05-09-2007

Touch of Evil - Nio architecten. Pijnacker, 2004

Maurice Nio - NIO architecten,

Rotterdam,

Cemento,

Tunnel,

Touch of Evil è un progetto che mira a riscattare un tunnel dalla sua mera funzione di collegamento fra due zone: un motivo astratto e brillante si arrampica su parte della parete, come una macchia che si impossessa del cemento rivendicando e dichiarando la presenza del traforo.



Touch of Evil - Nio architecten. Pijnacker, 2004
Una strada priva di identità si trasforma in un'esperienza al tempo stesso visuale ed emotiva. Opera di Maurice Nio dello studio Nio architecten, l'intervento trasforma un luogo recondito e apparentemente insignificante in un'esperienza capace di riscattare un luogo desolato e anonimo, privo di anima, sciatto. Sono le ambientazioni predilette da NIO architecten, gruppo basato a Rotterdam. In queste zone dimenticate nascono architetture originali, sorprendenti, inconsuete, più che mai generatrici di anima e portatrici di qualità urbana.
Touch of Evil descrive un mondo possibile e vibrante in un'area apparentemente priva di potenzialità. La chiave del progetto risiede nella volontà di Nio di portare alla luce l'energia di questa quinta urbana, avvilita da presenze difficili con le quali convivere -come la ferrovia sovrastante- ma capace di riscattarsi attraverso un progetto cromatico di superficie. Quello che Nio definisce come "spazio tecnico" -ritaglio urbano, frammento della città privo di identità- si trasforma in uno spazio a sorpresa: colorato, enigmatico, perturbante, inaspettato, straniante.
Un luogo del contesto metropolitano dimenticato e diseredato, di transito, territorio indefinito, spazio di scarto e di rifiuto diventa pulsante e sollecita l'immaginazione di chi lo attraversa. Con la stessa abilità di un serpente, l'architettura di Nio si insinua in un anfratti di territorio mortificato dalle esigenze e dalle priorità della vita metropolitana. Non è un caso che il titolo della mostra itinerante che dal 2005 viaggia attraverso l'Europa raccontando l'opera di Maurice Nio porti il nome di SNAKE SPACE, lo "spazio del serpente".
Il progetto ha un contatto con il mondo del cinema, al quale Maurice Nio è molto sensibile. Racconta Matteo Costanzo di 2A+P: "(...) Il nome del progetto racchiude una traccia nascosta da dover svelare. Touch of Evil è infatti anche il titolo di un controverso film di Orson Welles del 1958. Una storia di crimine dalla scura atmosfera, legato ad un confine, ad un attraversamento, quello fra Stati Uniti e Messico".

www.nio.nl

Foto di Hans Pattist

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