24-05-2004

Unità di Formazione e Ricerca (UFR)
Università di Brest

Massimiliano Fuksas,

Brest,

Università,

Vetro, Cemento,

Progettista: Massimiliano Fuksas
Collaboratori: Patrizia Anania, Enrico Benedetti
Project manager: Rikuo Nishimori
Collaborazione: Patrizia Anania, Enrico Benedetti
Strutture in c.a. e muratura: Ove Arup
Direzione lavori: Anne Scheffler
Impresa: Britton/Courte/GTB
Nazione: Francia
Località: Brest
Datazione del progetto: 1992
Datazione realizzazione: 1993
Tamponature:pannelli in calcestruzzo, policarbonato trasparente
Coperture: pvc nero
Finiture: cemento dipinto, lamiera d'acciaio verniciato
Infissi: alluminio naturale (UFR), alluminio dipinto blu (edificio professori)
Pavimenti interni: Taralay grigio e verde
mq lotto: mq 27.000



Unità di Formazione e Ricerca (UFR)<br> Università di Brest Il progetto per la sede dell'Unité de Formation Recherche a Brest nasce in seguito al concorso indetto nel 1992 nel quale Massimiliano Fuksas è stato scelto come vincitore.

L'edificio universitario è ubicato tra l'avenue Foch e il boulevard Clémenceau.
Il fronte liscio e continuo si spezza improvvisamente, dopo un'ampia curva, strutturandosi in una conformazione a pettine. Gli spazi sono articolati in modo da ospitare: un centro ricerche, un anfiteatro con 450 posti e tre, più piccoli, con 250 posti, aule, uffici, il Centro di Ricerca Bretone e Celtica, un ristorante di 2.800 mq e un parcheggio di 4.899 mq. Punto focale del progetto è l'edificio del Centro Ricerche Celtiche e Bretoni, riconoscibile dalla facciata curva realizzata in cemento e rivestita con vernice nera protettiva.
Il volume della mensa segue il movimento digradante del terreno e si contrappone alla linearità dell'edificio dei professori, una lunga stecca, rivestita di alluminio laccato blu, appoggiata su pilotis e collegata da una passerella al corpo che ospita le aule degli studenti. All'esterno blu, si contrappongono gli interni nei quali piani, soffitti e pareti sono dipinti in verde chiaro.
Fuksas ha concepito l'ambiente universitario non come uno spazio chiuso, ma come un luogo aperto rivolto alla città: l'università è parte integrante dell'ambiente urbano che l'accoglie, senza nascondere le asprezze, ma allo stesso tempo tentando un accordo rivolto al futuro.

Il progetto ruota intorno all'idea di "centro", intende ricreare uno spazio urbano all'interno degli edifici che, nonostante la grande scala, appaiono molto leggeri rispetto alle dimensioni dell'area. Le aperture delle facciate creano un legame virtuale fra università e città, sia dall'interno verso l'esterno che viceversa; gli alberi e il complesso sportivo costituiscono un fondale ai percorsi introduttivi e ricostruiscono una dimensione familiare.
Fuksas affronta il tema dell'edificio che si inserisce in una griglia urbana già sedimentata, ricucendo il passato al presente. La nuova struttura architettonica si inserisce nell'ambiente urbano, dipendente dall'organizzazione della città dalla quale solo il traffico la separa, essa non è concepita per riempire un vuoto urbano e organizzare lo spazio intorno, ma per organizzarlo al suo interno e instaurare relazioni che attraggono l'ambiente circostante verso il suo centro.

Laura Puliti

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