.»

Dopo l'esordio nel 2012 con Smog Project, in cui i protagonisti dei dipinti indossano mascherine contro le polveri sottili, RoBoCoop ha partecipato a numerosi progetti per tutta la penisola, evitando gli schemi e lasciandosi ispirare dalle sensazioni: «Il nostro lavoro dal punto di vista spaziale non vuole essere un confronto tra due autori, bensì nasce da suggestioni personali avute guardando un determinato dipinto o una determinata architettura. A volte lavoriamo per contrasto, a volte per assonanza variando un elemento architettonico comune o una forma. La nostra formazione non è ancora completa quindi ci facciamo guidare prima di tutto dalle sensazioni.»

Francesco Cibati

http://romabolognacooperazione.tumblr.com/


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