05-09-2019

IDOM Alioune Diop University Teaching and Research Unit Senegal

IDOM,

Chérif Tall, Francesco Pinton,

Senegal,

Università,

In Senegal, lo studio spagnolo IDOM ha progettato un ampliamento dell'Università Alioune Diop ispirandosi al contesto naturale, usando tecniche costruttive tradizionali a basso consumo energetico e strategie bioclimatiche. Il progetto è stato selezionato tra i finalisti dell'edizione 2019 dell'Aga Khan Award for Architecture ed è stato recentemente insignito del premio COAVN 2019 per la categoria Arquitectura y Urbanismo Extraterritorial.



IDOM Alioune Diop University Teaching and Research Unit Senegal

Nelle difficili ed estreme condizioni climatiche, sociali e infrastrutturali di Bambey, un centro abitato a 120 km a ovest di Dakar in Senegal, lo studio d'architettura IDOM ha progettato l'ampliamento dell'Università Alioune Diop. Il progetto è parte di un importante programma governativo, finanziato dalla Banca mondiale, per migliorare le università del paese nate per decentrare la formazione superiore e incoraggiare i giovani a restare e sviluppare le zone rurali. Gli architetti di IDOM si sono ispirati al contesto naturale, elaborando una risposta architettonica contestualizzata e ottima per il clima arido della zona, usando tecniche costruttive tradizionali a basso consumo energetico e strategie bioclimatiche che consentono di contenere i costi e le esigenze di manutenzione, per questi motivi il progetto è stato selezionato tra i finalisti dell'Aga Khan Award for Architecture 2019.

La nuova unità di didattica e ricerca dell'Università Alioune Diop permette di accogliere fino a 1500 nuovi studenti offrendo laboratori, aule, uffici, sale riunioni e un grande auditorium da 500 posti.
Gli architetti hanno dovuto confrontarsi con importanti vincoli da una parte le estreme condizioni naturali, quali un clima estremo con alte temperature durante il giorno per tutto l'anno a cui si aggiungono le torrenziali piogge dei mesi estivi, dall'altra l'assenza di una rete infrastrutturale e fognaria, di tecnologia e manodopera specializzata, di elettricità ecc. Elementi che hanno determinato inevitabilmente alcuni aspetti del progetto, gli architetti hanno infatti deciso di affrontare le diverse problematiche con un edificio “semplice” e modulare, integrato nell'ambiente naturale e costruito, di dimensioni commisurate agli altri edifici del campus. La nuova unità di didattica e di ricerca è ispirata a un grande albero che offre agli studenti un riparo con ombra, freschezza e comfort, ma senza incidere sul fabbisogno energetico dell'edificio.
E proprio come nella chioma di un albero composta da rami disposti a vari strati, così l'edificio ha un grande doppio tetto costituito da un pannello sandwich coibentato che nella parte superiore metallica riflette i raggi solari, all'interno degli ambienti è invece un controsoffitto di fibre mineralizzate, tra i due elementi circola l'aria favorita nei suoi moti naturali dall'inclinazione della falda. Il tetto superiore unico per tutto l'edificio si estende sul lato Nord con una grande tettoia di circa 10 m, sorretta da un sistema di pilastri a tre rami che evocano gli alberi isolati caratteristici del luogo.

Affiancando al doppio tetto la facciata a doppia pelle del lato Sud, gli architetti hanno costruito un perfetto sistema passivo per dissipare il calore, riducendo la temperatura interna di 10-15°C rispetto a quella esterna.
La facciata Sud esterna è composta da blocchi triangolari perforati che richiamano l'architettura vernacolare locale e agiscono come un grande filtro, permeabile all'aria, ma che impedisce ai raggi solari di incidere direttamente, surriscaldandola, sulla parete interna. Tra le due pareti è presente un corridoio largo fino a 3 m e a tutta altezza, il calore che si concentra sulla facciata esterna viene quindi dissipato dal tetto grazie all'inclinazione della falda. Lo spazio tra le due pareti è usato anche per coltivare piante che allontanano le zanzare, a queste latitudini pericolose portatrici di malaria.

(Agnese Bifulco)

Architect: IDOM, Bilbao, Spain
Architects In Charge: Javier Perez Uribarri, Federico Pardos Auber
Collaborator Architects: Beatriz San Salvador Pico
Location: Bambey, Senegal
Client: ACBEP, Ministry of Urbanism & Ministry of Higher Education, Dakar, Senegal
Design: 2013-2014
Size: 12,000 m²
Completed: 2018
2019 - First Prize. COAVN Awards 2019. Extraterritorial Architecture category
2019 - Shortlisted. Aga Khan Award for Architecture 2017-2019 Cycle
2019 - Shortlisted. FAD Awards 2019
2018 - First Prize. BEAU. Bienal Española de Arquitectura y Urbanismo.
2018 - First Prize. LEAF Awards. Category: Best Regenerative Impact
2018 - First Prize. WAN Awards. Sustainable buildings category
2018 - Shortlisted. World Architecture Festival Awards. Category : Higher Education and Research - Completed Buildings

Images courtesy of © Aga Khan Trust for Culture, photo by Chérif Tall (1-6)
plan and section © IDOM (7-8)
Images courtesy of © IDOM, photo by Francesco Pinton (9 – 20)


Il nostro sito web utilizza i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione.
Se desideri maggiori informazioni sui cookie e su come controllarne l’abilitazione con le impostazioni del browser accedi alla nostra
Cookie Policy

×