04-05-2018

David Leventi. Romania Revisited

David Leventi,

Fotografia,

Quali sono i confini della fotografia d'architettura? Dovrebbe limitarsi a fotografare edifici e arredi, oppure estendersi ai paesaggi? E ancora: è legittimo che includa gli esseri umani che in questi edifici, raggruppati in città e paesi, ci abitano? Probabilmente è l'idea stessa di confine a essere una categoria fuorviante.



David Leventi. Romania Revisited Quali sono i confini della fotografia d'architettura? Dovrebbe limitarsi a fotografare edifici e arredi, oppure estendersi ai paesaggi? E ancora: è legittimo che includa gli esseri umani che in questi edifici, raggruppati in città e paesi, ci abitano? Probabilmente è l'idea stessa di confine a essere una categoria fuorviante. Voler dividere e classificare le arti per poterle chiamare per nome può rivelarsi un'operazione intellettualmente fuorviante.


Questo viene in mente pubblicando su Floornature, un sito che si occupa di design e architettura, il servizio di David Leventi. Leventi, fotografo americano con radici rumene, ha ripercorso le tracce del suo bisnonno in Romania, dove fu prigioniero politico per sette anni. «Partendo dalle storie che mi raccontarono mio padre e mia nonna, sono arrivato in Romania con una macchina fotografica grande formato e l'intenzione di raccogliere memorie perse, viaggiando attraverso un paese che fatica a lasciarsi alle spalle un passato di tirannia, nel quale tutto il meglio, avendone l'occasione e osando, è fuggito via».

Le parole del fotografo non danno l'idea di un progetto architettonico o paesaggistico, eppure il frutto del suo lavoro racconta il contrario. Romania Revisited è un tuffo in una nicchia assoluta del living: quella rumena tradizionale, lontana dai riflettori e dai canoni della bellezza. Leventi ci porta davanti a progetti di interior design spontanei, attraversando landscape non pianificati e luoghi pubblici che sembrano voler trovare una propria dignità anche nella decadenza.

Le case in cui ci porta David Leventi sono un tripudio di texture che potrebbero fare invidia alle trame studiate dai designer di Missoni. Forse queste un po' più sbiadite, certo, ma anche piene di carattere. Per un occhio allenato non è difficile scorgere nelle abitazioni rurali elementi della cultura visiva contemporanea, però carichi della malinconia che spetta a chi certe forme, certi colori, certi arredi li vive per tradizione e non come prodotto.

I paesaggi in cui ci accompagna Leventi vivono la medesima situazione. Qui infatti la bellezza della strada che si snoda per la valle è pari a quella dei fiordi norvegesi che si vedono nelle pubblicità dei SUV, ma mostrano una fierezza diversa, più astera, autentica, rurale. Stessa cosa per quanto riguarda i palazzi, le città e i luoghi pubblici: dignità, bellezza e trascuratezza si percepiscono da ogni dettaglio e sfumatura di colore.

È utile ogni tanto ricordare che l'architettura comprende anche tutto questo.


Francesco Cibati

Potete trovare tutti i lavori di David Leventi al suo sito, www.davidleventi.com

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