20-07-2018

Terrence Zhang – Un'intervista in esclusiva per Floornature

Fotografia, Intervista,

Terrence Zhang è un fotografo cinese passato agli onori della cronaca di fotografia d'architettura lo scorso anno, dopo aver vinto il premio come miglior fotografia d'architettura dell'anno ai World Architecture Festival 2017.



Terrence Zhang – Un'intervista in esclusiva per Floornature Terrence Zhang è un fotografo cinese passato agli onori della cronaca di fotografia d'architettura lo scorso anno, dopo aver vinto il premio come miglior fotografia d'architettura dell'anno ai World Architecture Festival 2017. La foto che ha fatto il giro del web è quella che ritrae la piscina del campus dell'Università di Tianjin, ma la passione che lega Zhang alla fotografia nasce dieci anni prima, quando era ancora solo un designer. 
Costringere l'intera produzione di un fotografo a una sola fotografia è un atto estremamente riduttivo – i fotografi capiranno – e per questo, un anno dopo, la redazione di Floornature vorrebbe andare oltre agli onori fugaci della cronaca, i famosi 15 minuti di gloria profetizzati da Andy Warhol, e presentarvi il miglior fotografo d'architettura del mondo in modo più articolato, approfondendo la conoscenza di Terrence Zhang come fotografo, e non come progetto proposto a un festival di architettura.

Innamorarsi della fotografia d'architettura è semplice, meno banale è farlo nel modo giusto. È cosciente di questo il nostro fotografo che ha trovato in due lavori svolti nel 2012 l'opportunità di mostrare la propria abilità a dovere, «e diventare una star nascente nel panorama della fotografia d'architettura». Per la precisione, i progetti in questione sono il Palm Island Chongqing e il Fengmingshan Park Chongqing, realizzati rispettivamente da Hassell e Marta Schwartz. 

Una domanda che era impossibile non porgli era a cosa ci fosse nel suo zaino, quali le lenti preferite, e quale fosse la sua filosofia in fase di post produzione. La risposta, concisa, non ha deluso le aspettative: «uso una Sony a7r2, abbinata ai TS-E 17 e 24 e al GM24-70. La postproduzione è limitata, cerco di limitarmi alla correzione colore. La cosa più importante è la scelta del momento e delle condizioni di luce al momento dello scatto».

Nel parlare del premio vinto lo scorso anno non vede soltanto una pietra miliare e un riconoscimento meritato dopo dieci anni di scatti: il fotografo ha preso la palla al balzo, iniziando a produrre anche video d'architettura oltre che fotografie. Terrence è schietto, e sa dove vuole andare. Lo si capisce dalle parole che utilizza: business, star, mercato, industria... Ma quando gli abbiamo chiesto di approfondire una riflessione sulla componente estetica e di ricerca nel suo lavoro, si è dimostrato perfettamente preparato.

La sua idea di perfezione nella fotografia d'architettura passa per l'annullamento del fotografo: «ogni progetto è unico e non dovrebbe essere immortalato secondo "lo stile del fotografo", ma nel suo carattere originale», come disegnato dagli architetti. E il processo di scelta deve «estrarre la natura e le particolarità di ogni edificio, per consegnarle all'audience in maniera corretta». Ciò che lo muove, ci rivela Zhang, è il «puro amore per l'architettura, il godersi effettivamente il momento, il fatto di essere lì e vedere, sentire gli ambienti e gli edifici». Il punto, prosegue, è che fotografare l'architettura è un atto divertente e pieno di significato, in cui chi sta dietro l'obiettivo può esprimere un sentimento atavico proprio, specifico, di quell'architettura e fare in modo che altre persone lo provino a loro volta. Come probabilmente vale per la maggior parte dei fotografi, Zhang ha in mente di visitare più paesi possibili, per scoprire e conoscere i più diversi tipi d'architettura, percepirli, fotografarli e fare in modo che altre persone provino le sue stesse emozioni nel guardarli. Il tutto, ovviamente, continuando a coltivare il business.

Francesco Cibati

https://www.terrencezhang.com

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