31-10-2002

Women's Centre, Hollmén-Reuter-Sandman
Rufisque, Senegal, 2001

Senegal,

Ristoranti, Store, Sport & Wellness,

Cemento, Vetro, Legno,

Mostra,

Il Women's centre sorge a Rufisque, un'antica città portuale del Senegal, che a causa del continuo avanzamento del mare ha dovuto espandersi, in maniera piuttosto caotica, verso nord in un'area arida e dalle poche risorse.



Women's Centre, Hollmén-Reuter-Sandman<br> Rufisque, Senegal, 2001
Un altro ingresso è stato collocato nell'angolo Nord-Ovest, dove, all'esterno, è prevista la creazione una piccola piazza pubblica su cui affacceranno il ristorante ed un negozio per la vendita dei prodotti artigianali realizzati all'interno del centro.
Il lato Nord è occupato interamente dalle cucine, una interna ed una all'aperto, mentre quello Est è stato destinato alle attività artigianali tra cui la tintoria, dove le donne realizzano gli spettacolari tessuti dei loro abiti e che costituisce uno degli spazi architettonici più suggestivi del complesso.
Qui la cadenza dei larghi pilastri rossi lascia delle ampie aperture per far fuoriuscire i gas tossici che si sprigionano durante il processo di colorazione ed una corte apposita è stata ricavata per lasciar poi asciugare i tessuti.

Hollmén, Reuter e Sandman hanno saputo trarre forza dalla povertà del luogo e, usando materiali facilmente reperibili in situ ed in buona parte riciclati, hanno creato un'architettura dai bassi costi e sostenibile.
Tutti i sistemi di isolamento dal calore sono stati dedotti dalla tradizione millenaria africana e reinventati con perizia contemporanea, così l'edificio, costruito con massive pareti in calcestruzzo, è scarno di aperture e ricco di espedienti per l'ombreggiamento come porticati, grate in muratura e quinte parasole.
Il tetto ventilato è stato realizzato con una copertura in lamiera ondulata sorretta da una struttura d'acciaio riciclato, i soffitti sono di stuoie di canne fissate in modo da lasciare un'intercapedine che permette la circolazione dell'aria e quindi il raffrescamento degli ambienti per convezione.
Anche la scelta dei materiali riflette l'approccio sostenibile delle progettiste e la loro attenzione alla realtà locale.
Per esempio il legno è stato utilizzato solo laddove non poteva essere sostituito da nessun altro materiale, infatti in quest'area, data la scarsezza di vegetazione, esso è considerato un materiale molto prezioso.
Così come il cemento usato per le murature proviene dal più grande cementificio dell'Africa dell'ovest che si trova proprio a Rufisque ed è stato armato con ferro riciclato.
La ventilazione all'interno degli ambienti è favorita da cerchioni di automobili rottamate affogati nella muratura e le finestre dei servizi igienici sono state ricavate con i fondi delle bottiglie di vetro.
Il risultato è un'architettura poetica ed etica, che trae forza dalla semplicità e che è divenuta dimostrazione di una ritrovata concretezza progettuale, tanto da essere selezionata dal Museum of Finnish Architecture per rappresentare la Finlandia alla VII biennale di Venezia, Next.

Flores Zanchi

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