Solar City, Linz, Austria
  Tipologia progetto  
Nel 1992 la municipalità di Linz commissiona al rinomato urbanista austriaco Roland Rainer di redigere il nuovo piano regionale urbano, il master plan per il quartiere residenziale Linz-Pichling nonché le infrastrutture dell'area.
Un anno dopo, nel 1993 il consiglio municipale della città prevede lo stanziamento di finanziamenti, con il contributo e la collaborazione della Comunità Europea, per la ricerca e l'attuazione di studi energetici da testare nella costruzione delle case a Pichling, che servano come esempio per il terzo millennio.
Nel 1994 si affiancano quattro tra le più importanti imprese di costruzioni no-profit, che confermano la volontà di finanziare la progettazione e lo sviluppo di un nuovo insediamento comprensivo di 630 case a basso contenuto energetico nel quartiere di Pichling.
L'anno successivo, si uniscono altre otto imprese edili, si prevede la costruzione di 1.317 abitazioni per un'area totale di 32 ettari.
Per la progettazione delle prime 630 case la città di Linz si è avvalsa della consulenza e dell'intervento di progettisti del calibro di Norman Foster, Richard Rogers e Thomas Herzog quest'ultimo, fino dagli anni '70 pioniere della costruzione sostenibile.
Insieme all'ingegnere tedesco Norbert Kaiser, specializzato in ingegneria tecnologica ambientale, il gruppo ha preso il nome di READ group (Renewable Energy in Architecture and Design). Come consulente è presente anche lo studio di Renzo Piano.
Il progetto si è concluso lo scorso anno, la città ha da pochi mesi cominciato la costruzione di questa città nella città, una 'Solar City Linz' in grado di accogliere circa 25.000 abitanti.
Si tratta del più vasto esperimento insediativo per quanto riguarda la costruzione sostenibile. Il principio base su cui si fonda è la volontà di promuovere metodi di costruzione a basso costo, a livello internazionale.
I parametri di sostenibilità comprendono l'attenzione a raggiungere la massima densità possibile, la massima flessibilità tipologica, uno studio attento della viabilità, vale a dire promuovere e facilitare la viabilità pedonale o ciclabile, tutto il centro dell'insediamento sarà reso libero dal traffico automobilistico.
Le singole abitazioni sfruttano l'orientamento del terreno, prevedono serre, giardini d'inverno, balconi ed affacci in modo da usufruire al meglio del clima e della natura circostante.
Ma la progettazione della 'città solare' prevede anche la partecipazione attiva dei futuri utenti che si occuperanno in prima persona della sistemazione di alcune aree adiacenti alle abitazioni e di alcuni spazi pubblici.
Non ultima, la maggiore innovazione in campo energetico riguarda la fornitura di energia, la città non dipenderà infatti dalla rete energetica esterna bensì sarà in grado di co-generare energia attraverso l'uso di impianti 'solari' che, in futuro, renderanno il quartiere in grado di divenire autonomo nonché di restituire una parte del surplus energetico alla rete urbana.
Daria Ricchi




